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AUTODAFÉ del 3 luglio 2015

Dopo la grande sbornia di attributi sulla meraviglia dell’Alfa Romeo, la Giulia, e sull’ormai prossimo garantito rilancio del glorioso Marchio italiano, c’è anche chi si spinge in…approfondite analisi.

Per non farci mai mancare nulla, ecco a voi delle voci fuori dal coro

Alfa Giulia, lo scetticismo degli analisti.

La finanza, poco incline ai sentimentalismi, esprime qualche dubbio sul piano Alfa, L’entusiasmo nato attorno alla nuova Alfa Romeo Giulia non si respirava da un po’ di tempo, in Italia e fuori dai nostri confini, in campo automobilistico e non solo. Tuttavia, metabolizzate le emozioni, analizzato il design e quel che finora si sa sulla tecnologia, è il momento di andare a vedere cosa ne pensano gli esperti di economia, quelli per cui le automobili non accendono la passione ma sono soltanto prodotti industriali come altri. Da analizzare da un punto di vista più freddo e disincantato, ma che interessa di più Marchionne come ogni altro top manager dell’auto. E le notizie non sono del tutto positive per FCA. Leggete cosa ha affermato Max Warburton della Sanford C. Bernstein: “Tutti amiamo il passato dell’Alfa Romeo, ma non siamo convinti della validità dei piani per il suo futuro”. E aggiunge: “Per tornare a essere un player premium credibile Alfa Romeo deve praticamente ripartire da zero e Audi, per completare questo processo, ha impiegato vent’anni”. Warburton è andato ancor più nel dettaglio: “L’obiettivo di vendere 130.000 Alfa Romeo negli Stati Uniti entro il 2018 – sulle 400.000 di target totale – è assai arduo, con tre modelli in programma (dopo la Giulia sono attese altre due novità, di cui un SUV): Audi vende circa 180.000 vetture con una gamma di 20 modelli, per esempio”. George Galliers di Evercore ISI ha affermato che brand come Alfa Romeo attirano tantissimi clienti all’inizio di un’operazione di rilancio, ma poi tendono a plafonarsi e a non crescere più così velocemente. Nelle sue previsioni, se va bene Alfa Romeo arriverà a 330.000 auto in totale; comunque di più delle 216.000 che indicano le previsioni della società di consulenza automotive IHS. – Omiauto.it”

“Alfa Romeo Giulia, il mistero rimane.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio ? “Show me your everyday suit, not your Sunday suit!” disse un giorno stizzito un vice-presidente di un noto marchio generalista ai designer che avevano allestito con grande cura il prototipo di un nuovo prodotto con cerchi in lega, pneumatici ribassati, vernice esclusiva, cromature un po’ ovunque. L’episodio mi è tornato in mente dopo la presentazione ai giornalisti della nuova Giulia Quadrifoglio ad Arese.

Effettivamente, quella mostrata mercoledì era una versione molto speciale; per vedere la vera Giulia – come dice Quattroruote – serve ancora pazienza, l’attesa non è proprio finita. Ci sono tuttavia ottime ragioni per cui Marchionne e il suo staff hanno finalmente deciso di rompere gli indugi e condividere pubblicamente il lavoro fatto negli “skunks works”. Dal 2011 fino a qualche mese fa, decine e decine di proposte sono state scartate, ma non è stato tempo perso: è probabile che nel frattempo Marchionne, che ha un processo di ‘loading’ molto particolare, si sia chiarito le idee su cosa volesse che fosse Alfa Romeo e sul contributo che si aspetta dal marchio al portafoglio FCA.

Non c’è dubbio che la Giulia Quadrifoglio rappresenti intenzionalmente l’espressione più autentica ed esuberante della ‘nuova’ Alfa, che Marchionne vuole far tornare la ‘vera’ Alfa “dopo trent’anni in cui è stata costretta a competere con i marchi generalisti” (ma non era stato il responsabile del Biscione, Harald Wester, a dire che Alfa Romeo doveva essere una concorrente di Volkswagen?).

Credo che nessuno dubiti che il management di FCA abbia imparato la lezione, nel senso che oggi sembra esserci una piena consapevolezza di ciò che è necessario fare, e soprattutto non fare, per il rilancio di Alfa Romeo in termini di integrità di prodotto, congruenza con i valori, recupero dell’heritage.

Ma dimostrare in ogni modo una discontinuità con qualche anno fa, quando “Fiat non si sarebbe potuta permettere di rilanciare Alfa Romeo”, potrebbe non essere sufficiente a raggiungere gli obiettivi strategici fissati nel piano industriale, vale a dire volumi pari a 400mila unitá all’anno (dal 2018 in poi) con margini superiori al 10%.

L’impressione è che ci sia un grande sforzo – assolutamente apprezzabile – per riportare Alfa agli antichi splendori di mezzo secolo fa, quando stava davanti alle tedesche. Ma nel frattempo il cliente è cambiato e, per raggiungere gli obiettivi che si è posto, Marchionne – o chi per lui – dovrà spiegare in che modo con il marchio Alfa intende competere nel mercato premium, dove oggi i fattori chiave di successo  – dai quali non si può prescindere –  sono tecnologia, qualità, funzionalità, accessibilità, quotidianità.

Vendere centinaia di migliaia di macchine all’anno è molto diverso che venderne poche migliaia, come fa Maserati, o come presumibilmente sarà il caso della versione Quadrifoglio. Per penetrare il mercato premium non basta un “trionfo d’arte e passione”, non basta essere un’alternativa ‘italiana’ ed ’emotiva’ ad Audi o Bmw o a Jaguar, che come Alfa si rivolge a un cliente che cerca sportività e prestazioni.

Strizzare l’occhio alla Ferrari (sulla cui monoposto  di F.1 appare “incidentalmente” il marchio Alfa Romeo), che è un marchio di lusso e non un marchio premium, difficilmente aiuterà ad individuare gli spazi che Alfa dovrà, faticosamente, conquistarsi. – di lepouquitousse Carblogger.it”

“Alla Giulia riuscirà il rilancio del Biscione?

Non appena le prime immagini della nuova Alfa Romeo Giulia sono state diffuse e hanno fatto il giro del web e delle televisioni, sono subito partiti i primi commenti di appassionati e tifosi della storica casa automobilistica italiana. Sicuramente la maggioranza dei fan del Biscione hanno mostrato in maniera piuttosto evidente il loro gradimento per la nuova berlina italiana, che avrà il difficile compito di riportare in alto il noto brand dell’automobilismo dopo anni davvero difficili. Lo stesso Marchionne del resto ha detto ieri che la Giulia rappresenta un nuovo inizio a cui seguiranno altri 7 veicoli, tutti di categoria Premium. Questo con l’obiettivo delle 400 mila vendite annue entro il 2018.

Sebbene la stragrande maggioranza degli appassionati abbia manifestato il proprio gradimento per la nuova creatura di Alfa Romeo, non è mancata qualche critica da parte di qualche tifoso più esigente che ha palesato una certa somiglianza con alcuni modelli Audi e Bmw. Ieri tra l’altro in occasione dei festeggiamenti per i 105 anni di storia di Alfa Romeo è stato mostrato il nuovo stemma. Il nuovo simbolo del Biscione ha subito qualche leggera modifica rispetto al passato. Comunque anche in questo caso la stragrande maggioranza degli appassionati sul web ha manifestato il proprio gradimento. Resta ora da vedere se realmente questa vettura farà fare quel salto di qualità tanto auspicato nelle vendite dai vertici di Fiat Chrysler. – Blastingnews.com”

“Alfa Romeo Giulia 2015, a pochi giorni dalla presentazione ecco i principali dubbi da evidenziare.

L’evento di presentazione della nuova Alfa Romeo Giulia 2015 di settimana scorsa risuona ancora nell’eco di media, appassionati ed esperti di strategie di mercato: il momento è stato comunque quasi unanimemente accolto come storico, dato il rilancio voluto e sperato dai vertici di Fiat Chrysler per il marchio lombardo famoso in tutto il mondo. La coda del lungo weekend ha posto numerosi commenti e primissimi bilanci sulla presentazione della nuova Giulia Alfa Romeo, in generale positivi ed entusiasti. In ben pochi invece hanno provato a soffermarsi su alcuni punti oscuri o deficitari che sembra porre all’attenzione la neonata di casa Fca, proviamo ad identificarli con ordine.

Per prima cosa, la linea della carrozzeria, così tanto osannata, comincia a destare qualche dubbio con quel posteriore molto accentuato e non del tutto armonico, che ben poco a che fare con la storia di Giulia. la nuova Giulia voleva riesumare il mito dell’Alfa Romeo ma pare davvero la copia di alcune affermatissime avversarie tedesche (ha stesse identiche misure della serie 3 Bmw, ma deve essere una coincidenza).

Il secondo difetto, a nostro parere grave, è l’eccessiva anticipazione dell’uscita rispetto agli effettivi tempi di consegna nei concessionari: se davvero gli ordini potranno arrivare ad ottobre e le prime Giulia saranno sulle strada ad inizio anno, il lancio in pompa magna non è un po’ troppo affrettato, troppo “telefonato”? Perché dare tempo ai concorrenti di prendere le misure e spendere soldi per un modello che vedremo nelle strade tra nove mesi?

Terzo, la nuova Audi 4, appena presentata, sarà in vendita dopo l’estate e si possono già conoscere tutte le caratteristiche. Per la nuova Giulia  sono più i punti interrogativi delle certezze. Quanto costerà l’auto (non più o meno ma all’euro)? Si potrà finanziarla? Quali sono gli elementi di serie e gli optional? Sappiamo che sarà sovralimentata ma anche sui “favolosi” circa 510 cavalli non c’è chiarezza. Qual è la velocità massima, l’accelerazione da zero a cento chilometri all’ora? Boh! Lo sapremo solo vivendo. È il lancio di una nuova auto o una operazione di marketing?

Il quarto punto per lo meno opinabile è partire con la presentazione di un modello top di gamma come Quadrifoglio che, con un motore da oltre  500 cavalli, è destinato a rimanere un modello di nicchia. È come se la Bmw lanciasse la nuova Serie 3 iniziando con la versione M, un modello per pochi appassionati. La scelta di Marchionne è talmente strana risulta da risultare incomprensibile. Un modo per rilanciare la sportività del marchio? Mah…

La nuova Giulia, poi sembra essere, sia per linea che per caratteristiche tecniche, un’auto molto potente pensata più per l’America che per l’Europa, l’esatto opposto degli altri competitor. E la Cina?  Non se ne parla e non ci sono piani strategici per il secondo mercato mondiale automobilistico. I concorrenti tedeschi, nonostante la crisi di questi mesi, ci fanno ancora margini e volumi di vendita. Alfa ne può fare a meno?

Scendendo sul lato tecnico, una sesta perplessità la si può scovare sull’elettronica: il Torque Vectoring e l’integrate Brake System sembrano grandi evoluzioni. Ma come tutte le cose nuove hanno  bisogno di tempo per essere valutate. Per adesso  paiono un po’ degli azzardi che quantomeno andranno sperimentati dai pionieri alfisti, i primi veri compratori effettivi, prima di diventare una realtà che supporta le vendite.

Ultimo, ma non meno importante dubbio sulla nuova Alfa Romeo, riguarda le previsioni di mercato: è vero che a Marchionne piacciono le sfide, ma passare da 70mila a 400mila auto vendute in soli tre anni contro i tedeschi senza avere la Giulia in concessionaria almeno fino al nuovo anno e senza modelli in grado di fare davvero i numeri, sembra più utopia che un azzardo calcolato. – Il sussidiario.net”

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