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Dalla 124 alla 124

“Il primo amore non si scorda mai”. Inizia così il nuovo libro che il pilota Maurizio Verini dedica alla Fiat 124 Abarth.
È di grande attualità perché proprio pochi giorni fa c’è stato il ritorno sulle strade e nelle competizioni dello spider della casa torinese.
“Dalla 124 alla 124” è infatti il titolo che già ne anticipa i contenuti: la gloriosa storia agonistica negli anni 70′ e l’interpretazione in chiave moderna che ha debuttato recentemente a Montecarlo.
Maurizio Verini è stato uno dei piloti ufficiali di quella squadra, nata nel Reparto Corse Fiat, che dal 1973 al 1976 si contrappose spesso con successo non soltanto ai “cugini” della Lancia con le Fulvia e le Stratos, ma anche alle Renault Alpine, alle Ford Escort e alle Porsche. I suoi compagni di squadra erano gli Italiani: Barbasio, Bacchelli, Pinto, Paganelli e Trombotto, e i finlandesi Alen e Mikkola, una vera armata vincente.
Con la 124 Abarth Maurizio Verini ha vinto il Campionato Italiano nel 1974 è quello europeo nel 1975, e la sua lunga carriera è stata fortemente contrassegnata dalla vettura dello Scorpione, anche se poi continuò con altrettanti importanti vittorie alla guida di vetture ufficiali della Opel e dell’Alfa Romeo.
Il pilota milanese che ha selezionato tantissime inedite fotografie, a colori e in bianconero, attingendo a vari archivi fotografici, ha ripercorso le sue brillanti stagioni alla guida della 124, raccontando aneddoti e curiosità, coinvolgendo nelle storie i suoi compagni di squadra, i navigatori, i tecnici e i meccanici oltre a qualche avversario.
La lettura è piacevole perché oltre a ricostruire una gloriosa epoca agonistica per i colori Italiani, quando i rally erano avventura, offre lo spaccato di un periodo rallistico che da molti viene rimpianto per la goliardia e la spensieratezza che dominavano le gare.
Un capitolo interessante quello dedicato a come si guidava quella 124, un’auto molto sottosterzante, con il peso del motore sull’avantreno e il solo peso del differenziale sul posteriore. Quindi con poco grip sui fondi sterrati, bagnati e innevati e di conseguenza con una guida molto spettacolare, facendo il famoso pendolo e buttandola di traverso.
La prefazione è di Alfredo Altavulla, Coo di Fca Emea, che oltre ad inneggiare ai successi dell’epoca, confida nel presente della nuova 124 Abarth, perché un’ottima interpretazione in chiave moderna di un’icona del passato, grazie a nuove tecnologie che permettono prestazioni impensabili 40 anni fa.
Il volume “Dalla 124 alla 124” è disponibile on line presso la Libreria dell’Automobile di Milano o a richiesta mandando una mail a info@masterdriving.it.

verini

1 commento
  1. Salvatore
    Salvatore dice:

    In merito alla Fiat faccio presente quanto segue:
    1. Mio padre comprò la 1300 prima serie con telaio seduto, dopo 2anni uscì lo stesso modello con molle posteriori insonorizzate.
    2. La Panda 900 45 cc ebbe la rottura dell’Albero a gomiti.
    3. La Lancia Libra 1880 ebbe la rottura del carter del motore a 36.000 km, la vendetti al meccanico per 4 soldi

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