Toyoda

SORPRESA. Akio Toyoda, numero uno di Toyota, ridimensiona le auto elettriche

Ha destato stupore, nei giorni scorsi, l’uscita a gamba tesa del numero uno di Toyota, Akio Toyoda. In una conferenza stampa il presidente di Japan Automobile Manifactures Association ha dichiarato testualmente: “I veicoli elettrici sono sopravvalutati e i sostenitori dell’auto con la spina non hanno preso in considerazione sia le emissioni di anidride carbonica sia i costi della transizione energetica. Il Giappone andrebbe incontro a un blackout nel caso in cui tutto il parco circolante diventasse elettrico, situazione che richiederebbe la realizzazione di una infrastruttura dal costo multimiliardario che potrebbe arrivare a 440 miliardi di euro”.

Toyoda ha rivolto critiche anche a quei politici che propongono di mettere al bando tutte le auto a benzina in una nazione che dipende dal carbone e dal gas naturale e ha evidenziato che la mobilità elettrica penalizzerebbe notevolmente l’ambiente perché più modelli elettrici arrivano sul mercato e più salirebbero le emissioni di anidride carbonica. “Mettere al bando le auto endotermiche a partire dal 2035 – ha proseguito il Ceo di Toyota – creerebbe conseguenze negative per l’intero tessuto economico del Giappone e poi il prezzo delle vetture elettriche sarà al di fuori dalla portata del ceto medio”.

Dichiarazione choc che sono arrivate pochi giorni dopo l’annuncio di sei nuovi modelli ad emissioni zero entro il 2025, modelli che utilizzeranno batterie allo stato solido, l’evoluzione migliorativa delle ioni di litio di oggi. La leader del mercato giapponese che nei primi dieci mesi dell’anno, nel Sol Levante, ha venduto 1.198.161 vetture con una quota del 31,47%, ha raddoppiato le stime sugli utili intorno a 11,6 miliardi di euro nonostante un calo del fatturato del 13% a quota 26 mila miliardi di yen. Ma qual è il futuro di Toyota secondo gli analisti? Un brand che dopo aver scelto in passato il termine Kaizen per   definire la sua visione di qualità ma anche di miglioramento applicata alla fabbrica integrata adesso sfodera il termine Kenshiki che sta ad indicare visione ma anche la capacità di puntare su nuove prospettive.

Per riuscire in questa mutazione così a largo raggio, Toyota ed il brand del lusso Lexus si sono tagliati a misura un hub che in Giappone è il centro gravitazionale di altri marchi giapponesi come Suzuki che ha già fatto rebranding con i modelli Across, gemella della Rav4 e la familiare Swace derivata da Corolla o Mazda partner nell’elettrico con Panasonic e ancora da Subaru e da Daihatsu, una vera famiglia allargata dove i marchi satelliti camminano con le proprie gambe pur lavorando in sinergia con Toyota.

Tanti “soci” per realizzare progetti futuri, dai modelli a ruote alte (con la capostipite Rav4), ai suv (con la piattaforma e-TNGA che comprenderà un crossover più piccolo, un più grande suv ed un MPV), ai crossover ma non escludendo le ibride con al centro la Prius ed anche l’idrogeno con la Mirai (in giapponese significa futuro). Idrogeno che coinvolgerà tutti i marchi partner. Ci saranno anche servizi di mobilità battezzati Kinto, dal noleggio a lungo termine o in abbonamento, al car sharing ed ancora al carpooling aziendale che è 100% ad energia rinnovabile. La missione di Mirai, arrivata sul mercato mondiale nel 2014, è quella di portare Toyota nell’era dei carburanti alternativi.

La seconda generazione è costruita sulla piattaforma GA-L che consente una migliore integrazione del sistema ed un abitacolo a cinque posti più spazioso. Dispone di un sistema a celle a combustibile riprogettato con autonomia di 650 km, potenza 128 kW con i serbatoi disposti a “T”, batterie agli ioni di litio con 84 celle.

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