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La auto con più di vent’anni con il C.R.S. pagano solo metà “bollo”

Era ora!

Tutti gli sforzi nei confronti dei politici al Governo compiuti negli ultimi mesi dai consiglieri dell’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, Federazione torinese nella precollinare Villa Rey, alla quale sono affiliati ben 281 club di veicoli storici – auto, moto e scooter, veicoli militari, veicoli da trasporto, veicoli commerciali, veicoli agricoli, motoscafi e barche a motore, aeroplani, kart – sono andati a buon fine.

Gli accordi presi dal presidente Maurizio Speziali e dai suoi consiglieri segnano una svolta nella vita recente delle vetture ultraventennali e non ancora trentennali. Le quali, d’ora in avanti, – purché dotate di CRS (Certificato di Rilevanza Storica) rilasciato o dall’ASI stesso, o dai registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia – non pagheranno più per intero il cosiddetto “bollo”, cioè la tassa di proprietà: ma – udite udite! – soltanto il 50% di quest’ultimo. Per le motociclette entrerà in ballo l’F.M.I. (Federazione Motociclistica Italiana).

Tra l’altro molti modelli sono stati – e sono ancora – di particolare interesse storico. Ad esempio le Lancia Delta le quali, in un non lontano passato, hanno consegnato alla Casa torinese ben 6 Campionati del Mondo Rally Costruttori consecutivi – dal 1987 al 1992 – e ben 4 Campionati del Mondo Rally Piloti: nell’87 la Delta 4WD (diventata storica nel 2016, l’Integrale HF 8V nel 2017) e, nel 1991, l’Integrale 16V (sarà storica nel 2020, l’ultima versione HF Evo nel 2021) con i finlandesi Juha Kankkunen-JuhaPiironen. Nel 1988 e ’89 con Miki Biasion e il navigatore Tiziano Siviero.

Non solo! Nelle varie versioni le Delta hanno consegnato alla Lancia ben 5 titoli consecutivi del Campionato Europeo Rally: nel 1987 con Cerrato-Cerri sulla 4WD, 1988 con Fabrizio Tabaton  (su 4WD e poi Integrale), 1989 con il francese Yves Loubet, nel 1990 con il belga Robert Drogmans e nel ’91 Piero Liatti.

E modelli del genere – insieme ad altri – pagavano il bollo per intero…Magari costringendo il proprietario a venderli o metterli all’asta non potendo più mantenerli e magari mandandoli all’estero.

Corre inoltre voce che, nel prossimo futuro, per le “ultraventennali” non ancora trentennali il bollo verrà soppresso, com’era pochissimi anni fa. Speriamo! Non basta però fare una lista dei modelli storici o d’interesse storico (come ha suggerito l’Automobile Club d’Italia), magari senza vederli. Potrebbero essere delle “ciofeche” mal ridotte. Prima è meglio sapere se sono in ordine, poi certificarle con il CRS.

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