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Nonno al volante, pericolo costante?

Forse sì, oppure no. Insomma, dipende dal nonno. Come sempre, generalizzare è sbagliato. È indubbio che i “vecchietti” alla guida siano più prudenti dei giovani: sono più esperti, tendenzialmente non hanno fretta. Di solito non si ubriacano prima di entrare in auto, difficilmente lo fanno dopo essere usciti da una discoteca alle 4 del mattino, e molti a precisa domanda assicurano di non aver mai (o quasi) avuto incidenti nella loro vita. Però i dati della Comunità Europea li smentiscono: risulta infatti che il tasso di mortalità al volante relativo agli ultra 75enni è cinque volte superiore alla media degli altri conducenti, e il tasso di lesioni è doppio (fonte: ElderSafe Europa 2016).
Quello degli anziani alla guida è un tema molto dibattuto tra chi si occupa di sicurezza: uno studio della Commissione Trasporti europea afferma che nel 2050 un cittadino europeo su quattro avrà più di 65 anni, e che l’invecchiamento generale renderà più pericolose le strade per pedoni, ciclisti, motociclisti e ovviamente per tutti gli altri automobilisti. In Italia qualche anno fa, fece scalpore la proposta di ritirare la patente agli ultra 80enni. Proposta che non ebbe poi alcun seguito. Così su 38 milioni di possessori di licenza di guida, oggi ci sono 79.000 over 80 e 32.000 over 90 (dati del Ministero Trasporti del 2012, in evoluzione verso l’alto).
Si studia però come incrementare gli ausili tecnologici e rendere più severi i controlli medici: le visite per il rinnovo della patente sono fissate ogni 5 anni per chi ha tra i 51 e i 70 anni, ogni 3 anni se si è tra i 71 e gli 80, e ogni 2 per gli over 80. Ma convincere un nonno a smettere di guidare, se non decide di farlo di sua spontanea volontà, non è semplice. E in molti casi potrebbe anche non essere giusto: dover rinunciare all’auto, può essere un trauma anche psicologicamente per chi è ancora in grado di guidare senza problemi e l’ha sempre fatto con piacere.
Una soluzione per arrivare a una rinuncia non per obbligo o per divieto l’hanno trovata in Giappone, Paese che ha il record mondiale di longevità, e dove gli automobilisti ultra 75enni sono addirittura 5 milioni. Poiché gli incidenti provocati dai conducenti molto anziani – precedenze non rispettate, inversioni di marcia in autostrada, perdite di controllo del veicolo – crescono costantemente, a fine 2016 è partito un programma per incoraggiarli ad abbandonare il volante. Chi consegna la patente e rinuncia per sempre a guidare, riceve in cambio una tessera che garantisce una serie di sconti sostanziosi. Sui mezzi pubblici ma anche sui taxi, al ristorante, dal barbiere, nei bagni pubblici e persino in libreria. Hanno già aderito in trecentomila. Privarsi di un diritto che può mettere in pericolo gli altri, ma in cambio di un privilegio, ecco l’idea. Corretta e intelligente, magari anche da copiare. (testo da avvenire.it)
Abbiamo ripreso qui sotto, come Autologia, un filmato di un “nonno al volante” un po’ esagerato ed insofferente, per alleggerire un po’ la questione e prenderla a ridere.

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