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Le “auto volanti” e i limiti di 10 km/orari

Abbiamo una strana sensazione: che l’arretratezza del sistema infrastrutturale del Paese possa prevalere sullo sviluppo della mobilità tech, da tempo sulla bocca di tutti e oggetto di approfondite analisi, ma nei fatti ancora una chimera, almeno qui in Italia.

Viviamo in un Paese dove le grandi opere si fanno (la stazione dell’alta velocità di Afragola by Zaha Hadid), ma servono solo per le passerelle politiche (il premier Paolo Gentiloni, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, gli amministratori locali, ecc) e, non è la prima volta che capita, una volta tagliato il nastro, ci si accorge, come nel caso della stazione campana, che mancano alcune autorizzazioni e che, nel sottosuolo, potrebbero celarsi rifiuti tossici.

Per non parlare dei ponti che crollano, delle voragini aperte sulle strade, della segnaletica che inganna, degli Autovelox-cassaforte per gli enti locali. Di una situazione, cioè, disastrosa. È giusto parlare di smart city (la città intelligente), ma anche di automobili volanti, come fa in questi giorni Frost & Sullivan, che, in uno studio, prevede che Case automobilistiche, start-up, aziende aerospaziali e altri operatori faranno investimenti significativi nel mercato – appunto – dei veicoli volanti e presenteranno i loro prototipi nei prossimi 10 anni.

La nuova chicca della Raggi

Le auto volanti, in verità, servirebbero subito, viste le condizioni delle strade. Ma come è possibile che a Roma l’amministrazione (altra chicca dell’esecutivo di Virginia Raggi) imponga la velocità di 10 km/orari, in alcune vie, proprio a causa della presenza di buche?

A parte il fatto che mantenere i 10 orari è un’impresa (e i cervelloni del Campidoglio dovrebbero saperlo) perché, prima di tutto, la vettura rischia di spegnersi. La circolazione attorno e nella Capitale è già caotica, e questo provvedimento rischia solo di aggravare la situazione. 

Sindaco Raggi, invece di posticipare ancora la soluzione del problema, non è forse meglio intervenire con il rifacimento del manto stradale e la chiusura delle buche?

Il limite dei 10 orari fa solo ridere, anche se la situazione in cui è ridotta la «sua» Roma fa piangere. Altro che smart city! Fosse per le Case automobilistiche, alla luce degli investimenti portati a termine, i primi concept sarebbero già percorribili. Anche le macchine volanti, come visto al Salone di Ginevra, sono alla fase sperimentale. Fino a questo momento, però, continua a prevalere un sistema di infrastrutture sempre arretrato e in alcuni casi inverosimile. Nonostante tasse, Area C, Ztl, Autovelox…(fuorigiri.it)

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