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Walter de Silva ora stravede per le donne col tacco a spillo

Nappa, raso, vernice, pellami neri che offrono la brillantezza della notte e le tonalità del carbonio che si cuce si accoppia con una trama: è l’elenco dei materiali pregiati utilizzati da Walter de Silva, 66 anni, nella sua nuova avventura di lavoro.
Niente supercar, ma scarpe leggere, facili da indossare, proporzionate ed eleganti con i tacchi a spillo per slanciare le gambe delle donne, tacchi da 10,5 cm (tacco fissato su tre punti così da aiutare a distribuire il peso e per avere un plantare confortevole, da usare rigorosamente di sera).
Questa passione l’ha ereditata dai suoi nonni Giuseppina e Ferruccio che aprirono negli Anni Trenta il calzaturificio Scola a Milano. Lì si potevano trovare scarpe da donna ma anche per bambini col marchio Pinocchio. Mio padre Emilio, valido disegnatore, ideò per loro dei modelli speciali.
Il designer di Lecco ha presentato, recentemente, la collezione del marchio Wds creato con la moglie Emmanuelle e con gli imprenditori Sergio e Gianvito Rossi.
“La mia nuova missione – ha spiegato de Silva – è quella di far sentire le donne più affascinanti e sensuali. Io disegno ciò che mi piace, non quello che richiede la moda. Rimango un industrial designer. Voglio offrire un prodotto italiano con un package di elevato lusso. Per il Nord America c’è l’esclusiva delle vendite Barneys New York, poi l’e-commerce e disporremo di punti nelle principali città europee. Aprirò anche un mio atelier a Monaco di Baviera dove vivo. Scarpe che vedrei indossare bene a Francesca Pellegrini o a Monica Bellucci. Le mie scarpe diventano una parte del corpo, qualcosa di intimo in una donna”.
Il suo brand ha esordito a Parigi in autunno, in una suite dell’hotel Ritz, in rue de Castiglion, presa d’assalto per cinque giorni dal jet-set, e pochi giorni addietro alla Fashion Week di Milano dove ha presentato l’intera collezione di 30 modelli di scarpe, prezzi da 600 a 1300 euro. A fargli i complimenti, fra gli altri, anche l’amico rossonero Galliani (de Silva è un tifoso doc del Milan).
Il colore dominante delle sue creatura è il nero, mentre l’arancio caratterizza la tomaia evocando indirettamente la Lamborghini. Walter ha lavorato sodo nella sua carriera fino a diventare il numero uno nel design. I primi successi li ha ottenuti in Alfa Romeo (1986-1999) con la 156 e la 147 elette “Car of the Year”. Poi fu Ferdinand Piech a volerlo nel Gruppo Volkswagen. E non ha perso tempo nel rivoluzionare i marchi Seat ed Audi, prima di fregiarsi, nel 2007, capo di tutti i brand del colosso tedesco. Il modello che gli ha dato più visibilità è stata l’Alfa 156, auto che si avvicina ad un prodotto moda con le caratteristiche del made in Italy. Ha iniziato la sua carriera nel 1972, presso il Centro Stile Fiat di Torino dove collaborò alla realizzazione della Ritmo. Nel 1986 passò all’Alfa Romeo dove mise a punto la progettazione di 155, 145, 146, GTV, Spider quindi 156 e 147 come ricordato.
Nel 1999 si trasferisce a Barcellona ridisegnando le nuove Ibiza, Córdoba, León e Toledo, e realizzando l’Altea.
Nel 2002 diventò capo designer Audi e Lamborghini e dalla sua matita uscirono A6 col single frame, la Miura Concept e la Lamorghini Egoista. Dal gennaio 2007 diventa capo del Centro Stile Volkswagen Group, supervisionando lo stile di tutti i sette marchi del gruppo (Audi, Seat, Lamborghini, Škoda, Bentley, Bugatti e Volkswagen, cui si aggiunge nel 2010 anche Porsche). Porta alla ribalta l’A5 e reinventa la Golf VI e la Beetle, supervisiona la nuova Polo (eletta Auto dell’anno 2010), e nel 2011, disegna la sua prima city car, la Up!. Nel 2011 ha ricevuto il Compasso d’oro. Ma come dimenticare Toledo, Leon, Q7, R8, TT, Tuareg, Maggiolino, Passat, Sharan, Touran.
Ultima riflessione: gli stilisti dell’auto sovente disegnano gli oggetti più disparati. Fra i sogni di Giorgetto Giugiaro quello di firmare un aereo da caccia.

2 commenti
  1. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Mi permetto alcune precisazioni. Per quanto concerne Alfa Romeo in realtà, pur con la collaborazione di De Silva, la paternità dell’Alfa 155 è dello Studio IDEA, quella della 145 è di Chris Bangle, mentre GTV e Spider sono opera di Enrico Fumia per Pininfarina. In sostanza, riguardo il Centro Stile Alfa Romeo, De Silva ha realizzato in toto (in ordine cronologico) 146, 156,166 e 147, oltre alle concept car Protéo e Nuvola.

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