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Lo Res Project

Si racconta una storia, che come a volte accade, ha inizio con una delusione d’amore. Questa volta per Rem D. Koolhaas, nipote olandese dell’omonima archistar di fama mondiale, che per riconquistare la sua ex decide di utilizzare l’architettura applicandola al piede di una donna. Realizza così “Möbius”, la prima scarpa al mondo realizzata con un unico nastro di fibra di carbonio, che prende spunto dal celebre nastro simbolo dell’infinito, del divenire e della continuità. Quando Galahad Clark, ultimo rampollo del famoso omonimo calzaturificio inglese, vede il progetto rimane immediatamente folgorato e nel 2003 i due figli d’arte fondano la “United Nude” che rappresenta una commistione senza precedenti di architettura, design e fashion.
Ben presto vedono la luce collaborazioni illustri, come quella con Iris Van Herpen, giunta ormai alla nona collezione consecutiva, forse la più irriverente e visionaria shoes designer attualmente sulla piazza (…quella che disegna le scarpe di Lady Gaga), ma soprattutto quella con Zaha Hadid, prima donna al mondo a vincere un Pritzker (come fosse il Nobel per l’architettura), che per la collezione haute couture di United Nude ha progettato “NOVA”,
I due visionari non potevano non cimentarsi con un lavoro che avesse come oggetto l’automobile. Ed ecco, allora “Lo Res Project”: un concetto astratto di auto basata sulla Lamborghini Countach.
La silhouette poligonale del veicolo riprende il modello 3d originale di Marcello Gandini.
La due posti, con il sedile del passeggero direttamente dietro a quello del guidatore, non ha porte. L’intero telaio in policarbonato nero opaco, che sale e scende tramite un sistema elettrico, svolge la funzione sia della porta, che della finestratura, avvolgendo i passeggeri come un’unica grande capsula trasparente.

Gli interni sono minimali con un volante esagonale ed elementi in acciaio inox lucido. Il motore non poteva che essere elettrico.

“La Lo Res Project può essere descritta come un esperimento di design concettuale, piuttosto che una vettura convenzionale,” hanno chiarito i due creativi “Il suo aspetto astratto la fa apparire come una scultura magica in movimento”.

Il software utilizzato esegue la scansione di una serie di punti 3D dagli oggetti originali, che vengono poi utilizzati per sviluppare disegni astratti triangolari. Il tutto realizzato in collaborazione con lo sviluppatore di software americano INUS Technology.

La vettura è pronta ed è possibile che venga prodotta in serie limitata per ricchi collezionisti che non vogliono farsi mancare proprio niente.

1 commento
  1. Luca M. Apollonj Ghetti
    Luca M. Apollonj Ghetti dice:

    Sicuramente avranno tenuto nel massimo conto la sicurezza dei pedoni! Li tagliano direttamente in due e così non se ne parla più. Amo visceralmente le novità ed in particolare quelle stilistiche. Ma questa è veramente irrealizzabile sotto molti punti di vista. Va bene privileggiare l’apparire all’essere ma per usare un “coso” come questo bisogna essere degli esibizionisti folli!
    Comunque è bello vedere anche queste cose dal momento che esistono!

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