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La frittata di Singapore non è colpa di Max

Una frittata senza senso. Finisce nel peggiore dei modi, al di là di ogni incubo. Le due Ferrari che chiudono a sandwich la Red Bull di Verstappen e finiscono fuori alla prima curva… zero in classifica, zero in condotta per Kimi Raikkonen che ha fatto la miglior partenza dell’anno nel giorno sbagliato, quando avrebbe dovuto guidare in guanti bianchi come i taxisti giapponesi. Difficile trovare un colpevole solo. Parlerei di incidente di gara con tanti errorini che hanno portato al patatrac letale. Lo avevo scritto: per Seb sarà decisivo passare la prima curva…. Non ci è neppure arrivato….

Qualche considerazione sparsa:

  • Vettel non è partito benissimo e ha cercato di chiudere la porta non rendendosi conto di quanto stava accadendo alla sua sinistra. Fosse scattato come Kimi sarebbe in fuga davanti a tutti… ma poi che colpevole è stato molto sf….
  • Raikkonen è partito benissimo ha cercato di infilarsi tra Verstappen e il guardrail ma ad un certo punto ha visto la strada stringersi perché Seb aveva chiuso la porta e Verstappen aveva reagito di conseguenza. La sfortuna ha voluto che poi prendesse in pieno la Ferrari di Seb. Diciamo che non era il giorno per cercare di andate in testa al via. Il maggior indiziato per me è lui…
  • Verstappen avrebbe potuto solo sparire…. ma per una volta non si può dargli tutta la colpa…
  • Charlie Whiting tante volte ha fatto partire le gare dietro Safety Car. A Singapore in 10 anno nessuno aveva mai guidato sul bagnato. Poteva pensarci, ma sinceramente non è stato questo il problema…

Il resto dopo la gara….(topspeed.gazzetta.it)

1 commento
  1. Sperangelo Bandera
    Sperangelo Bandera dice:

    Nel rispetto dell’analisi di Zappelloni: Verstappen avrebbe dovuto togliere il piede? Raikkonen avrebbe dovuto accodarsi? Vettel non avrebbe dovuto cercare di proteggersi? Sono piloti e non ragionieri di banca (con tutto il rispetto). La corsa era appena iniziata e c’era tutto il tempo? E chi se ne frega! Del Mondiale? Pure (sono piloti).
    Aggiungo che incidenti di questo tipo, causati dal desiderio irresistibile e spesso irrazionale di far valere la propria abilità per mettere sotto il rivale, purtroppo per la F1 oggi rappresentano l’unico retaggio rimasto delle corse vere, riscoprendone l’essenza, quando i GP di F1 si correvano all’insegna del “boia chi molla”, si partiva e si arrivava al traguardo senza pit-stop, strategie, gomme da scegliere, regolamenti. Troppo romantico? Anacronistico? Forse.

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