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(…altre) Sette domande a Stefano Piccini

Tempo di estate, tempo di viaggi . Dopo Cambogia, Vietnam e Brasile, eccoci di nuovo in Vietnam, dove abbiamo lasciato Stefano Piccini qualche settimana fa, ed eccolo di nuovo in collegamento con noi,  con nuove impressioni stradali.     Stefano Piccini – lo ricordiamo- è un pubblicitario italiano che lavora a Madrid e che si è preso un anno sabbatico . 

 

1) Auto americane o russe ? O giapponesi, in Vietnam ? 

Molte giapponesi. Soprattutto Mazda e Toyota ma anche coreane come Hyundai. Poi europee, qui a differenza della Cambogia molte Mercedes e poche BMW. E cosa che non ti aspetti molte Porsche, soprattutto nella capitale Hanoi.

Le tasse sulle macchine in Vietnam sono del 100%, lo stesso costo della macchina deve essere versato in tasse. Questo raddoppia il costo di una vettura e spiega il perché di un paese con 100 milioni di abitanti e 70 milioni di moto. Fa capire anche come l’occidente sia visto adesso come modello di sviluppo economico.

Un partito comunista che segue le orme di quello cinese, il paese con più Ferrari pro capite del mondo, e che fa intravedere una nuova globalizzazione che lascia poco spazio alla spiritualità tanto cara a Terzani.

 

2) Una sosta e mangi qualcosa prima di ripartire 

Un Banh Mi (il tipico sandwich/baguette vietnamita eredità della dominazione francese) in un area di servizio fra Dalat e Nha Trang durante il viaggio in bus per raggiungere la costa centrale del paese.

Probabilmente il miglior panino che abbia mai mangiato.

 

3) Un’auto su cui sei salito…

Più che un’auto, una moto. Tutti si muovono in moto e con l’Uber locale – Grab – è possibile prendere una moto/taxi per andare ovunque.

Quando sei seduto lì meglio non guardare cosa fa l’autista e concentrarsi sulla vista laterale.

Le impressioni, come in Cambogia, sono quelle di una anarchia/autogestione che funziona. Gli incidenti sono pochi e gli incroci sono divertenti: passa prima il più rapido o quello con il clacson più rumoroso.

 

 4) Semaforo verde e … 

In bocca al lupo se devi attraversare la strada

 

5) Le indicazioni stradali ?

Chiare e sempre presenti, sul modello europeo. Poco al di fuori delle grandi città – Hanoi o Ho Chi Minh City – potremmo essere in una qualunque autostrada europea con quattro o cinque corsie per carreggiata.

Le opere pubbliche in Vietnam sono motivo di orgoglio per il partito, basta pensare al numero e la spettacolarità dei ponti costruiti.

Quest’anno il regime ha promesso la costruzione di 2.000 ponti nelle zone rurali e per come ho visto le strade ho pochi dubbi che la promessa non venga mantenuta.

 

6) Strade asfaltate ? Strade in terra ? 

Sempre asfaltate. Dappertutto. Sempre in ottime condizioni nonostante le piogge torrenziali.

L’unico problema possono essere i matrimoni nelle zone rurali. La tradizione vuole che la tenda dove ha luogo la cerimonia occupi una corsia intera della strada obbligando i veicoli a cambiare di corsia per non trasformarsi in invitati inaspettati alla cerimonia.

 

7 ) Pullman, camion, auto, moto o bici … cosa scegli per attraversare il Vietnam ? 

Un po’ di tutto. Pullman a volte, altre il treno – il tratto Da Nang / Hue è un’escursione in sé per come le rotaie passano sul bordo delle scogliere e gli incredibili paesaggi che regala il tragitto.

Altre volte la moto, come nel Mekong Delta.

Molti scelgono di comprare una moto e attraversare il paese per poi rivenderla arrivati all’altro capo.

Che il viaggio cominci o finisca a Ho Chi Minh City o Hanoi poco importa, il commercio vince sempre in Asia.

 

 7bis) Strade di Hanoi o strade di Saigon ? Traffico di Cambogia o di Vietnam ? 

Quando arrivi a Saigon/HCMC capisci perché tutti dicono che il traffico in Vietnam sia folle. Provi a attraversare fra 200 motorini che ti passano a fianco noncuranti del panico nei tuoi occhi.

Poi arrivi ad Hanoi e scopri che al peggio non c’è mai fine. Per lo meno le strade di Ho Chi Minh City sono ampie ed esistono i semafori per i pedoni più timorosi.

L’Old Quarter di Hanoi è fatto da strette stradine di paese con macchine parcheggiate, miriadi di motorini che passano nei due sensi, ristoranti di street food che occupano gli stretti marciapiedi insieme alle moto parcheggiate ed i tanti, tanti pedoni.

Andare dal punto A al punto B si trasforma in un’avventura ogni giorno. Ed alla fine comincia anche a piacerti.

Paragonare il traffico della Cambogia con quello del Vietnam è come dire che la serie A italiana di basket è allo stesso livello della NBA.

Inverosimile.

 

2 commenti
  1. Roberto
    Roberto dice:

    Senza voler fare il maestrino, ma su un blog di auto scrivere per due volte “un auto” senza apostrofo…

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