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PRO – Tesla Model 3: elettrica, prestazionale e concorrenziale

L’Ospite di Autologia, Marcello Pirovano, giornalista, direttore di Japan Car Magazine, Europe Car Magazine, MotorPad TV e Motorpad.It

Eccola qui la prova provata di quello che i commentatori più seri, i movimenti d’opinione più attivi come Forum AutoMotive e le Associazioni di automobilisti come la Compagnia dell’Automobili e altri Gruppi organizzati sostengono da sempre in materia di diffusione dell’auto elettrica e della mobilità sostenibile.
Parliamo del fenomeno Tesla 3 e dello straordinario successo che questo nuovo modello di auto a zero emissioni sta riscuotendo in California in attesa di dilagare sui mercati europei e di mezzo mondo rendendo del tutto inutile, d’ora in avanti, continuare con le chiacchere e con i discorsi sempre pieni di promesse e di programmi fatti tutti al futuro, senza che mai venga indicata una data precisa e i mezzi per la loro realizzazione.
La nuova Tesla 3 prova invece che per l’auto elettrica un futuro certo e ravvicinato è sicuramente a portata di mano al verificarsi delle condizioni che proprio questo nuovo modello realizza ed al contesto politico-ambientale in cui va ad inserirsi. E cioè: la proposta di un modello di auto elettrica dal buon appeal stlistico, prestazionale (6 secondi nell’accelerazione da 0 a 100 km/h), con una autonomia di quasi 350 km/h, ricaricabile in 20 minuti in una rete dedicata di colonnine o alla presa domestica, con una dotazione di tecnologia per la sicurezza e l’assistenza alla guida di alto livello partendo da un prezzo veramente concorrenziale di 30.700 dollari reso ancora più invitante da robusti incentivi.
Così si spiega un successo immediato per una proposta che crea addirittura file di clienti presso le Concessionarie per le prenotazioni e che ribadisce quello che si va ripetendo da tempo ad ogni occasione, convegno e tavola rotonda sulle le condizioni per un rapido sviluppo della mobilità elettrica.
E cioè che occorrono impegni concreti di politica dei trasporti a livello centrale e una vera concorrenza con l’auto tradizionale.
Dalle nostre parti continua invece la sostanziale latitanza del Governo centrale che ancora non ha deciso se credere o no seriamente nell’alimentazione elettrica e con l’ancor più insopportabile processione di interventi locali fatti da Amministrazioni perennemente in campagna elettorale, con cambiali ideologiche da onorare e con provvedimenti che tutto contengono tranne un minimo di coordinamento e validità al di fuori dell’orticello di casa.
Continuiamo ad imbatterci in sindaci e assessori di grandi città o aree metropolitane che vantano come miracolistiche soluzioni da additare ad esempio per il resto d’Italia iniziative che altro non sono se non semplici operazioni pubblicitarie e di immagine.
Gli ultimi casi? Il dono, da parte di un costruttore, di una dozzina di colonnine di ricarica a Milano, oppure, e sempre a proposito di interventi di più che dubbio valore pratico, si parla anche, se le informazioni sono esatte, che a Venezia e relativa area metropolitana si lavora ad un piano per lo sviluppo dell’auto elettrica incentrato sulla Toyota Mirai ad idrogeno.
C’è qualcuno che sappia quante Mirai, non dico circolano, ma sono presenti in Italia? E quanti punti di ricarica esistono per questo tipo di alimentazione? Mi pare ce ne sia uno a Bolzano.
Di certo si sa che in Giappone esiste un piano per ricaricare le auto a idrogeno – finanziato dallo Stato e da Toyota, Nissan e Honda – per realizzare una rete di 74 di queste speciali e costosissime stazioni di ricarica in tutto il Paese entro l’anno prossimo.
Si stima che saranno in perdita per i prossimi dieci anni e vorrà pur dire qualcosa.
Senza sminuire nessuno sforzo di ricerca è comunque di tutta evidenza che il messaggio di concretezza che viene dalla California con la nuova Tesla 3 ha ben altra valenza e sostanza. Specie perché dimostra, una volta di più, che non sono i soldi a mancare, ma le idee. E la volontà di realizzare quelle buone, fattibili e di vera utilità sociale.

2 commenti
  1. Luke
    Luke dice:

    Forse sfugge un concetto.. Nei paesi sviluppati la maggior parte dell’energia elettrica è prodotta da fonti fossili.. Quindi avremo in realtà una Tesla a gas o a carbone.. Se va bene sarà idro o nucleare.. Forse eolico in piccola percentuale considerando che l’auto potrebbe essere caricata la sera, escluderei il solare.. Mi sa che la rivoluzione è ancora lontana, e non parte certo dalle auto..

  2. Filippo Zanoni
    FILIPPO ZANONI dice:

    A Torino, grazie alle colonnine elettriche del car sharing bluetorino, sarà possibile ricaricare qualsiasi veicolo elettrico. La diffusione di punti dei supercharger Tesla è ancora limitata in Italia, ma Musk ha detto che provvederà presto. Detto questo è evidente che la diffusione dei punti di ricarica “aperti a tutti” è fondamentale. Non mi fido dei piani del governo (Delrio ha annunciato un programma di 20 milioni di euro) ma di quelli dei privati sì. Basta che le amministrazioni locali non intralcino l’installazione dei punti di rifornimento: a Torino sta andando tutto liscio (e ci sono anche le 500 elettriche nel carsharing pubblico). In fonda basta solo concedere l’area per fare le colonnine. Per i distributori di benzina (a suo tempo) non c’è stato problema…sono spuntati come funghi man mano che il tasso di motorizzazione degli italiani cresceva.

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