FrancescaRomaldo

Sette domande a Francesca Romaldo, giornalista e viaggiatrice

Francesca Romaldo, sì Romaldo , avete letto bene anche se il correttore automatico continua a suggerire Ronaldo.  Giornalista professionista, come dice lei:  nata dal sud, cresciuta al centro, trasferita al nord. Una  laurea specialistica in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo e, a seguire, due master di giornalismo. Ha lavorato per testate nazionali come il Corriere dello Sport, la cronaca romana di Repubblica e Striscia la Notizia. Da ormai quasi 10 anni scrive di turismo ed enogastronomia per le Guide di Repubblica, una professionista che ha fatto del viaggio il suo valore centrale. 

1 – La tua prima auto, tutti hanno una prima auto e un ricordo connesso 

Ho imparato a guidare con l’auto di mia nonna, una piccola e adorabile Ford Ka grigia. Combattevo sempre con zii e cugini per poterla usare, anche perché mio padre non mi lasciava usare la sua: una enorme Ford Galaxy 9 posti che a me sembrava un’impresa già solo dover tirar fuori dal garage.

2 – La tua strada del cuore

Sono profondamente legata alla Costiera Amalfitana che ho imparato ad amare da bambina, con mio padre. Da oltre 10 anni lui non c’è più, ma qui riusciamo magicamente ancora ad incontrarci. Su quelle curve, poi, a pochi chilometri da Cava de’ Tirreni (dove sono cresciuta), ho passato la mia adolescenza in motorino, il sole in faccia e la salsedine sul sellino, con quello che – tanti anni dopo – sarebbe diventato mio marito. Tortuosa e mozzafiato, la strada si sporge a picco sul mare in una sfilata di pittoreschi paesini arroccati e spiagge nascoste. C’è persino un fiordo, quello di Furore, il mio luogo dell’anima, dove Anna Magnani e Roberto Rossellini vissero i mesi più intensi della loro burrascosa storia d’amore.

3 – Un viaggio in compagnia di… Viaggio fatto o che hai sognato di fare 

Un viaggio indimenticabile è stato quello alla scoperta dell’Islanda: in auto, con mio marito e una coppia di amici, abbiamo trascorso 12 giorni sulla Ring Road, la strada ad anello che percorre tutto il perimetro dell’isola, guidando tra lande desolate, ghiacciai e geyser, imponenti cascate, fiordi e pozze di acqua bollente.

4 – Una guida stradale che vorresti scrivere o consigliare …

Ammetto che, giocando in casa, la risposta è semplice: consiglio tutte le Guide di Repubblica. Non solo perché faccio parte della redazione storica del direttore Giuseppe Cerasa, ma perché hanno, davvero, una marcia in più: un taglio giornalistico che ci permette di raccontare, senza voti, le bellezze e le bontà d’Italia (e chissà, presto, anche oltre confine) scandagliando angoli noti e meno noti del territorio… da scoprire, perché no, anche in automobile.

5 – Romaldo bambina in viaggio con i genitori… sedile posteriore, nessuna cintura, il finestrino abbassato, si parte  

È un venerdì di inizio giugno. La nostra Galaxy cammina a passo d’uomo, stracolma di valigie, nel traffico scomposto della Salerno-Reggio Calabria. Sono iniziate le vacanze e, come ogni anno, ci trasferiamo, con mamma, nella casa al mare: papà farà avanti e indietro il fine settimana. Io e mio fratello, sul sedile posteriore, litighiamo per scegliere il cartone animato da guardare nel piccolo schermo di una tv portatile che oggi sarebbe un prezioso oggetto vintage. Poi cantiamo tutti insieme “Acqua azzurra, acqua chiara, con le mani potrai finalmente bere” per scongiurare la nausea del viaggio… manca ancora qualche ora all’arrivo!

6 – Che dire di questa città dell’industria dell’auto, il tuo sguardo da ragazza del sud, di Napoli … automobilisticamente ( che avverbio lungo però )  parlando 

Sono arrivata a Torino da Salerno, dopo una tappa romana e qualche intermezzo all’estero, e l’ho amata sin da subito, certamente per le opportunità che mi ha dato, ma anche per la vivacità, l’eleganza, la grazia con cui mi ha accolto. Qui ho stretto amicizie preziose e stimolanti, a dispetto di ogni pregiudizio. Gliene sarò per sempre grata. Automobilisticamente parlando, beh, devo confessare che qui a Torino non ho la macchina. Mezzi pubblici e soluzioni sharing sono così pratici ed efficienti che non abbiamo mai sentito l’esigenza di portarla su. Chissà, magari in futuro…

7 – Disavventure automobilistiche …

Neopatentata con grande entusiasmo, con fatica riesco a conquistare, per un pomeriggio, l’auto di mia nonna, con la promessa di riportarla entro sera. Esco di casa con un grande sorriso e quel senso di libertà che si prova solo a 18 anni. Ho già in mente percorsi e mete lontane. Mi fermo all’area di rifornimento sotto casa. C’è fila alla prima pompa e io, spavalda, supero tutti per raggiungere la seconda, incredibilmente libera. Faccio 10 euro di rifornimento in self service guardando, con un sorrisetto furbo, gli altri automobilisti ancora in coda. Rimetto in moto, procedo per qualche metro e l’auto si pianta senza mai più ripartire, infrangendo ogni sogno di libertà di quel pomeriggio. La patente, sì, l’avevo presa senza sforzo, ma non mi era ancora chiara la differenza tra gasolio e benzina.

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1 commento
  1. Rosa Maria martoccia
    Rosa Maria martoccia dice:

    Ciao Francesca romaldo nelle tue parole ritrovo profumi e sapori dei miei ricordi….. nonostante il gap generazionale comprendo la capacità di ritrovare persone scomparse nei percorsi della memoria….. e mi riconosco nelle tue parole e ti voglio un bene infinito…. come alla tua mamma

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