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Il Valentino ci ha ricordato che l’auto è ancora passione…nonostante “loro”

E pensare che c’è gente che sostiene la fine dell’automobile. Ovvero, basta avere a che fare con queste scatole a quattro ruote maleodoranti e puzzolenti, buone solo per aumentare gli incassi del fisco. Poi ti ritrovi sul viale del Parco del Valentino con una Lamborghini Aventador da 318 mila euro dal colore improbabile e sotto la pioggia vedi genitori e figli che impazziscono nel farsi fotografare vicino a questa vettura, senza dimenticare tutte le altre supercar. C’è voluto l’evento di Torino per capire che l’auto è viva sempre più, quella che stan cercando di uccidere è la passione per i motori, complici scelte miope delle amministrazioni pubbliche, fatta di gente che viaggia a scrocco su auto blu o su aerei di stato o gratis sui treni, gente che non deve fare la fila per muoversi al mattino e andare a lavorare, che resta bloccata in autostrada in colonna dopo aver pagato salato il pedaggio. Per capire che l’auto è viva e Torino è la capitale nazionale, forse europea sotto questo aspetto, ci voleva la pioggia del Valentino di domenica 14 giugno 2015, anno in cui l’auto è tornata a vivere. A Torino non era un salone dell’auto, tantomeno una esposizione classica e non era nemmeno una semplice esibizione. Il GP del Valentino è stata la dimostrazione di come, nell’Italia in cui non si riesce a organizzare un vero salone dell’auto, dove il Motor Show di Bologna è alla ricerca di una nuova connotazione, la passione per le auto c’è ed è ancora viva. Come spiegare allora le decine di migliaia di appassionati lungo le strade dell’esibizione? Dal Parco del Valentino la lunga carovana, 300 vetture, fino alla Reggia di Venaria con migliaia di persone che, incuranti della pioggia, erano ad applaudire, a fotografare e a chiedere sgasate e accelerate. Tutto questo non è la dimostrazione della grande passione per le auto che hanno gli italiani? Che Torino sia ormai la capitale dell’auto è chiaro a tutti, forse però nessuno osava pensare che si potesse scatenare un entusiasmo popolare nel vedere tutte insieme una decina di Pagani Zonda da 1,2 milioni di euro cadauna, una ventina di Lamborghini, da Aventador all’ultima Hurracan alle mitiche Countach e Miura, Ferrari a profusione, ma anche Bentley, Rolls, Fiat Barchetta e Alfa Spider oltre che 4 C tutte insieme, ferme nei padiglioni all’aperto col pubblico interessato a vedere e fotografare. Nei giorni in cui le amministrazioni comunali vedono l’auto come un bene da tassare, gli automobilisti come esseri da mungere in funzione delle esigenze delle casse comunali, ebbene è arrivata la ventata di entusiasmo e di passione per le auto. Quelle belle, costose, sportive, perché rappresentano un sogno, la summa della tecnologia e una sfida al futuro. Tutto questo con la pioggia che cadeva intensa e genitori coi figli bagnati intenti a immortalare uno scatto, una foto ricordo con l’auto da sogno e gente che lungo la strada ti chiedeva di accelerare, di dare un colpo di gas per sentire il suono degli scarichi. Che sia giunta la fine della politica delle vessazioni? Difficile, le esigenze di cassa hanno la precedenza. Ma da Torino si è capito che l’auto è passione, che l’auto è mobilità, industria, posti di lavoro, palestra di stile (vedi 85.esimo di Pininfarina) e che l’Italia ha ancora tanto da dare e insegnare in questo settore. Se finalmente i politici la capissero, si farebbe un passo avanti. Invece no, a Torino, mimetizzati, c’erano agenti della guardia di finanza a cercare possibili evasori, perché se la supercar è un lusso, è un lusso fatto di evasione fiscale. Poi vai a guardare i dati di vendita delle Porsche, che in Italia ha fatto il record, e scopri che il 90 per cento le hanno acquistate con le finanziarie, ovvero con società che se non vedono la dichiarazione dei redditi non sganciano un euro, quindi auto registrare legittime e con proprietari conosciuti, anche dal fisco, ma fa gioco far pensare al contrario. L’idraulico che ti aggiusta il tubo, l’elettricista, il muratore, quelli non hanno la Porsche (o forse sì chi lo sa) non danno nell’occhio, viaggiano con l’utilitaria, ma provate a chiedere una fattura e vedete cosa vi rispondono. Meglio prendersela con la Supercar di turno, facile da vedere e da colpire. Fino a quando l’entusiasmo popolare ti fa capire che qualcuno ha sbagliato strada…

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