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Automotive e politica: siamo sempre all’anno zero

Se da una parte le associazioni che compongono la nutrita filiera italiana dell’automotive continua a denunciare vessazioni fiscali, promesse disattese, ritardi e carenze infrastrutturali, norme in sospeso; dall’altra, la politica recita un singolare mea culpa.

Qualche esempio: «In Commissione manca la conoscenza reale dei problemi», «A livello politico manca un piano della mobilità concreto, i soggetti della filiera facciano richieste più precise per aiutare la politica», «La filiera non si muove compatta, mentre dovrebbe presentarsi come unico interlocutore dei politici».

A questo punto si evince come i continui appelli a un maggior ascolto delle istanze, i fiumi di parole nonché i mille e più convegni su questi temi non siano serviti a nulla. Incredibile.

E poi, sempre dai politici, la presa di coscienza che occorre una brusca sterzata: «Basta tutti contro l’auto», «Il carico fiscale sull’auto va ridotto drasticamente», «Sarebbe ora di varare con coraggio riforme sull’auto, come quella sul bollo, che farebbero guadagnare soldi al Paese», «Non è più possibile che ci siano amministrazioni che dicano sempre no all’auto», «Ci vorrebbe un candidato che mettesse l’abolizione del bollo nel suo programma elettorale».

Tutte frasi pronunciate alla tavola rotonda tra parlamentari, Anci e filiera organizzata dal movimento di opinione ForumAutoMotive.

Parole che dimostrano come ci si trovi quasi all’anno zero e che il settore, tutto, continui a non essere capace di mettere sul piatto della bilancia la sua enorme forza: oltre 1,2 milioni di occupati, il 2% del Pil, il traino della produzione industriale, più di 71,6 miliardi di entrate fiscali. Solo per citare alcuni dei dati più rilevanti.

Disarmante. É la risposta a chi, tra la filiera, ha chiesto per quale motivo chi compra un mobile o un elettrodomestico ottiene un bonus, mentre chi magari vuole rottamare la macchina di 10 anni per prenderne una nuova, efficiente e più sicura, non sia considerato.

E poi le promesse sulla mobilità elettrica (il dirigente del Palazzo che se ne occupava ha ora un altro incarico), la riforma del Codice della strada dimenticata, le accise sui carburanti del secolo scorso, i punti neri della viabilità. Una cosa è lampante: il cane che si morde la coda. ForumAutoMotive ha proposto una Carta delle istanze da presentare direttamente ai ministri interessati. E poi? Ci sono le elezioni.

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