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Daily: il camion-automobile

La prova è di quelle inusuali, interessanti, divertente.

Cosa ci fa un giornalista poco avvezzo a mettersi al volante dei veicoli commerciali nella lista degli invitati alla prova del nuovo Daily?
Sceso da questo bestseller dell’IVECO ci sono tutte le risposte. Questo veicolo si guida come una vettura. Una constatazione ancora più evidente dopo il test drive delle versioni equipaggiate con il cambio automatico Hi-Matic a 8 rapporti concettualmente simile a quello montato sulle Maserati Ghibli e Levante e Quattroporte. Scomparso il pedale della frizione, ecco una leva con la quale si può gestire la trasmissione in modo semplice e intuitivo. Il che permette all’autista di concentrarsi totalmente sulla guida, scegliendo tra le due modalità “eco” e “power”. Un esempio? Il test team dell’Industrial Village mi affida la versione “monstre” del fortunato veicolo commerciale. E’ la versione più capiente (e quindi più lunga), con la quale mi dicono di destreggiarmi in uno slalom simile a quelli – strettissimi e difficili – organizzati nelle gimkane di paese. Solo che, invece di una piccola e agile A 112, ho un “piccolo bestione” lungo e pesante.
Eppure basta incominciare ad azionare i vari comandi per farlo quasi diventare come la piccola utilitaria dell’Autobianchi, “nave scuola” sulla quale si sono allenati generazione di rallysti italiani.
L’esperto collaudatore mi dà le indicazioni per affrontare lo slalom: i birilli mi sembrano terribilmente vicini ma il Daily, grazie ad un raggio di sterzata simile a quello di una Smart (cosa resa possibile dalla trazione posteriore) affronta il destra-sinistra con una disinvoltura che lascia quasi perplessi: dov’è il trucco? Eppure è proprio così e il divertimento, nel piazzale dell’avveniristica struttura dell’Industrial Village (che tra l’altro ha come “quinta” la splendida Basilica di Superga, zona di Torino Nord) sale con la stessa velocità delle cambiate. Il tutto in piena “souplesse”, con il passaggio del cambio marcia che avviene senza perdite di giri e con una notevole fluidità. Il tutto grazie all’innovativo cambio sviluppato in collaborazione con ZF. L’impressione è quella di stare su una Panda Multijet un po’ cresciuta, equipaggiata con un cambio degno della Maserati Ghibli. Sensazione che dovrebbe far perdere qualche “timore” a chi rimane impressionato dagli ingombri delle versioni più capienti: una volta presa confidenza con la guida e fatto l’occhio alle dimensioni (evidente nella prova dei birilli, dove si doveva sterzare un po’ dopo il piccolo ostacolo per far sì che la coda non lo toccasse) guidare questo veicolo è veramente un gioco da ragazzi. Ma anche da ragazze: come già detto i comandi sono simili a quelli delle normali vetture e non richiedono gli sforzi tipici dei veicoli commerciali.
Proprio per apprezzare questo progresso, definibile come “automobilizzazione” della dinamica di guida, il test prevedeva anche una chicca: la prova di un Daily 35.10 del 1986, versione leggermente più evoluta del primo modello presentato nel 1978. Una volta saliti sopra, si capiscono molte cose e si comprende il perché del successo di questo prodotto: l’impostazione dell’abitacolo era già del tutto simile a quella delle vetture, con una straordinaria innovazione rispetto ai diretti concorrenti e al veicolo che sostituì, il Fiat 616. Il discorso della dinamica di guida è però diverso: in questo caso precisione di guida e facilità di selezione delle marce sono ben lontani anche da quelli di una Panda del 1980. A questo si è arrivati gradualmente anni dopo, con componenti e tecnologie studiate da FPT Industrial. Un successo anche del made in Italy: i Daily sono prodotti nello stabilimento mantovano di Suzzara.

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