cai1905

“Bollo” dimezzato per le ultraventenni: la polemica cresce. Dite la vostra!

Ho molto rispetto per Gian dell’Erba, veterano dei giornalisti dell’automobile, e per l’ASI, alla quale mi sento legato anche per motivi affettivi, essendo editore di un mio libro dedicato alla storia del Gran Premio di Napoli. Ciò premesso devo dire, in tutta franchezza, che non sono d’accordo con le manifestazioni di giubilo espresse sulla riduzione del “bollo” al 50% per le auto di età compresa tra 20 e 30 anni.

http://autologia.net/la-auto-con-piu-di-ventanni-con-il-c-r-s-pagano-solo-meta-bollo/

Come già sostenuto sul Messaggero da Giorgio Ursicino, che ha sollevato il caso, anch’io ritengo che la normativa sia discutibile per più d’una ragione: non porta benefici alla tutela del collezionismo di qualità, né alle casse dello Stato né alla salvaguardia dell’ambiente.

In realtà la decisione governativa di concedere la riduzione del 50% del “bollo” alle auto tra i 20 e i 30 anni è il frutto di una formidabile operazione di lobby condotta nei Palazzi romani dai vertici dell’ASI. Operazione legittima – sia chiaro – ma è opportuno spiegare a chi non lo sa che tutto nasce da questioni d’interesse: l’ASI è infatti delegato, assieme ai registri di marca, a rilasciare, ovviamente a pagamento, i CRS (Certificati di Rilevanza Storica), ovvero un documento che attesta, sulla base di valutazioni eseguite da esperti riconosciuti, la effettiva rilevanza storica delle auto ammesse allo sconto del 50% sul “bollo”.

Ebbene, quest’attività di certificazione ha prodotto in passato, quando la normativa riconosceva la storicità di un’auto già a 20 anni (oggi 30) il proliferare di club, che da piccole associazioni di appassionati cultori del collezionismo di auto d’epoca si sono trasformate in maxi associazioni con migliaia di iscritti, molto spesso persone che non si conoscono tra loro, ma che possono usufruire di vantaggi sia sul “bollo”, sia sulle polizze assicurative (s’è arrivati addirittura al punto che alcuni club svolgono parallelamente anche attività di broker d’assicurazioni). E tra le “storiche” sono spuntate auto vecchie (e inquinanti), che poco hanno da spartire con la salvaguardia del patrimonio tecnico e culturale.

Tutto ciò – vale la pena ricordarlo a chi sa poco del mondo del collezionismo – ha provocato divisioni e polemiche sia all’interno dell’ASI stesso, sia all’esterno, con la discesa in campo di ACI Storico, che ha fatto di tutto per far passare un altro criterio di valutazione dedicato alle auto tra i 20 e i 30 anni: l’obiettivo era la creazione di una “lista chiusa”, redatta da esperti qualificati e condivisa con la rivista Ruoteclassiche, nella quale fossero inserite tutte le auto meritevoli di essere riconosciute “d’interesse collezionistico”. Per intendersi, la lista avrebbe detto Sì al riconoscimento come auto storica alla Lancia Delta citata da dell’Erba, No a una banale Fiat Duna.

Ma tant’è: nella corsa al “tiro della giacca” dei politici di turno (incompetenti e disattenti) ha vinto l’ASI. Con buona pace di Sticchi Damiani e di tutti coloro che si sono battuti per un diverso modo di tutelare le auto d’epoca.

5 commenti
  1. Leonardo Libero
    Leonardo Libero dice:

    Sono d’accordo con Egidio Gatto, il quale ha messo il dito, molto giustamente, su UNA delle tante piaghe che affliggono gli automobilisti italiani. La Tassa o Imposta di pssesso è un obbrobrio giuridico.

  2. Giancarlo Russo
    Giancarlo Russo dice:

    Il pagamento in misura ridotta del bollo è indubbiamente un’agevolazione fiscale e quindi come tale può essere fruita solo in presenza di requisiti ben precisi,soggettivi o territoriali, e non certo dall’inclusione in una lista stilata da esperti sulla base anche di opinioni personali che potrebbero mutare nel tempo o che potrebbero essere non condivise dagli esperti che nel tempo verrebbero a sostituire i primi estensori della lista stessa.Piuttosto il problema è un altro che Sergio Troise ha bene evidenziato e cioè che intorno alle auto di anzianità tra i 20 ed i 30 anni si è sviluppato un business non indifferente delle polizze a basso costo che permettono ,soprattutto in certe zone,di risolvere il problema dei costi proibitivi delle polizze R.C.Auto.Allora la questione è un’altra:se si vuole salvaguardare un patrimonio storico rappresentato dalle auto d’epoca dove ciascuna rappresenta un momento storico,economico,sociale,diprogresso tecnologico,di evoluzione dello stile e del design,bisogna limitarene l’uso affinché tale patrimonio venga conservato nel tempo e trasmesso alle generazioni future che potranno trovare interessante anche la Duna così come noi oggi troviamo interessante la Bianchina Pertanto sarebbe più equo accordare tale agevolazione ,unitamente a quella della polizza a costo ridotto ,a quelle auto che realmente vengono possedute da appassionati e trattate come oggetti da collezione ed a questo punto il criterio potrebbe essere quello della percorrenza annua che non dovrebbe superare i 1.500/2.000 km/annui facilmente misurabili con l’installazione di quei rilevatori che si usano per le polizze a kilometraggio.In caso di superamento del limite bollo ed assicurazione in misura piena

  3. egidio gatto
    egidio gatto dice:

    Buongiorno,
    parlare di auto storiche ,diventa difficile semplicemente perché forse ci diventeranno e comunque alcune sorprenderanno per il loro interesse .
    Detto questo , dare la possibilità di appurare che questo avvenga, con una facilitazione fiscale del bollo auto , non credo che cambi il tasso di inquinamento .
    La domanda E’ : la tassa di proprietà E’ legittima oppure no ?

  4. Emanuele Romano
    Emanuele Romano dice:

    Mi trovo ad aver letto articoli inerenti all’argomento scritti un po’ troppo “di pancia” e senza aver approfondito bene il tutto. Tali articoli elencavano liste di veicoli di scarso interesse con relativo parco auto sul territorio italiano, circa 4 milioni di esemplari. Partirò da qui; la maggior parte delle vetture ultra ventennali (per lo più utilitarie) paga già un bollo abbastanza irrisorio quindi, per il proprietario, l’iter per ottenere il dimezzamento del bollo sarebbe una spesa senza una significativa resa, e già qui la percentuale di auto diminuisce. Senza poi considerare che i tempi fortunatamente son cambiati e, ad oggi, un’auto per ottenere il tanto agognato CRS deve essere non perfetta (per quello vi è il Certificato di Identità) ma conforme all’origine e molto ben tenuta, con severità di giudizio da parte dei commissari tecnici. Detto ciò, a conti fatti, dei 4 milioni di veicoli citati sul “fantomatico” articolo, forse un 10-15% arriverà ad avere il bollo ridotto. Per l’appunto i veicoli rilevanti che è necessario salvaguardare. Mi auguro in futuro la severità dei vari enti rimanga tale.

  5. silvio
    silvio dice:

    Sono d’accordo con Sergio Troise: sarebbe stato opportuno esentare i veicoli riconosciuti storici attraverso una lista, e non tutte le auto tra i venti e i trenta. Ma forse lo stesso dell’Erba, quando parla di Delta Integrale, sembra propendere per le “poche ma buone”…..

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