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A Spa vince la Ferrari che ha già dimenticato Marchionne.

La vittoria della Ferrari a Spa ha acceso gli animi e gli entusiasmi dei tifosi della Rossa, degli appassionati della Formula 1 per la rinnovata lotta al vertice alla ricerca del titolo iridato, dei meccanici e del team Ferrari… ma c’è stata una stonatura. Anzi proprio è mancata una nota all’inno alla gioia che si è levato dopo il successo di Sebastian Vettel: nessuno a livello ufficiale ha pensato di dedicare l’impresa a Sergio Marchionne!

Eppure si deve a lui se la Ferrari ha avuto tutta la disponibilità e la strutturazione rinnovata in seno alla Squadra Corse. Si deve a lui se Vettel ha ottenuto tutte le garanzie ed i cachet per rimanere al vertice agonistico in grado di lottare con l’avversario più difficile: Hamilton sul piano umano, la Mercedes su quello tecnico. Si deve a lui se la Ferrari ha ottenuto un riconoscimento politico in seno alla FIA e nei confronti della Liberty Media che ora gestisce il grande business della F 1.

Si sa benissimo che Marchionne aveva deciso di mantenere per se la presidenza della Ferrari pur lasciando lo scettro della FCA. Perché questa era la sua aspirazione, questo era il suo sogno: tornare alla vittoria, possibilmente del titolo mondiale, con la Ferrari. Per questo motivo avrebbe mantenuto la Presidenza della Ferrari anche dopo aver lasciato la FCA nel 2019.

Purtroppo la sorte ha voluto che venisse a mancare in questo 2018, ma è bastato un mese dal decesso perché venisse dimenticato tutto l’entusiasmo, tutto il lavoro di ristrutturazione della squadra, tutta l’abnegazione che aveva dimostrato nei confronti della Ferrari. Al punto di far spesso riandare con la memoria all’identificazione personale che il commendator Ferrari aveva con la sua Azienda.

“Sic transit gloria mundi” dice un famoso detto latino…. ma certo che in un mese tutto ciò si cancellato e nessuna voce ufficiale di FCA o di Ferrari abbia ricordato, collegato, o almeno attribuito in parte alle scelte ed alla convinzione pervicace di questo personaggio – seppur discusso per certe decisioni apparentemente originali e controtendenza ma rivelatesi poi azzeccate – appare piuttosto strano. Anzi: qualcuno mi ha detto addirittura vergognoso, e questo mi ha spinto a scrivere quanto sopra. E’ pur vero che il management del Gruppo e della Ferrari  è impegnato nella gestione di una difficile successione. Ma è possibile che a nessuno sia venuto in mente di ricordare i suoi meriti in questa circostanza così vicina alla sua dipartita?

Forse c’è un’unica spiegazione pratica a questo silenzio: l’assoluta  assenza ormai di addetti stampa, o uffici stampa, competenti, efficienti ed autorevoli nel settore dell’automobile, ed in particolare di un’azienda e di un team che proprio sulle sue risorse umane conta per garantirsi il successo: agonistico e commerciale.

2 commenti
  1. Luca M. Apollonj Ghetti
    Luca Apollonj Ghetti dice:

    Talvolta mi sembra sia passato un secolo da quando si badava a queste cose perche’ si credeva nel proprio mestiere. Peccato!

  2. Pazielli
    Pazielli dice:

    Tutto giusto Renato. Soprattutto da parte di Arrivabene sarebbe stata giusta una dedica, in quanto è stato sempre fortemente voluto e difeso anche nei momenti difficili.

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