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CEA 50 anni di passione…infuocata

A Monza, nel week end del GP d’Italia, è passato sotto silenzio un compleanno che avrebbe meritato ben altra enfasi.

Quello dei 50 anni della CEA, la società di pronto intervento anti incendio che dal 1967 ad oggi ha contribuito a rendere più sicure le nostre piste e con le esperienze maturate negli autodromi, ha contribuito anche a salvare vite umane in altri ambiti.

La storia della CEA si riassume in un nome solo: Amadesi. Da Ermete e Laura, che fondarono l’azienda, alle figlie Rossella e Patrizia che oggi proseguono nell’avventura. Di loro si parla spesso quando ci sono salvataggi incredibili, persone estratte dal fuoco, ma fino al 23 aprile 1989 c’era un cruccio in Ermete Amadesi: tutte le volte che i suoi Leoni erano intervenuti spegnendo le fiamme, il pilota era deceduto per altri problemi. Invece a Imola, col salvataggio di Gerhard Berger, estratto dalla sua Ferrari in fiamme, si compì il primo miracolo dell’era moderna. Intervento, spegnimento e salvataggio del pilota. Da esserne orgogliosi.

E pensare che i Leoni furono ribattezzati così dopo un altro drammatico incidente. A Monza, 1978, al via della gara ci fu una carambola che coinvolse 11 piloti, con la Lotus di Peterson a fuoco e i Leoni nelle fiamme a estrarlo. La stampa li ribattezzò così e da allora tutte le volte che c’è un uomo in rosso è per antonomasia un Leone della Cea.

Peterson però morì dopo alcune ore, sotto ai ferri, per una embolia conseguenza delle gravi fratture riportate nell’impatto, Brambilla si salvò ma rimase a lungo in coma. Sotto gli occhi di tutto il mondo in diretta TV, si vide l’abilità e il coraggio di quegli uomini che non esitarono a buttarsi fra le fiamme.

Oggi il testimone dell’azienda è nelle mani della figlia di Ermete, Rossella, che ha contagiato anche il figlio Giovanni, una dinastia da corsa in cui la passione…infuocata ha contribuito a rendere sicuri gli autodromi italiani. Anzi a Monza c’è stato un riconoscimento ufficiale da parte della Lamborghini.

Finora gli uomini della CEA hanno sempre usato mezzi veloci adattati alla bisogna, invece grazie al presidente Stefano Domenicali da adesso hanno una Huracan appositamente attrezzata. “Vede, è una storia semplice da raccontare – dice oggi Rossella – a Imola alla fine degli anni 80, quando dovevamo sistemare i mezzi fra i vari motor home c’era un ragazzo che si dava da fare in pista. Ci aiutava, ogni tanto gli davamo qualche panino da mangiare mentre cercava di aggiustare i vari mezzi negli spazi a loro destinati. Poi quella persona è stata assunta alla Ferrari ed oggi è il presidente della Lamborghini, Stefano Domenicali è un gran signore, una persona per bene dal grande cuore. Per i 50 anni della CEA non ci ha pensato due volte, mi ha chiamato e ha detto Rossella, ci penso io con qualcosa di speciale”. Ed ecco la Huracan CEA Edition chiamiamola così, ricordo per i primi incredibili 50 anni di storia di un gruppo che ha fatto scuola nel mondo e che ci hanno copiato in tutti i circuiti, senza però raggiungere l’eccellenza made in Italy.

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