GiacomoPiccini

Sette domande a Giacomo Piccini

Un Piccini che non è lo Stefano con cui abbiamo girato l’Oriente con le sue peripezie nell’anno sabbatico.   http://autologia.net/le-ultime-sette-domande-a-stefano-piccini/ 

E’ “il papà di” … ed io dopo aver conosciuto il figlio mi sono detto, chissà il padre …

Brianzolo, 64 anni, fisico, nel senso di laureato in fisica, e poi una vita dedicata alla tecnologia elettronica  e non solo.

Manager di successi, personali e aziendali, tra Brianza e Svizzera, oggi consulente e libero professionista .  Nonché papà di Stefano

1 – La sua prima auto 

Una 126 turchese, a pensarci oggi veramente orribile… Ma era mia! Mi permetteva di essere indipendente nel muovermi da Crotone  a Cosenza dove facevo l’università e di andare in giro. E poi in quella macchina io e la donna che poi è diventata la mamma di Stefano e Davide ci siamo dati il primo bacio !  Non posso non ricordare quell’auto con affetto!!

2 – La strada del cuore 

4 km di strada che si snodano tra Savelli e il Villaggio Pino Grande. I primi Km all’interno di un castagneto con i rami che si uniscono e sembra quasi una galleria e poi il castagneto finisce e si continua fra i pini della Sila.  Era bella anche perché erano gli ultimi km prima di essere veramente in vacanza ma la ricordo sempre come una strada molto pittoresca. Non ci torno da almeno 25 anni. Adesso che mi ci avete fatto pensare devo farci una scappata la prossima volta che vado in Calabria. O forse no ? Forse è meglio tenerla come un bel ricordo….

3 – Stefano bambino sul sedile posteriore e Stefano adulto sul sedile del guidatore… 

Stefano da piccolo era bravissimo ! Non dava fastidio e si addormentava appena si partiva. Ricordo però un viaggio di ritorno da Barcellona dove avevamo passato un paio di settimane di vacanza, Stefano avrà avuto circa tre anni e noi viaggiavamo di notte. Eravamo in transito attraverso la  Francia e mia moglie ed io discutevamo sulla strada da prendere, eravamo convinti che Stefano dormisse, ma  ad un certo punto abbiamo sentito una voce flebile che spaventatissima ci chiedeva se ci fossimo persi….

Stefano al volante, mettiamola così: sono stato contento quando è andato a vivere a Madrid perché lì si muove con i mezzi e non ha bisogno della macchina anche se da qualche mese per continuare a tenerci un po’ sulla corda si è preso la moto

Scherzi a parte, come tutti i genitori siamo un po’ in apprensione anche se quando guida, con noi a bordo, guida bene e senza strappi o azzardi.

4 – Specchietto posteriore o sguardo avanti ? 

Sguardo avanti sicuramente, lo specchietto solo di tanto in tanto giusto per controllare cosa sta arrivando ma non cosa ci siamo lasciati alle spalle. È sempre più interessante quello che sta per arrivare di quello che ci stiamo lasciando dietro.

5 – Un viaggio, che vuole ricordare 

Una vacanza di inverno con dei cari amici a Schaffuasen in Svizzera al confine con la Germania. Eravamo andati li a passare Natale a Capodanno e a sciare eravamo 4 coppie con un totale di 7 o 8 bambini. Un giorno siamo andati in Germania ma al ritorno ha cominciato a nevicare pesantemente ed una delle macchine ha slittato ed ha urtato un guard rail in curva. A quel punto piuttosto che intasare la strada ( eravamo con 3 macchine) ho deciso di caricare tutti i bambini sulla mia auto e di portarli in albergo. Anche se i miei amici non mi hanno mai rimproverato apertamente credo di aver fatto la cosa giusta e fino a quando non siamo arrivati in albergo non si sentiva volare una mosca. È incredibile come 7 ragazzini tra i 4 e i 12 anni possano stare così zitti. Tutto bene ciò che finisce bene

6 – E dietro la curva …

Il sole !

Negli anni passati mi è spesso capitato di andare per lavoro in auto a Grenoble o a Ginevra e ricordo ancora le volte che si imboccava il tunnel del Frejus o del Monte Bianco con tempo brutto e quando si usciva dall’altra parte c’era il sole. Ti si apriva il cuore ! Una sensazione bellissima soprattutto se stavo tornando a casa.

7 – Un pilota di ieri o di oggi che vorrebbe invitare a cena 

Ayrton Senna. Per me rimane l’ultimo dei piloti romantici, sarebbe bello scambiarci due chiacchiere

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