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Motorsport: torniamo ad essere…come eravamo

Anno nuovo… a proposito, buon anno a tutti… e, invece di guardare avanti, noi appassionati di Motorsport e addetti ai lavori rinculiamo nell’altro secolo. Fino agli anni Ottanta. Perché, si dice, “allora le vetture erano più accattivanti e le gare più appassionanti”. Mica come oggi che ci si annoia davanti alla tv o che sulle prove speciali ci vanno solo più gli irriducibili aficionados…
Questi sono infatti i pensieri, o meglio le linee guida, che hanno ispirato i legislatori di due delle categorie top del Motorsport. La F1 e il Mondiale Rally. Due mondi che cambieranno le regole del gioco a partire proprio da questo 2017. Regole tecniche, perché di quello si parla. Un impianto regolamentare che apre a maggiori libertà con l’obiettivo di fare andare più forte le vetture. Perché così, si pensa, torneranno anche gli eroi che le portano al limite. E di conseguenza, torneremo tutti a divertirci “come una volta”.
Gomme larghe in F1, insieme a grandi alettoni. Più cavalli per i motori turbo delle Wrc, insieme ad una libertà di intervento estetico-aerodinamico che ammicca alle elaborazioni più tamarre del tuning. Di fatto, in entrambe le categorie, le vetture andranno più forte, molto più forte. Sul dritto e in curva le Wrc, soprattutto in curva le F1. Sempre ammesso che le scarpe, ovvero le gomme, tengano. E soprattutto avvisino i piloti, quando stanno per non farcela più.
Tecnicamente un ritorno agli anni Ottanta, come dicevo prima. Quindi, più che un’evoluzione nel futuro, si tratta di una veloce retromarcia. Un rinculo nel passato. Per carità, sono scelte. Discutibili però, dal mio punto di vista. Soprattutto perché denunciano, ancora una volta, una carenza di visione di insieme. E comunque una visuale miope e distorta delle reali condizioni in cui versa il Motorsport nelle sue categorie top. E di cosa serva davvero.
Il mito dei Gruppi B è lì, davanti a tutti coloro che conoscono un minimo di Storia dei Rally e se la ricordano ancora. Un miraggio e al contempo uno spettro. Perché sappiamo bene come andò a finire. Eppure, all’insegna del “chissenefrega” ecco che con le Wrc 2017 ci si ritorna dentro mani e piedi in quella situazione. Auspicando sinceramente un finale differente del film, che probabilmente chi ha pensato a questa “evoluzione” regolamentare non conosce nemmeno. O, di sicuro, sottovaluta.
In F1 c’è bisogno di spettacolo che, si dice, lo fanno principalmente i sorpassi. Sorpassi che avvengono in staccata, quando fisicamente il pilota ha l’opportunità di sfidare il limite di grip concesso dagli pneumatici, inventandosi una manovra che sorprenda l’avversario. E la fisica dà questa opportunità essenzialmente quando la differenza tra la velocità di punta in rettilineo è molto maggiore di quella limite della curva successiva. Con le modifiche 2017 le F1 andranno molto più veloci in curva e, forse, un po’ più lente in fondo al dritto. Esattamente la direzione opposta a facilitare i sorpassi…
Ma tant’è. Questa è la legna che ci troviamo e con questa dobbiamo fare il fuoco. Se i legislatori sono affetti da miopia o, peggio ancora, non hanno competenze tecniche né coscienza della Storia, è normale che succedano queste cose. Apprestiamoci dunque a rinculare di trent’anni. Bene o male sta succedendo anche in altri ambiti, nelle società di tutto il mondo. Quindi magari è davvero un disegno generale.
Peccato solo che non torneremo più giovani…

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