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Analisi critica della Porsche 911 GT2 RS: la prova in pista della 911 più potente, estrema e costosa di sempre

Alla Porsche non è mai andato giù che la Lamborghini le abbia strappato il record sul giro al Nurburgring. È un’onta grave almeno quanto per la Juventus perdere una partita di Champions in casa, a Torino, dal Barcellona o dal Manchester United.

Perciò l’obiettivo conclamato fin dal primo giorno in cui la nuova GT2 RS ha messo per la prima volta le ruote a terra è stato rimpossessarsi di quel record. Nemmeno la nuova Porsche era stata presentata alla stampa e al pubblico, che già è stata portata sul leggendario tracciato della Nordschleife per strappare l’ambito record alla Lamborghini Huracàn Performante. E lo ha abbassato di ben 5 secondi: 6’47”3 il crono della GT2 sul giro del vecchio Ring.

La Porsche 911 GT2 RS è la versione più potente ed estrema su carrozzeria 911 (ed anche la più costosa: 293mila euro). Della 911 originale la GT2 ha poco in comune. Gran parte della macchina è stata sviluppata, estremizzata, potenziata ad alleggerita come si fa di solito con le auto da corsa. Basti pensare che eroga ben 700 cavalli (e ha 750 Nm di coppia), mentre una 911 standard ne sviluppa quasi la metà: 370 cv. Tutti quei cavalli significano una cosa sola: prestazioni mozzafiato. La GT2 accelera da 0 a 100 all’ora in meno di tre secondi: 2”8. Tocca i 200 km/h da fermo in 8,3 secondi. E sviluppa una velocità massima di 340 km/h.

Auto è stato uno dei due soli giornali italiani scelti da Porsche per provare dal vero le doti incredibili della GT2 RS. Il test si è svolto su uno dei circuiti più impegnativi d’Europa: la pista portoghese di Portimao, un tracciato con saliscendi e curve impegnative, quasi cieche. Una via di mezzo tra il Mugello e Spa-Francorchamps. Con una pista così e soprattutto una “bestia” del genere come la GT2 RS tra le mani, la descrizione di questa prova diventa il racconto di una giornata di adrenalina pura.

Sull’asfalto portoghese ci siamo resi conto del limite altissimo che la Porsche GT2 RS permette al pilota che ne afferra il volante. Anche se, vista la potenza stratosferica, andarci forte pur con gli aiuti elettronici di cui la GT2 dispone, non è proprio impresa per tutti.

La GT2 RS deriva dalla 911 Turbo; si chiama così perché originariamente il nome GT2 faceva riferimento a una classe agonistica della Fia per le gare endurance: la prima nacque nel 1995 proprio per le corse. Poi col cambiare dei regolamenti, la GT2 turbo ha lasciato le piste (dove è rimasto invece il modello aspirato) ed è diventata la versione più spinta della gamma stradale 911. Per rendersi conto dell’escalation di potenza della GT2 dalle origini ad oggi, pensate che quando nacque aveva 500 cavalli; adesso la “cavalleria” di questa 4° generazione  è salita del 40%, fino a quota 700 cavalli. È la più potente 911 mai costruita. Ed è anche la seconda Porsche stradale più potente di sempre, dopo la 918 Spyder ibrida.

Il vero segreto delle prestazioni-monstre della GT2 RS però non sta soltanto nella potenza del motore. Proprio come su un’auto da corsa, Porsche per rendere veloce in pista e rapida nelle curve la GT2 RS, ha lavorato di fino sull’alleggerimento più estremo. Qualche esempio? La scelta di un tetto in magnesio ha permesso di risparmiare 1 kg rispetto a uno analogo in alluminio; la soppressione dei sedili posteriori (è una macchina da single impallinati o al massimo da usare in due) ha fatto guadagnare 9,6 kg; l’adozione di un vetro Gorilla Class resistente e leggero (come quello dell’iPhone) al posto del vetro tradizionale conta altri 3,5 kg in meno; altri 7,5 kg in meno vengono dagli scarichi in titanio, 1,4 kg dal supporto in carbonio dell’intercooler. E poi il risparmio più grande50 kg sottratti alla massa totale rinunciando alla trazione integrale come la 911 Turbo scegliendo invece la tradizionale trazione posteriore. Meno peso certo, ma anche maggiore difficoltà sulle spalle del pilota per gestire tutti quei cavalli in accelerazione distribuiti soltanto sulle ruote motrici posteriori.

Il bello è che a Porsche quei kg risparmiati non sono ancora bastati: ecco perciò che hanno elaborato un “pacchetto” optional di materiali ultraleggeri per chi cerca il massimo. Il pacchetto Weissach RS è solo a richiesta e prevede tetto in carbonio, cerchi in magnesio (altri 11,5 kg in meno), la barra antirollìo in carbonio dal peso piuma (meno 5,3 kg); persino i paddle shift del cambio sono fatti in fibra di carbonio invece che alluminio per risparmiare ulteriori 200 grammi a levetta! Roba maniacale. Ma così facendo la massa è calata di altri 27 kg e alla fine sulla bilancia la GT2 RS pesa appena 1470 kg, circa 200 kg in meno di una Turbo S.

Vale davvero la pena praticare questa corsa al peso ribassato che costa anche tanti soldi al cliente (il pacchetto Weissach RS viene a costare la bellezza di oltre 30mila euro)? In chiave prestazionale sì. Senza alcun dubbio. È la vecchia regola delle corse: meglio un chilo di peso in meno piuttosto che un cavallo in più. Perché il peso inferiore ti fa accelerare prima in uscita di curva; ti fa raggiungere la velocità massima più in fretta (il motore deve spostare una massa inferiore); rende più maneggevole l’auto nelle curve; ti permette di frenare più sotto alle curve e migliora l’inserimento quando giri il volante. Senza contare che affatica meno il pilota e i freni della macchina. Pura teoria? Fanatismo da ingegneri? Tutt’altro. (auto.it) 

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