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Un “moTOre” per vivere la storia dell’automobile

Tutti ne parlano, ma, quando si giunge al dunque, il discorso si complica e sembra diventare impossibile. Stiamo parlando delle magiche parole “fare rete” e/o “fare sistema”, vocaboli che in Italia sembrano esistere solo nelle famose chiacchere da bar.
La faccenda riguarda tutti i campi e spesso tocca quello che è, allo stesso tempo, uno dei punti di forza e di debolezza dell’Italia: il suo incredibile patrimonio di bellezze artistiche e culturali, eccezionale solo come la disorganizzazione che lo contraddistingue.
Tra questo scrigno di tesori nascosti rientra anche la storia dell’auto, esposta in grandi musei e piccole e grandi collezioni. In Emilia Romagna l’hanno capito da tempo e hanno creato la Motor Valley. In modo molto pragmatico hanno evidenziato non solo i musei di Case come Ducati, Ferrari e Lamborghini, ma hanno inserito in questa mappa anche le raccolte di molti appassionati. Cosa che, per molti anni, non è stata fatta in Piemonte. Lacuna che è stata colmata quattro anni fa dall’itinerario “moTore”, uno dei 4 percorsi esistenti sul sito www.metropolitanaculturale.it
Fanno parte di questo percorso il Museo dell’Automobile di Torino, il Centro Storico Fiat, il Mirafiori Motor Village, l’Industrial Village, Automotoretrò e il Museo della meccanica e del cuscinetto di Villar Perosa. Tutti hanno aderito all’iniziativa, scrivendo anche una lettera nella quale hanno espresso anche il loro appoggio. Torino potrebbe diventare, insieme all’Emilia Romagna, il primo polo culturale al mondo nel settore dell’automobile. Due realtà che potrebbero essere idealmente “collegate” dal Museo dell’Alfa Romeo di Arese, riaperto al pubblico nel giugno 2015.
Un’unione che potrebbe fare la forza, con ricadute interessanti anche per quanto riguarda i veicoli moderni: il passato potrebbe aiutare a far percepire la grande tradizione che ha il Nord Italia nel car design e nella tecnica motoristica.
“moTOre” permette anche di aumentare la visibilità di strutture che interessano soprattutto i veicoli moderni: è il caso del Mirafiori Motor Village (dove sono talvolta esposte vetture storiche proveniente dal Museo di Arese e dalle collezioni Fiat e Lancia) e il poco conosciuto Industrial Village. Quest’ultima struttura, situata a due passi dall’imbocco della Torino-Milano, offre una panoramica sul mondo dei veicoli pesanti prodotti dalla CHN Industrial (nella quale rientra l’IVECO). Non solo: nel bello spazio polifunzionale è stata anche allestita una galleria di veicoli storici: camion, corriere, trattori e macchine movimento terra permettono al visitatore di comprendere l’evoluzione di questi mezzi da lavoro.
Il prossimo passo di “moTOre” sarà quello di includere nell’itinerario – si spera presto – la collezione Bertone, recentemente acquistata dall’Automotoclub Storico Italiano. Augurandosi che, come promesso dal Sindaco di Torino Piero Fassino, si trovi presto una sede adeguata per questa collezione. (http://autologia.net/due-grane-per-lasi-lesposizione-della-collezione-bertone/) Un’idea “moTOre” ce l’ha: realizzare la struttura espositiva di fianco al Mirafiori Motor Village. La grande affluenza di persone in una delle più grandi concessionarie d’Italia potrebbe far diventare l’area il “polo culturale e tecnico” dell’auto torinese. Anche perché, a poca distanza, sono custodite le vetture della collezione storica di FCA, con le Lancia (fino a qualche anno ospitate in una struttura in Borgo S.Paolo) e moltissime Fiat. Operazione che consentirebbe di rendere Torino veramente “policentrica”, con diversi quartieri “specializzati” in varie missioni. A Mirafiori, visti i suoi trascorsi, potrebbe sorgere (utilizzando i capannoni lasciati liberi dalle attività industriali) una vera e propria “cittadella dell’automobile”. Tutto fattibile: a Reggio Emilia in breve tempo sono state recuperate parte delle mitiche “Officine Reggiane” con un intervento architettonico che ha permesso di realizzare un vero e proprio “tecnopolo”. Forse in Piemonte ci vorrebbe un po’ lo spirito “del fare” tipico dell’Emilia Romagna. Regione dove pubblico e privato hanno saputo collaborare per mettere in evidenza le “ricchezze” motoristiche presenti sul territorio.

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