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Berlusconi vorrebbe togliere le tasse alla prima auto, sarebbe sufficiente per rinnovare il parco italiano?

Tasse e auto, un binomio che agli italiani fa rizzare i capelli considerato il persistente accanimento del fisco nei confronti del settore, tra accise vergognose, bolli e imposte varie, con il risultato di condizionare l’acquisto di una vettura soprattutto se dotata di un certo numero di cavalli.
Ma anche il mercato dell’usato, importante al fine di accelerare il ricambio di un parco che annovera ancora troppe carrette inquinanti e per nulla sicure sulle strade, potrebbe funzionare meglio se la tassazione venisse rivista.
È quindi da apprezzare la proposta «controcorrente» avanzata da Silvio Berlusconi di non tassare la prima auto, in quanto considerata uno strumento di lavoro. Dunque, uno choc fiscale per scuotere l’economia e, guardando alla mobilità, rilanciare il mercato favorendo l’acquisto di veicoli nuovi, quindi anche con omologazioni Euro 6 fase «B» oppure dotati di motorizzazioni alternative.
Di pari passo, però, dovrebbero essere presi provvedimenti capaci di dare quell’impulso necessario a portare il sistema delle infrastrutture sempre più a ridosso delle esigenze di un settore avanti anni luce per quanto riguarda le tecnologie green e la connettività in funzione di una maggiore sicurezza. Se messo nelle condizioni di abolire le tasse sulla prima automobile, Berlusconi dovrà dare subito seguito all’iniziativa.
Lo choc fiscale non può più attendere e non deve restare, come nel caso delle accise «preistoriche» che l’ex premier Matteo Renzi aveva annunciato di togliere, solo una promessa elettorale.
Gli automobilisti, la filiera tutta, attendono da anni un vero segnale di svolta. La politica, da sinistra a destra, è chiamata a sostenere l’impegno delle Case automobilistiche, di quelle che producono moto e mezzi pesanti, in direzione di un mondo dove gli incidenti stradali, grazie alle tecnologie, siano ridotti ai minimi termini con indubbi vantaggi anche per i costi sociali.
E dove i problemi dell’ambiente, almeno per quanto concerne la mobilità a motore, siano risolti. Su questi temi le divisioni e le ripicche politiche non devono più esistere. Ci vuole coesione, nell’interesse di tutti. Intanto, si parta dallo choc fiscale. (fuorigiri. Ilgiornale.it)

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