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La Opel di Tavares sarà anche “sportiva” ?

L’acquisizione della Opel da parte del gruppo P.S.A. ha fatto scalpore nel mondo dei motori. Una operazione che una volta di più ha confermato la genialità, l’abilità di Carlos Tavares, presidente del gruppo P.S.A.
Qualità che anche Sergio Marchionne ha ammesso per come è stata gestita la trattativa con la General Motors.
Ora, al di là degli aspetti economici ed industriali, mi piacerebbe porre una domanda: per il rilancio della Casa tedesca è possibile aspettarsi da Tavares un ritorno allo sport agonistico della Opel?
Domanda plausibile perché il portoghese Carlos Tavares è, ed è sempre stato, un amante dello sport automobilistico di cui è ricco il suo bagaglio di iniziative.
Arrivato ai vertici della Renault, nella quale aveva iniziato la sua attività dopo la laurea e poi con una bella esperienza in Nissan, oltre a rafforzare l’azienda ridiede vita all’Alpine, il marchio sportivo per eccellenza della marca francese. Un nome che riporta immediatamente alla memoria le vittorie nei Rally degli anni ’60 e ’70: quelli della “Armada”, come veniva definita la squadra.
Tavares si propose di rilanciare il marchio, presentò il primo prototipo dell’Alpine Granturismo al circuito di Montecarlo in occasione del Gran Premio di Monaco, lo guidò lui stesso per quattro giri sul tracciato più difficile del mondo, e mise le basi per un ritorno agonistico del marchio con la A450 e la A 460 che si sono impegnate nella LMP2 della 24 Ore di Les Mans e nel campionato WEC. Casualmente quest’anno, al salone di Ginevra, in concomitanza con l’annuncio della operazione Opel-PSA , è stata presentata la versione definitiva dell’Alpine Granturismo, che proprio lui aveva voluto all’epoca in Renault. Destini della vita che si incrociano….
Passato improvvisamente a fine 2013 alla presidenza del gruppo P.S.A. ha propiziato, per quest’anno, il ritorno della Citroen-DS al Mondiale Rally con la DS3 del nuovo WRC e sostiene l’impegno sportivo della Peugeot nei vari campionati nazionali. In Italia per esempio è l’unico team di casa ufficiale presente al Campionato tricolore attraverso la filiazione italiana.
E’ evidente dunque che Tavares crede nello sport automobilistico come promozione commerciale, oltre che per passione.
Tenendo conto del fatto che la Opel negli anni ’70 ed ’80 del secolo scorso fu grande protagonista dei rally mondiali e nazionali – Kadett ed Ascona dicono qualcosa agli appassionati – non sarebbe certo così azzardato pensare che il manager possa riproporre un impegno agonistico della Casa tedesca in vista di un rilancio.
C’è la storia, c’è l’uomo giusto.. perché no, allora?!?!?

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