Myanmar

(…ancora più di) Sette domande al nostro inviato in oriente. Stefano Piccini dalle strade del Myanmar

1- un’ultima  impressione delle strade del Myanmar 

Triste: buie, sporche e vuote durante la notte. La presenza dei militari e la repressione deve essere ancora nella testa di molti, specialmente a Yangoon.

2- un’ultima  impressione delle auto e dei guidatori

Le auto sono il paradosso più grande del Myanmar. La prima volta che ci sali sopra noti immediatamente che qualcosa non va. Dopo il primo chilometro ti rendi conto della follia: tutte le auto hanno il volante a destra, come in UK o Australia, ma qui si guida a destra como in Italia! I guidatori hanno realmente bisogno del passeggero per poter azzardare un sorpasso, per loro é impossibile controllare l’arrivo di una macchina dalla carreggiata opposta. Diciamo che si guida “a naso” intuendo quello che succederà. In tutto il paese si guida cosi, anche se per quello chi mi hanno raccontato tutti dovranno cambiare macchina ed adeguarsi alla guida a destra nei prossimi anni.

3- Food street, sapori e odori per strada

Lo street food in Myanmar é molto più centralizzato rispetto ai suoi vicini. Probabilmente per effetto della dittatura militare risulta addirittura “organizzato”. I baracchini isolati sono la vera eccezione, quasi sempre si ritrovano tutti concentrati in strade semi-pedonali. L’influenza indiana é forte, i deliziosi curry sono il piatto nazionale ma vengono serviti quasi esclusivamente nei bar e ristoranti. Lo street food é molte volte freddo e sintetico, le salsicce o i fritti quasi sempre sono mix di varie carni/pesci. Gli odori sono sempre forti ma realmente isolati a porzioni di città.

4-Semafori ( tanti, pochi, funzionanti …inesistenti. Rispettati …) fischietti che risuonano. Rumori per strada o silenzi?

Silenzi assordanti di notte ed il caos totale durante il giorno. I semafori sono dappertutto a Yangoon e Mandalay, quasi completamente assenti lontano dalle due grandi città del paese. Funzionano regolarmente ma il rispetto degli stessi dipende dal senso di civiltà del conduttore. Una regola non scritta é che se giri a sinistra si puo passare col rosso senza problemi – lo stesso succede anche in Indonesia. A Yangoon molti vigili stradali, il traffico cittadino é angosciante ed i vigili ed i loro fischietti sono totalmente rispettati dai conduttori. Forse una conseguenza della dittatura?

5-Traffico in città ? Rispetto per i pedoni ?

Yangoon è probabilmente il peggio che ho vissuto nel sud est asiatico. Impressionante. Il motivo principale mi é stato raccontato da un tassista molto chiacchierone e con un inglese perfetto. Le moto – le vere padrone delle strade nelle grandi città asiatiche – a Yangoon sono bandite. Nulla su due ruote e con un motore può muoversi in città. Secondo il racconto del tassista 15 anni fa un alto carico militare della dittatura é morto in un incidente stradale provocato da un moto nel centro di Yangoon. Da quel momento sono state bandite dalla città. Le moto sembrano essere il nemico ufficiale del governo visto che per i turisti non é legale nemmeno l’affitto delle stesse in tutto il paese. Uscendo da Yangoon si ricominciano a vedere quando si é già a una quindicina di chilometri dal centro, non prima. Ne consegue che gli ingorghi sono abituali ed il rispetto per i pedoni poco. Per fare 5 chilometri ci si puo mettere tranquillamente un’ora. 

6- taxi ? Taxisti ? Tipi particolari …

Molto particolari. Durante il soggiorno ho individuato due categorie: il chiacchierone ed il cattivo. Molte persone stanno cominciando a parlare inglese e sanno che quello sarà il valore aggiunto che gli permetterà di guadagnare nel prossimo futuro per cui non perdono occasione per chiacchierare con te, raccontarti il loro paese e le loro esperienze con altri turisti. I cattivi stanno sempre mangiando la foglia di betel. Denti rossi e sguardo aggressivo sono i loro tratti distintivi. A Mandalay in un tuck tuck ho avuto due incidenti lievi nello stesso tragitto. Il mio driver era uno dei cattivi. Nessuno dei due conduttori con i quali ci siamo scontrati ha avuto il coraggio di scendere dalla macchina/moto ed anzi dopo un rapido sguardo di scuse tutti e due hanno sgommato e si sono allontanati rapidamente mentre il “cattivo” gli gridava contro chissà cosa. Non me la sono sentita nemmeno io di investigare su cosa gli stesse dicendo :).

7-Aung San Suu Kyi o i dittatori ? Auto blu ? Auto del potere ? Auto polizia a sirene spiegate autoambulanze, auto funebri ?

Nulla. Devono essere concentrati sulla pulizia etnica del nord del paese oppure sono tutti Naipyido – la capitale con strade da 8 corsie in centro -creata anni fa. Da quello che mi hanno raccontato si aspettavano che la popolazione si spostasse da Yangoon ma nessuno ha voluto lasciare la sua casa e la capitale politica si é trasformata cosí in una città fantasma.

8-Donne al volante 

Impossibile. Solo qualche moto fuori da Yangoon. Il Myanmar é probabilmente il paese più religioso della zona. Il rispetto dei precetti del buddismo é assoluto. Alla Golden Rock  Pagoda – il monumento che sarebbe la La Mecca del buddismo – anche le donne occidentali vengono brutalmente riprese verbalmente se si avvicinano troppo al monumento.

9-strade di campagna, di montagna … situazione dell‘asfalto e delle strade

La differenza con la vicina Tailandia é impressionante. Molte strade sterrate e buche ovunque quando ti allontani dalle grandi città. Soprattutto nei tragitti lunghi – Inle Lake verso Yangoon per esempio – il continuo saltare sul sedile é la costante del viaggio. La situazione migliora nelle aree turistiche (Inle o Bagan) dove il denaro del turismo viene rinvestito per migliorarne le condizioni.

10-auto militari, colonne militari, posti di blocco, 

Non ho visto nulla, probabilmente i militari sono concentrati al nord del paese sterminando i roghingya in questo momento…

11-fermo in coda 

Yangoon….dipende dal conduttore, se é uno dei cattivi ti limiti a guardare come il mondo si muove attorno alla macchina. Se é uno dei chiacchieroni ascolti interessato per cercare di capire meglio la cultura Burma.

12-le strade di notte

Buie, non esiste praticamente illuminazione notturna. Quando verso le 9:30 di sera anche i mercati di street food chiudono cala il buio ed il silenzio. In città ed in campagna poche macchine e pochissimi pedoni. Specialmente a Yangoon branchi di cani randagi prendono possesso delle strade. Molti di loro provati dalle condizioni di vita non domestiche ma in piena forma – sono tutti muscoli e non hanno una aria rassicurante quando stai camminando da solo. Ti ritrovi accerchiato e speri che non attacchino, ho imparato che la cosa più importante é non guardarli negli occhi per non provocarli.

13- ora hai alle spalle parecchi mesi di oriente. La strada o le strade che ti sono rimaste nel cuore

Ha Chiang, Vietnam vicino alla frontiera con la Cina. Verde, curve e panorami impressionanti per i quali ti fermi ogni 5 minuti provando a catturare un’immagine con il tuo iPhone che possa trasmettere almeno la metà di quello che hai davanti agi occhi. Poi riguardi lo schermo e ti rendi conto che é impossibile. 7 giorni guidando la moto fra curve, frane e fango, contadini locali, bufali al costato delle strada e bambini che ti chiedono il 5 gridando “hello!!!!” quando ti vedono passare.

Il loop di Ha Giang in moto é assolutamente un’esperienza che consiglio a tutti coloro che amano guidare.

14- senti un’aria diversa per strada rispetto ad altro oriente ? Intendo il senso della dittatura militare ? Ti senti controllato ? O libero ? Magari Rangun è diversa dal lago Inle …le persone che incontri sono spaventate … oppure no. 

Assolutamente si. La differenza fra Yangoon e le altre città é impressionante. É una sensazione costante che noti nei visi e nelle parole delle persone. Acide e non curanti del turista a Yangoon. Parlantine e sempre con un sorriso sul viso a Inle Lake o Bagan. Eccitate dal vederti, sono loro che cercano conversazione per praticare l’inglese. La prima domanda é sempre la stessa: cosa pensi del mio paese? Si nota uno sforzo ed un particolare entusiasmo per essere inclusi in quello che é il mondo oggi dopo tanti anni di isolamento.

Parlare della dittatura però per molti resta un tabú. Solo una guida turistica conosciuta in un bar a Mandalay si é addentrato in particolari sulla situazione politica ed opinioni personali contro la stessa.

15- 800 anni fa spedii delle cartoline da Rangun ad amici in Europa, le cartoline avevamo dei commenti vari, compreso, ricordo , il senso della dittatura silenziosa e appariscente di allora. Le cartoline non sono mai arrivate a destinazione. Sai la censura , allora esisteva. Chissà se me le puoi ritrovare in qualche mercatino …

É stata una delle cose che più mi ha colpito. L’unico paese che ho visitato dove ancora si vendono cartoline. Dappertutto si avvicinano venditori ambulanti per venderti un frame del loro paese, un’immagine che per loro significa probabilmente la speranza di migliori condizioni in un futuro prossimo. Ormai tutti siamo “fotografi” e non credo che il business sia sostenibile a lungo. La parte positiva é che la censura é molto più difficile adesso grazie ad internet.

Puntate precedenti:

http://autologia.net/piu-sette-domande-stefano-piccini-ora-indonesia/

http://autologia.net/sette-domande-stefano-piccini-2/

http://autologia.net/sette-domande-stefano-piccini/

http://autologia.net/molte-piu-sette-domande-stefano-piccini/

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