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ll ponte di Genova, che confusione…

L’incidente il 6 agosto a Bologna e otto giorni dopo a Genova il crollo del viadotto Morandi dove hanno perso la vita 43 persone. Due eventi tragici anche se con esiti drammatici diversi. Al 4 ottobre si contano già 51 giorni di stallo, un salto indietro nel tempo.

Per rifare un’arcata del Bay Bridge che collega San Francisco a Oakland, crollata nel sisma del 1898, i californiani, in 31 giorni, riaprirono il ponte al traffico. Dopo meno di due mesi, da quello scoppio sull’asfalto di Bologna e che uccise una persona e ne ferì 145, è stato riaperto il tratto del raccordo autostradale e della tangenziale sud del capoluogo emiliano.

<La ricostruzione è stata realizzata in 53 giorni dal crollo del cavalcavia, in anticipo rispetto ai 5 mesi inizialmente stimati, ridotti poi a 2 mesi grazie al reperimento immediato delle travi necessarie per l’opera>  si legge in una nota della società Autostrade. <Qui si è dichiarato molto poco e si è lavorato molto>, la dichiarazione del presidente della Regione Emilia-Romagna, Bonaccini il quale ha aggiunto <l’apertura è arrivata con ulteriori due settimane di anticipo grazie alla collaborazione istituzionale e all’efficienza dimostrata dal concessionario>.

All’inaugurazione era presente l’amministratore delegato di Autostrade e direttore generale di Atlantia, Giovanni Castellucci, ingegnere marchigiano di 59 anni, da oltre 15 anni il manager di fiducia della famiglia Benetton. Il Gruppo in questione gestisce autostrade a pedaggio anche in altri Paesi e gli aeroporti di Fiumicino, Ciampino, Nizza, Cannes e Saint Tropez. Valore in Borsa di 15,4 miliardi, fatturato 2017 di 6 miliardi. In manutenzione, sicurezza e viabilità dei 3200 km di rete italiana in gestione, Autostrade ha speso negli ultimi 5 anni 2,1 miliardi di euro. Ad oggi a Genova sale sempre di più il livello della protesta dei 565 rimasti senza casa e tutto è come prima. Ma chi ha le carte in regola per rifare il Morandi? La certificazione per eseguire lavori pubblici l’hanno in 300 ma in possesso della sigla 0G3 (che la legge richiede obbligatoriamente alle imprese costruttrici interessate a partecipare a gare d’appalto pubbliche per strade, autostrade, ferrovie, metropolitane, ponti e viadotti) sono appena una trentina e fra queste non figurano ne Fincantieri, nè Italferr caldeggiate dal M5S. Congelata anche l’idea della pubblica Anas. Genova, dunque, aspetta il commissario con un ventaglio di tre nomi (il sindaco di Genova, Bucci, il direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia Cingolani ed il manager di Fincantieri, Gemme) e quando leggerete questo articolo forse si conoscerà il nome di chi assumerà questo delicato ruolo.

Un tormentone. Il governatore della Liguria Toti li ha promossi tutti e tre ma <occorre fare in fretta> ha tuonato. Il termine per la nomina del commissario scadrà lunedì 8 ottobre, dieci giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. I genovesi minacciano la protesta quando hanno appreso che sarebbe stata congelata la seconda tranche dei contributi a fondo perduto agli sfollati di Ponte Morandi, su cui Autostrade, Enti locali e cittadini avevano avviato una trattativa temendo che gli indennizzi sulle case finissero a rischio. Tante promesse, ma come ha giustamente evidenziato Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, <il decreto Genova> è stato un tormentone che la città ed i suoi abitanti non meritavano. E le coperture? Troppi puntini di sospensione…un calvario>. Poi Stella conclude nel servizio: <ci saranno le gare europee, gli intoppi burocratici, i temi ambientali, le contestazioni a Fincantieri, le rivendicazioni contrattuali di Autostrade, i ricorsi al Tar… Insomma problemi seri. E mancano solo pochi mesi alle elezioni europee…>. La circolazione attorno alla città del Faro è quanto mai caotica, me ne sono reso conto nel giorno dell’apertura del Salone nautico. In hotel a Rapallo in ascensore si leggeva un annuncio eloquente, che riportiamo qui sotto.

bajard

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