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Il Commissario Charitos e la fine della “Mirafiori”

Nel romanzo “Prestiti scaduti” di Petros Markaris, “giallista” greco (nella foto con la 131 Mirafiori)) si fondono delitti e crisi economica. Atene è fotografata così come la vede Kostas Charitos, un atipico commissario di polizia, un po’ Maigret un po’ Montalbano, che cerca di resistere alle pressioni e agli intrighi della politica. La figlia Caterina sta per sposarsi, e lui per l’occasione cede all’insistenza della moglie Adriana, e decide di cambiare l’auto e di abbandonare, quindi la sua vecchia adorata “Mirafiori”.
Quest’auto vide la luce a metà ottobre 1974. Era la nuova vettura media di casa Fiat e andava a sostituire la Fiat 124. Per l’occasione Fiat abbandonò la sigla unicamente numerica per aggiungere anche un nome, quello dello stabilimento torinese d’assemblaggio della 131: “Mirafiori”, appunto.
Della 124 riprese i motori, con un asse a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri e lo schema meccanico piuttosto convenzionale: trazione posteriore, avantreno a ruote indipendenti e retrotreno ad assale rigido. Il passo più lungo (2,490 m contro i 2,420 m della 124) permise una migliore abitabilità interna. Al momento del debutto la 131 Mirafiori era disponibile con due motori: un 1297 cmc. con 65 CV, derivato dal 1197 cmc. della 124, ed un 1585 cmc. con 75 CV derivato dal 1438 cmc. di egual potenza della 124 Special.
La Fiat 131 venne prodotta anche nello stabilimento catalano con il marchio Seat
La 131 fu fabbricata anche a Bursa in Turchia, dalla consociata Tofas. Una versione modificata in molti particolari di carrozzeria, per alcuni mercati extra europei; è stata prodotta fino a maggio 2008.
Dal 1975 al 1982 le Fiat 131 Mirafiori originali furono prodotte in Italia 1.513.800 esemplari, in Spagna 356.670 e in Turchia 1.257.651.
Venne anche realizzata una variante della 131 per il mercato USA, denominata Fiat “Brava”, con un quattro cilindri bialbero a iniezione di 1756 cmc. da 90 cv. Successivamente fu potenziata con un1995 cmc. da 105 CV e ribattezzata “Superbrava”.
Prestiti scaduti
La porta della camera da letto si apre esattamente alle sei e mezza, cioè nel momento in cui dovremmo trovarci in chiesa: Caterina indossa lo stesso vestito da sposa, con lo stesso velo, che abbiamo acquistato; Adriana lo stesso tailleur blu con blusa bianca, di conseguenza i “ritocchi£ non sono visibili a occhio nudo.
“Vi rendete conto che a quest’ora dovremmo già trovarci in chiesa?” chiedo furibondo.
“Calmati, siamo in orario” mi tranquillizza Adriana: “Tutti i matrimoni iniziano in ritardo”.
Davanti al condominio mi aspetta la Seat Ibiza pronta e addobbata per condurre la sposa in chiesa. Sono ormai 4 mesi che ho la Seat, ma ogni volta mi aspetto di vedermi davanti la Mirafiori, che è stata sacrificata per le nozze di mia figlia. Una sera, mentre ce ne stavamo davanti alla televisione, ad Adriana è venuto in mente all’improvviso che dovevamo prenotare e fare addobbare un taxi per portare Caterina in chiesa.
“Che ne facciamo di un taxi? La portiamo con la mia macchina” le ho risposto con la mia solita ingenuità.
“Vuoi che portiamo Caterina in chiesa con quel catorcio della Mirafiori? “è saltata su. “D’accordo, lasciamo anche perdere tua figlia, di cui si vede non ti importa nulla, ma non ti vergogni di fronte ai tuoi colleghi? Secondo te esiste un poliziotto in tutta la Grecia che non disponga almeno di una Hyundai’”
No, non esisteva. Chi aveva una Hyundai, chi una Toyota, chi una Suzuki, qualcuno anche una Opel Corsa. La mia Mirafiori era unica in tutto il coro di polizia. La chiamavano, ironicamente, “password”, perché come non riuscivi a far partire un computer senza la password, così non potevi far partire la Mirafiori senza Charitos.
Adriana, interpretando correttamente il mio silenzio, ha continuato l’attacco: “Certe volte, Kostas, non ti capisco. Quando parli di Caterina vai in sollucchero, ma ora che si sposa non si merita neanche una rottamazione? Sei così fissato con questa Mirafiori?”
Ero fissato, non aveva torto. La Mirafiori era carne della mia carne e mi era impossibile pensare di ritirarla dalla circolazione. Ma Adriana è stata inflessibile: “Al matrimonio preferisco mille volte andare in trattore piuttosto che con la Mirafiori”.
Caterina ha cercato, come al solito, di trovare una soluzione di compromesso e ha proposto di farsi accompagnare con la macchina di Fanis.
“E chi la guida?” ha chiesto Adriana?
“Fanis”
“La sposa deve essere accompagnata in chiesa dal padre, mia cara Caterina, non dallo sposo. Il padre dà la figlia al genero, non è il genero a venirsela a prendere a casa.”
Alla fine mi sono convinto che la Mirafiori era una macchina di 40 anni, quindi morire in vecchiaia avanzata non era poi il peggio che potesse capitarle. Se con questa decisione erano finiti, o almeno si erano attenuati, i miei problemi psicologici, le mie incertezze automobilistiche erano appena cominciate.
Non sapevo che marca di auto comprare. E quando non sai una cosa, chiedi. E quando chiedi ti si confondono le idee.
“Signor Commissario, non starci a pensare. Prenditi una Hyundai” mi consigliava Dermitzakis. “ Ha il miglior rapporto qualità-prezzo. Senza considerare che metà corpo della polizia guida una Hyundai, e quindi abbiamo vantaggi in concessionaria.”
“Non dar retta a quel che dicono i colleghi riguardo Hyundai e Nissan” ribatteva Ghikas (Il capo della polizia). “Prendi una macchina europea, così stai tranquillo. Una Volkswagen o una Peugeot. Queste sì che sono automobili.”
Alla fine il dilemma me l’ha risolto Fanis. “Prendi una Seat ibiza”
“E perché?” gli ho chiesto perplesso.
“Per solidarietà tra poveri. In questo momento spagnoli e portoghesi sono in cattive acque, come noi: Siamo i PIGS – Portogallo, Italia, Grecia e Spagna – i maiali. Tra maiali, insomma, bisogna aiutarsi e non correre dietro agli squali. Abbiamo cercato di vivere da squali, ma siamo affogati, perché in quanto maiali non sappiamo nuotare. Quindi devi comprare una Seat Ibiza.”
E così mi sono deciso per una Seat Ibiza. Il concessionario ha guardato la Mirafiori che avevo portato a rottamare come se fosse davanti a un dinosauro.
“Posso darle un consiglio, signor commissario ?” Sentiamo”
“Perché non la porta al Museo della Fiat? Le daranno sicuramente di più”
In seguito ho iniziato un programma di addestramento intensivo che è durato circa una settimana.
Ogni volta che giravo il volante della Seat rischiavo di finire addosso a un pilastro o alla vetrina di un negozio. E ogni volta che schiacciavo l’acceleratore, la Seat balzava in avanti come un teppistello prepotente. Il fatto è che la Mirafiori, poveretta. Non aveva il servosterzo, e per darle un po’ di gas bisognava schiacciare il pedale dell’acceleratore a tavoletta.
Adriana mi siede accanto e ha portato avanti al massimo il sedile per lasciare dietro tutto lo spazio possibile a Caterina, che non deve sgualcirsi il vestito da sposa.

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