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Designer italiani per auto italiane ? Troppo banale…

Ogni volta che non mi trovo d’accordo con delle scelte fatte dai manager della mia ex Azienda e mi viene da criticarle, mi sembra di essere diventato come quei fastidiosi “fuoriusciti” sempre pronti a sentenziare e a ripetere: “…ah, ai miei tempi era molto meglio!”. E’ una sensazione piuttosto sgradevole, perché io non penso affatto che ora sia tutto peggio della mia epoca, siamo anzi al 50%, come sempre.

Ma il comunicato dato da Fiat Chrysler Automobiles il primo aprile (!) che annunciava che il canadese/newyorchese Ralph Gilles era stato promosso a capo del Centro Stile di tutto il Gruppo al posto di Lorenzo Ramaciotti, mi ha lasciato completamente basito. Ma come, un americano responsabile del design di auto italiane?

Ed ecco di nuovo il senso di colpa che mi ha assalito e mi fatto ricadere nella insopportabile situazione di sentirmi anch’io un “fuoriuscito” brontolone. Questa volta però mi sono  assolto in fretta, mi è bastato leggere su Quattroruote di maggio il commento su questo argomento scritto da Carlo Cavicchi, e pensar: beh siamo almeno in due a credere che c’è qualcosa che non va, e Carlo non è neanche… un ex-Fiat.

“…ma se c’è una scuola che si è imposta nel mondo dell’auto è proprio quella tricolore, – afferma infatti Cavicchi – …avevamo i più bravi e abbiamo ancora i più bravi. Ce li ha in casa anche il gruppo FCA: Roberto Giolito, Flavio Manzoni, Marco Tencone …Sceglierne uno avrebbe dato continuità e ribadito alla concorrenza che anche le auto di domani avranno sempre un tocco magico in più, a prescindere che si tratti di modelli di marchi italiani oppure americani. Scegliere invece Gilles significa invece far prevalere la componente a stelle e a strisce e una scuola che, a parte le leggende a cavallo della Seconda guerra mondiale …non ha mai offerto veri pilastri al design internazionale”

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  1. […] in cui riporta funzionalmente a Ralph Gilles, capo a livello globale del design del gruppo FCA (http://autologia.net/designer-italiani-per-auto-italiane-troppo-banale/), e regionalmente ad Alfredo Altavilla, COO […]

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