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Los Angeles: il primo Salone dell’era Trump

Apre questa settimana nella città degli Angeli il primo salone dell’automobile dell’era Trump.

Mercedes svelerà una vettura che sicuramente piacerà al nuovo inquilino della Casa Bianca: la Maybach S 650 Cabriolet. 12 cilindri, 630 cavalli, sarà il nuovo oggetto del desiderio dei ricchi americani. Sempre sul tema auto per chi ha le tasche che abbondano di dollari colpiranno anche la Cadillac CT6 plug in, la Jaguar elettrica che andrà in produzione dal 2018, la Mercedes AMG E63 da 603 CV, la Rezvani Beast Alpha e un filotto di nuove Panamera più lunghe e più dotate.

Novità più umane saranno l’Alfa Romeo Stelvio, la nuova Jeep Compass, la seconda generazione Mazda CX-5, la VW Atlas. Insomma sono tantissime le anteprime e come in tutti gli ultimi saloni ognuno continua a percorrere la sua strada. C’è chi punta all’elettrico e chi invece lo continua a snobbare; c’è chi sposa l’ibrido plug in e chi invece continua a proporre mandrie di cavalli per alzare l’asfalto.

Los Angeles 2016 sarà come sempre un salone strano come strana è la California, tutti cercheranno di capire le tendenze e tanti ascolteranno gli ultimi rumors sui cambiamenti che porterà il nuovo presidente americano Donald J. Trump sul tema mobilità, al riguardo ha appena ricevuto 8 cartelle di riflessioni da parte dell’associazione costruttori auto, preoccupatissima dei costi in forte salita dovuti alle sempre più sofisticate soluzioni tecniche messe in atto per rientrare nei parametri imposti dalla precedente presidenza Obama ma anche terrorizzata da quanto dichiarato da Trump sugli stabilimenti messicani.

Otto anni fa a Los Angeles c’era aria di crisi quando arrivò Obama che mise mano al portafogli per salvare GM e Chrylser; ora la situazione è diversa ma l’aria è sempre pesante perché la California pretende che già nel 2025 il 15% di auto vendute sia a propulsione elettrica; stanno entrando in vigore normative che implicano ingenti investimenti per pulire ancor di più gli scarichi; c’è il problema dei siti produttivi messicani.

Adesso non è più come ieri, non c’è più un presidente che voleva far andare tutti con la corrente e l’industria dell’auto sta cercando di capire quali siano i confini entro cui muoversi ma anche come tutelare gli investimenti fatti.
 
Infine occhio alle tendenze: giova ricordare che da Los Angeles partono molte mode, in passato proprio da questo salone c’è stata la consacrazione del colore bianco, dell’ibrido, della personalizzazione.

L’edizione 2016 cosa porterà? A breve si scoprirà anche questo.

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