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Fiat apre l’Heritage HUB, perché chi non ha passato non ha futuro

Ben 258 sono i modelli di vetture Fiat (poi FCA), Lancia e Autobianchi esposte nei megagalattico spazio che costituisce il nuovissimo HUB Heritage, capitanato dal celebre designer Roberto Giolito (nella foto in basso) e dalla sua squadra,  presentato alla stampa martedì 2 aprile.

Il grande spazio dedicato si trova a Torino Mirafiori, in via Plava 92, nell’ex Officina 81, uno degli immobili FCA recuperati, proprio dietro al quale trovano posto le officine Abarth.

Si tratta di un’area polifunzionale, luogo di narrazione legato al territorio, dove si amalgamano tutela, divulgazione e promozione dei marchi italiani di FCA , quelli più strettamente legati al territorio torinese, ma anche di Alfa Romeo.

Il sito è stato fatto oggetto di un accurato restauro conservativo per rispettarne natura industriale e colori originali. Chi alza lo sguardo ammirerà anche i pannelli della mostra sospesa sulla storia di Mirafiori.

Nei 15.000 m2 di Heritage HUB – come abbiamo detto – sono collocate le oltre 250 vetture, gioielli della collezione FCA Heritage, alcuni dei quali mai apparsi in pubblico, una sorta di archivio “tridimensionale” che si arricchirà ulteriormente. Al centro ecco 8 mostre tematiche, ognuna delle quali costituita da 8 vetture diverse: la più antica data del 1908, la più moderna del 2008, un secolo di storia in 64 auto che però rappresentano il tema dell’area di appartenenza. Come la Lancia Lambda (nel 1922 prima al mondo ad adottare la carrozzeria a struttura portante e sospensioni anteriori a ruote indipendenti) e la Lancia Flavia, nel 1960 (al Salone di Torino) prima vettura italiana a montare la trazione anteriore e i freni a disco sulle 4 ruote.

Poi ci sono le creazioni Fiat per la famiglia, come la 500 Topolino di Dante Giacosa, la 600, le Panda e Uno, moderne utilitarie. Naturalmente oltre alle due sportive più antiche – come la Fiat S61 e la 12HP “Alpha” Sport. Ma anche le fuoriserie, le dream e concept car, le sport come la Lancia D50 di F1, le Abarth da record, le Delta HF Integrale (con una delle quali Miki Biasion e Tiziano Siviero hanno vinto in Kenia l’East African Safari 1988) o la Fiat 500 Overland che, nel 2008, ha ripercorso il raid “Pechino-Parigi. Di tutto e di più, visibile anche da visitatori e scolaresche.

All’inaugurazione erano presenti Pietro Gorlier capo di FCA Emea e un centinaio di giornalisti che hanno ascoltato con interesse le parole del Presidente di FCA John Elkann, che si è dichiarato orgoglioso di questa iniziativa, però senza dimenticare, come ha fatto lui con una battuta spiritosa, che non molto distante da lì si trova il Mirafiori Motor Village, dove è possibile comprare tutte le auto nuove del Gruppo….

Ecco qui di seguito le varie aree tematiche come le hanno descritte gli organizzatori

Archistars

In quest’area l’attenzione è rivolta all’architettura delle automobili, nei casi in cui in maniera preponderante le esigenze funzionali e produttive hanno indirizzato il progetto. È il caso della Lancia Lambda, la prima vettura al mondo ad adottare una scocca portante, vanto di Vincenzo Lancia, e della Lancia Flavia, primo modello italiano dotato di trazione anteriore e freni a disco sulle quattro ruote. Non mancano le creazioni Fiat pensate per la famiglia: dalla Fiat 500 Topolino A dell’esordiente Dante Giacosa, alla 600 – la vettura da famiglia per antonomasia negli anni del boom economico italiano – sino alle Fiat Panda e Uno, due tra i lavori di maggior successo sul tema della moderna utilitaria. Tutte vetture rimaste nell’immaginario collettivo perché capaci di rappresentare approcci originali e innovativi, nel contesto di strumenti di espressione creativa, metodologie e tecniche in costante evoluzione.

Concepts and “fuoriserie”

Le automobili raccolte in questa sezione mostrano carrozzerie e allestimenti originali e oscillano tra l’utopia delle dream car e la dimensione più concreta delle concept car e delle fuoriserie, come da tradizione della carrozzeria italiana, capace di personalizzare le vetture e renderle uniche. Nell’isola tematica sono quindi riuniti esempi diversi: dalle Fiat 130 Familiare e Panda Rock Moretti – entrambe appartenute ad esponenti della famiglia Agnelli – che prevedono allestimenti particolari sulla base di vetture di normale produzione con inedite estensioni delle modalità d’uso, all’Abarth 2400 Coupé Alemanno di Carlo Abarth, sino alle preziose Lancia Astura Farina e Flaminia Coupé Loraymo.

Eco and sustainable

Riflettori puntati sui progetti del Gruppo Fiat che sin dai primi anni Settanta hanno avuto a cuore le questioni ambientali, con l’obiettivo di realizzare veicoli in grado di limitare il loro impatto in fase di produzione, di utilizzo e di smaltimento. Attraverso un modello incentrato sull’economia d’uso e l’ottimizzazione della produzione, Fiat ha intrapreso programmi di ricerca che hanno permesso di mettere a punto soluzioni e tecnologie via via trasferite sull’intera gamma. Spiccano prototipi di vetture compatte elettriche come la X1/23 del 1974 e l’Ecobasic del 1999, gioiello di ingegnerizzazione anche per quanto riguarda motori e componenti.

Epic journeys

L’automobile non è un semplice mezzo di trasporto: nel tempo, i viaggi sulle quattro ruote hanno assunto una dimensione antropologica capace di evocare l’idea di libertà e indipendenza. Il viaggio in auto è evasione, avventura, desiderio di conoscenza, ma anche sfida e competizione. Battere nuove strade è il modo migliore per verificare la funzionalità di ogni veicolo e dei suoi componenti, per testarne il funzionamento in condizioni limite, prevenire possibili anomalie e dimostrarne l’affidabilità. La sezione raggruppa una selezione di automobili che si sono rese protagoniste di avventure straordinarie: dall’esemplare della Fiat Campagnola A. R. 51 che ha attraversato l’Africa da Città del Capo ad Algeri nel 1952 nel tempo record di 11 giorni alla Fiat 1100 E che nel ’53 ha compiuto il primo giro del mondo a guidatore singolo, percorrendo oltre 72.000 chilometri; dalla Fiat 124S che nel 1970 raggiunse in 50 giorni Capo Nord da Città del Capo, alla Fiat 131 Abarth Diesel che nel 1977, prima ancora del lancio commerciale, vinse il raid Londra-Sidney; dalla Lancia Delta HF Integrale Gruppo A vincitrice con Miki Biasion e Tiziano Siviero del Rally Safari nel 1988, alla 500 Overland che nel 2008 ha ripercorso il tracciato dell’iconica “Pechino-Parigi” al seguito della carovana di Overland.

Records and races

Il mondo delle competizioni rappresenta da sempre uno stimolo costante per progettisti e tecnici a ottenere prestazioni sempre più elevate, a mettere a punto propulsori e dispositivi meccanici ed elettronici più efficienti ed affidabili, ad affinare l’aerodinamica delle carrozzerie. In questa sezione sono riunite automobili che hanno contrassegnato la partecipazione alle corse di velocità, di durata e i tentativi – superati con successo – di battere record mondiali. Le due auto più antiche, la Fiat S61 e la 12HP “Alfa” Sport, versione da competizione della prima vettura costruita dalla Lancia, sono state entrambe prodotte nel 1908. Accanto a questi modelli, un esemplare della Lancia D50 da Formula 1, tre delle più gloriose vetture da record realizzate dall’Abarth negli anni Cinquanta e Sessanta e due campionesse delle gare di Endurance: le Lancia Beta Montecarlo Turbo ed LC2.

Small and safe

Massima sicurezza e dimensioni contenute: un tema sul quale i marchi Fiat e Lancia si sono sempre confrontati, sin dal secolo scorso. Ad esempio, già nel 1933 l’introduzione della scocca portante sulla Lancia Augusta – prima vettura chiusa al mondo ad adottare questo rivoluzionario brevetto – contribuì all’incremento della rigidità torsionale, per una maggiore sicurezza in caso di urto. L’innovativa architettura venne ripresa nella successiva Ardea, prodotta a partire dal 1939, e abbinata alle sospensioni anteriori del tipo a ruote indipendenti, a ulteriore beneficio della tenuta di strada e delle prestazioni dinamiche. La ricerca Fiat sul tema delle vetture sicure e di dimensioni compatte è testimoniata da alcuni interessanti prototipi come il Fiat City Taxi (1968), vettura a uso pubblico con inedita fiancata asimmetrica, e gli ESV 1500 ed ESV 2000, opportunamente progettati per analizzare la sicurezza e la resistenza in caso di collisione.

Style marks

Questa sezione riunisce alcune automobili di epoche diverse che, per caratteristiche e personalità, hanno rappresentato in modo efficace l’identità dei rispettivi marchi di appartenenza e hanno proposto contenuti stilistici innovativi che sono successivamente diventate delle vere e proprie tendenze. Si tratta di vetture entrate stabilmente a far parte dell’immaginario collettivo, divenute nel tempo veri e propri riferimenti nel campo del design automobilistico. Spiccano la Lancia Aurelia B20, archetipo delle berlinette granturismo, e la prefigurazione del fenomeno “vintage” mediante il ritorno di forme e tipologie del passato, come nel caso della Fiat Barchetta.

The rally era

Quella del rally è una disciplina che entusiasma milioni di appassionati in tutto il mondo, attratti dalla temerarietà di piloti capaci di esprimere velocità e destrezza in contesti estremi, dalle vette innevate agli aridi deserti. Proprio questi contesti hanno reso il mondo dei rally un banco di prova duro e selettivo per le sfide tecnologiche più ambiziose. E a queste sfide non si sono ovviamente sottratti i marchi Lancia, Fiat e Abarth, che hanno inciso il proprio nome negli albi d’oro più prestigiosi. Nell’Hub Heritage spazio dunque alla Lancia Fulvia HF 1600, che conquistò il Rally di Montecarlo del 1972, all’avveniristica Stratos HF, alla titolata Delta HF e ancora alle Fiat 124 Abarth Rally e 131 Abarth Rally.

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5 commenti
  1. renato ronco
    renato ronco dice:

    Era ora! Un patrimonio di tecnica, stile e costume di un’epoca che ha segnato la storia non solo dell’automobile ma anche della vita sociale degli italiani, e che si estende all’Europa ed anche oltre.

  2. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Bellissima iniziativa. E chissà, magari osservando quelle splendide, significative e numerose Lancia esposte (e constatando anche l’inevitabile forte apprezzamento dei visitatori), i vertici di FCA potrebbero riconsiderare il futuro del nobile Marchio piemontese. Il mio è solo un sogno, però..

  3. Luca pazielli
    Luca pazielli dice:

    Un bel segnale da parte della società. Quello è un patrimonio che va salvaguardato e il più possibile messo in vetrina, per troppi anni è rimasto nascosto. Speriamo che le visite possano far parte di un tour di musei promosso e consigliato dal comune e dagli assessorati al turismo e alla cultura.

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