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AUTODAFÉ dell’ 8 Maggio 2015

Presentazione Mini Cooper S JWC, a Firenze: All’auto giocattolo si mangia.

Presentazione Seat Leon ST a Cremona: Il cuore è latino, si ripete ciò che già si era fatto. Si fa meno fatica.

Presentazione Jaguar XE a Vittoria in Spagna:  Cambiano le location ma non la mania di fare tanti, troppi chilometri.

Presentazione Mustang in Germania: Diversa, divertente emozionante e non poteva essere altrimenti per un cavallino leggendario.

La settimana che si va a chiudere è stata ricca di eventi.

Si è passati dall’arte culinaria delle presentazioni Mini (quando cambieranno?) alla casereccia Seat sul circuitino di Cremona.

Dalla esclusiva internazionale Jaguar in terre lontane ma bellissime (la maggioranza degli invitati si è dichiarata colpita per la cura del territorio e anche per la forza della natura), alla veloce Germania senza limiti per il mito della velocità dell’Ovale BLU, come piace tanto definirlo al titolare della rubrica motori de Il Messaggero.

In definitiva però ovunque più parlato di calcio e della polemica scaturita dalla lettera aperta pubblicata da Autologia.net.

Sul calcio tutti solo tifosi… come sempre.

Al contrario sul tema lanciato da Pennica invece solo due le fazioni: quelli già in pensione e quelli che forse non lo saranno mai.

Allora viene da dire: ragazzi, ragazzi… siamo seduti su una polveriera e giochiamo con i fiammiferi.

Sì perché paradossalmente la naturale contrapposizione evidenziata da Pennica fra blogger e giornalisti, tema sul quale mi sono già molto chiaramente espresso (in attesa di una presa di posizione dell’Ordine) si è spostata fra un’assurda rivalità fra giornalisti pubblicisti e giornalisti professionisti: come accendersi una sigaretta nel fortino sotto assedio, sempre più ricco di polvere da sparo ma povero di fucili.

Vorrei ricordare che:

1)    le aziende hanno investito molto sulle presentazioni di prodotto, perché ogni articolo pubblicato vale più di una pagina pubblicitaria, con un costo nettamente inferiore. A questo proposito mi vengono in mente due episodi. Il primo a Milano, dove il direttore della comunicazione si vantava con in mano a un report sul valore dei singoli giornalisti.; avete capito bene: aveva un report su quanto ogni giornalista valeva economicamente. Il secondo, una telefonata dove una PR sosteneva la tesi secondo cui porto Caio perché non sa niente ed è meglio di chi sa! Non è esperto quindi andiamo via lisci.

2)    per anni gli uffici stampa hanno goduto fin quando, in tempi recenti hanno perso potere. E il motivo è presto detto: gli articoli pubblicati di fatto riportavano pari pari le cartelle stampa. Troppi giornalisti non hanno saputo fare i giornalisti. E’ stato poi naturale ai marketing imporsi. Contemporaneamente anche le figure del marketing nelle Case editrici hanno iniziato a crescere e a portar via potere ai giornalisti che oggi non contano più niente, soprattutto nelle grandi testate dove sembra impossibile (…ai lettori) che accada.

Così ci troviamo con Case che investono quasi nulle sulla carta stampata e con i giornalisti compressi tra i Marketing delle Case e i Marketing degli Editori.

Quindi dico: chi alimenta queste polemiche all’interno della Categoria stia attento perché molto controproducenti possono diventare… ovviamente non per chi è già in pensione.

Nel passato ne abbiamo viste di tutti i colori, troppi quando erano su “sedioli” di potere hanno fatto scrivere anche chi passava per… strada. Ricordo dentisti che come “passione” firmavano pezzi. Ma anche oculisti, studenti, amici…servitù.

Difendiamo, dunque la Categoria dall’invasione di blogger improvvisati, ma contemporaneamente mettiamo alla berlina chi si diletta ad andare in giro per il mondo, provando poco l’oggetto con le ruote per cui è stato chiamato e non documentandosi sul contesto che gli sta attorno!

Se vogliono soltanto girar il mondo, si occupino di turismo.

Urlo serietà. Perché se chiediamo professionalità a chi gestisce la comunicazione, dobbiamo dare per primi noi il buon esempio.

Giornalisti e uffici stampa. Insieme. Perché marketing ed editori hanno “spaccato” l’informazione. Quella sana, che non è omologata da un semplice tesserino…

2 commenti
  1. gianni_to
    gianni_to dice:

    Secondo me è sicuramente un giornalista automotive che gira come una trottola tra le presentazioni delle case automobilistiche. Non credo sia un PR. Dice cose scomode da “dietro le quinte” che potrebbero creargli qualche problema e non lo inviterebbero più alle presentazioni. Però è simpatico e mi fa piacere leggere questi pensieri a ruota libera e spontanei che altrimenti non si saprebbero. Non è poi così diabolico mi pare. Come età sembra abbastanza navigato.

  2. Renato Ronco
    Renato Ronco dice:

    Ma chi è questo “diavolo” che si cela sotto pseudonimo? Visto che pubblica pezzi sarebbe giusto che si rivelasse. O no? Cosa ne pensate?

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