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Marchionne e Ghosn lasceranno veramente quest’anno?

La frase di rito, per le imminenti due uscite d’eccellenza nel pianeta auto, quella di Sergio Marchionne, Ceo di Fca, e quella di Carlos Ghosn, numero uno del Gruppo francese Renault, non gioca sulla fantasia.

Le ipotesi più concrete per le successioni dei due guru del pianeta auto riguardano, al momento, in entrambi i casi, soluzioni interne. Sia Marchionne che Ghosn hanno salvato e rilanciato i rispettivi Gruppi. Stando a rumors, nelle due “stanze dei bottoni” non puntano a superstar. La caccia per “starnarli” è già aperta da mesi. I nomi più ricorrenti per Fca sono quelli dell’inglese Mike Manley, 53 anni, capo del brand Ram e di Jeep (nel suo curriculum notevole esperienza in Asia, ha gestito le attività di Chrysler fuori dall’area Nafta), dell’altro Richard Palmer, 50 anni, (proveniente da General Electric), responsabile della Finanza di Fca dal 2011 e dell’italiano Alfredo Altavilla, 54 anni, entrato a corso Marconi nel 1990, e attuale responsabile delle attività dell’area Emea e del Business Development.

Sull’altra sponda il mandato di Carlos Ghosn scadrà in maggio ma lascerà la presidenza in luglio al compimento del suo 64° compleanno, con la prospettiva di bissare quanto accaduto nel giugno 2017 quando ha lasciato la direzione generale della giapponese Nissan (partner di Renault e Mitsubishi nell’Alleanza e titolare del 15% del capitale di Renault), conservando invece la carica di presidente. Secondo quanto riferito dal quotidiano Les Echos i probabili successori fanno parte di una terna di dirigenti Renault: i due Thierry (Bollorè, direttore competitività) e (Koskas, direttore commerciale) e Stephan Muller, direttore delegato alla Performance.

Ma a Parigi potrebbe essere scelta, in dirittura d’arrivo, anche una soluzione esterna e questa riguarderebbe Didier Leroy, numero due di Toyota e Carlos Tavares, Ceo di Psa (ma in precedenza numero due di Renault sotto Ghosn) e Patrick Pelata, ex direttore generale di Renault.

C’è molta attesa per quanto dirà, il 15 gennaio, Sergio Marchionne, 65 anni, al salone di Detroit. Darà precise indicazioni sul calendario previsto per l’Investor day e presenterà i modelli che saranno esposti al Cobo Hall in particolare quelli Jeep. Facile prevedere che si soffermerà sulla straordinaria performance di Alfa Romeo che presto ritornerà in Formula 1. Dalle 528 vetture vendute nel 2016 negli Usa il brand, grazie ai nuovi modelli Stelvio e Giulia, nello scorso anno ha immatricolato oltreoceano 12.031 unità siglando il più brillante incremento del 2017 fra i marchi in Usa. “Un anno fondamentale il 2017 per Alfa – ha detto Roberta Zerbi, neo responsabile del brand per l’area Emea – cresciuta in tutti i principali mercati europei a doppia cifra, oltre il 30%, ma ottime notizie arrivano anche dagli Usa”. Nulla sapremo in quella occasione di quanto Marchionne dirà in giugno, 14 anni dopo il suo approdo al Lingotto (quando salvò la Fiat dal default) sul business plan 2022 di Fca. Solo allora verranno scoperte le carte sulle intenzioni di John Elkann, 41 anni, presidente di Fca e di Exor, la holding della famiglia Agnelli, azionista di maggioranza di Fca. Una volta firmato il bilancio Marchionne continuerà a reggere il timone della Ferrari e non è da escludere che accetti di restare nel board della holding di casa Agnelli. Il piano industriale che Marchionne lascerà in eredità al suo successore avrà un preciso obiettivo il “fit for use”.

Successivamente ne sapremo di più sulle priorità da affrontare: eventuale ricerca di un alleato, puntare anche sul motore elettrico o effettuare un diverso posizionamento di alcuni marchi come Jeep, Fiat ed Alfa Romeo in un periodo in cui si parla anche di auto ad idrogeno, di guida autonoma, intelligente ed artificiale (come accaduto al Ces di Las Vegas).

Va anche sottolineata la corsa in Borsa di Fca con il titolo (che ha registrato anche una recente sospensione per eccesso di rialzo il 9 gennaio) che ha raggiunto un nuovo massimo. Azioni che hanno quasi raddoppiato il valore negli ultimi sei mesi. A spingere il titolo anche l’imminente spin-off di Magneti Marelli.

Dal canto suo, Renault-Nissan-Mitsubishi, prima alleanza automobilistica mondiale, ha annunciato il lancio di Alliance Ventures, un fondo di venture capital che investirà un miliardo di dollari nel prossimo quinquennio per sviluppare l’open innovation Il fondo prevede di investire il primo anno 200 milioni di dollari in startup che operano nel campo dell’open innovation e delle nuove mobilità: veicoli elettrici, sistemi di guida autonoma, servizi connessi, intelligenza artificiale. Grazie all’entità degli investimenti previsti ogni anno, Alliance Ventures diventerà, entro la fine del 2022, il principale fondo di venture capital del settore automobilistico.

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