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2016: l’auto che sarà


L’Ospite di Autologia: Gianni Marin.

Dall’Audi A4 alla Giulia che verrà: nel corso del 2016 saranno presentati circa cinquanta nuovi modelli, ai quali bisognerà aggiungerne altri che verranno aggiornati più o meno profondamente. Il 2016 sarà un anno di grande interesse, ma sul quale peseranno gli avvenimenti del 2015, dal Dieselgate al “licenziamento” di due fra i più noti stilisti italiani, alle prove di sicurezza dell’European New Car Assessment Programme (Euro NCAP) che diventeranno sempre più rigide. Il lato positivo sarà rappresentato dai nuovi sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza che regneranno sempre più a bordo dei nuovi modelli.

Si chiude il 2015 ed è tempo di bilanci anche nel mondo dell’automobile che si lascia alle spalle un anno particolarmente ricco di novità, con i mercati europei in pieno recupero ma in un quadro di luci e di ombre dovuto allo scandalo dei motori a gasolio Volkswagen. Questo non solo ha danneggiato gravemente il colosso di Wolfsburg, ma ha steso un velo di sospetti su tutti i propulsori diesel dell’industria europea, compromettendo il rapporto fiduciario tra costruttori e utenti. Bisogna però guardare anche all’altro lato della medaglia: tutti i costruttori sia americani sia europei o giapponesi hanno compiuto, con i loro nuovi modelli, un deciso passo avanti nella sicurezza, montando sulle loro vetture sistemi elettronici di assistenza e di prevenzione ai pericoli della guida di grande efficacia.  La prova migliore si è avuta con l’ultima tornata dell’anno 2015 nelle prove di crash-test EuroNCAP, rese ancor più probanti, alle quali sono stati sottoposti undici nuovi modelli, che hanno confermato con evidenza un principio basilare per la sicurezza di tutti gli utenti della strada: i moderni dispositivi di assistenza alla guida installati sulle automobili non sono un mero optional di prestigio ma costituiscono un elemento indispensabile per prevenire gli incidenti o ridurne, comunque, le più gravi conseguenze. Proprio i sistemi di sicurezza attiva hanno fatto ancora una volta la differenza nella valutazione finale dei quindici modelli presi in esame, che hanno spaziato dagli off-road di alta gamma alle piccole utilitarie, in attesa che entri in vigore dal 2016 il nuovo protocollo “Dual Rating” che prevede una doppia valutazione: la prima riferita a un equipaggiamento base in termini di sistemi di sicurezza (quasi una dotazione di serie) e la seconda riferita invece a un equipaggiamento avanzato, come quello di un veicolo dotato di un Safety Pack opzionale e disponibile su almeno il cinquanta per cento dei mercati europei.

Ebbene da questa serie di prove di crash-test dell’EuroNCAP, chi ne è uscito con le ali tarpate è stata proprio una delle vetture più ambite del mercato italiano ed europeo: la Lancia Ypsilon che a fronte di un punteggio che prevede un massimo di cinque stelle, di stelle ne ha raccolte soltanto due. Se la memoria non ci tradisce è impossibile trovare nei test di crash più recenti un punteggio così basso per un modello a grande diffusione come la Lancia Ypsilon. Questo punteggio è derivato non solo dalle prove di “sicurezza passiva adulti” (44%), “sicurezza passiva bambini” (79%), “protezione pedoni” (64%) e, purtroppo, “sicurezza attiva” (38%), ma anche al fatto che poco dopo la prova di crash frontale le fiamme sono divampate nel vano motore della Ypsilon quando il polo positivo della batteria è andato in cortocircuito e ha dato fuoco al liquido per i freni che scorre in un tubo che le passa proprio accanto. Da tenere presente che le prove di crash hanno interessato l’ultima generazione della Lancia Ypsilon già in mano a molti utenti. Sono invece uscite indenni da questi test con punteggio pieno BMW X1, Infiniti Q30, Jaguar XE e XF, Kia Optima e Sportage, Lexus RX, Mercedes GLC, Opel Astra, Renault Mègane e Talisman, Quattro stelle soltanto sono invece andate alla Mini Clubman.

PROVE DI MATRIMONIO, PROVE DI SEPARAZIONE


Il 2015 passa agli archivi per alcune mosse societarie messe in atto e per altre che s’intravedono all’orizzonte. Quella più eclatante è senza dubbio la decisione della Ferrari  di staccarsi definitivamente dalla Fiat Chrysler Automobiles e, dopo la borsa di New York, di quotarsi anche in quella di Milano. Questo avverrà il 4 gennaio 2016; una decisione presa in Olanda in occasione dell’assemblea degli azionisti che ha dato il suo OK allo spin off del “cavallino”. Agli azionisti della Fiat Chrysler Automobiles sarà consegnata un’azione Ferrari ogni dieci titoli Fiat Chrysler posseduti. Con questa operazione la Exor il 4 gennaio 2016 avrà il 24 per cento dei titoli del Cavallino che garantiranno il controllo dell’Azienda che continua ad andare meravigliosamente bene, visto che Sergio Marchionne ha deciso di dare a tutti i 2800 dipendenti della Rossa un premio lordo di 5000 euro. Nel 2014 il premio era stato di 4000 euro. Così nel 2015 i premi distribuiti ai dipendenti sono stati pari a circa 9500 euro lordi.
Sul versante della FCA rimane sempre l’ipotesi della grande alleanza con General Motors che vista l’insistenza con cui Sergio Marchionne amministratore delegato di FCA, potrebbe anche risolversi con un’Opa ostile nei confronti di General Motors. Comunque sia il problema più impellente della FCA è rappresentato ancora una volta dall’Alfa Romeo, per la quale è stato deciso il rinvio del lancio dei primi due modelli Giulia (2.0 a benzina e 2.2 a gasolio) che rappresentano la chiave di volta per la prevista offensiva sia al di qua che al di là dell’Atlantico. Per il momento si parla di sei mesi di ritardo, ma l’attesa potrebbe prolungarsi; anche il debutto del SUV Alfa che avremmo dovuto vedere nel corso del 2016 è stato spostato al 2017. Forse tutto dipenderebbe dalla rivoluzione che ha coinvolto il centro stile della FCA, dove Mario Tencone (lo stilista che ha guidato il team che ha portato alla nascita della nuova Giulia) ha lasciato la carica di “exterior design” su cui si è insediato, arrivando dall’americana Dodge, Scott Kruger. Una rivoluzione che ha coinvolto anche Roberto Giolito, il geniale designer che ha “inventato” la nuova 500, esiliato al settore veicoli commerciali, sostituito da un altro uomo Chrysler, Klaus Busse, dove svolgeva il ruolo di responsabile degli interni, non certo eccelsi come quelli europei. Di tutt’altro genere invece la diatriba che vede coinvolta l’Alleanza Renault – Nissan, nella quale il costruttore francese detiene il 43,4 per cento del capitale azionario, con il costruttore giapponese che minaccia di denunciare l’accordo, reclamando un riequilibrio di poteri con il suo partner. Alla base di tutto la tensione con lo Stato francese, primo azionista della Renault, che ha aumentato al 19,7% la sua partecipazione. Nissan minaccia di denunciare l’accordo Rama sottoscritto nel 2002 che ha decretato la nascita dell’Alliance tra Renault e Nissan. Si tratta di un compromesso difficile da trovare, in quanto basato sul numero di voti a disposizione dei vari contendenti.

ESILIATI, MA RIMARRANNO SEMPRE I MIGLIORI


L’argomento che ha caratterizzato il 2015 è stato il “diesel-gate” e tutti quei piccoli o grandi avvenimenti che hanno rivoluzionato il mondo dell’automobile. Fra questi anche i nomi di chi è stato protagonista di questo scandalo. Ma mai avremmo potuto pensare che direttamente o indirettamente ne sarebbero rimasti coinvolti dei designer italiani di altissimo livello. Al centro del “designer-gate 2015” c’è anche in questo caso il Gruppo Volkswagen, che, dopo aver rilevato cinque anni prima il 90,1 per cento del capitale azionario della Italdesign, nel mese di maggio del 2015 ha deciso di rilevare anche il rimanente 9,99 per cento detenuto da Giorgetto Giugiaro, mandando in pensione il genio del design italiano. Un “ben servito” cui ha risposto elegantemente, ma con tutti i sottintesi del caso, Giorgetto Giugiaro pubblicando una pagina su alcuni quotidiani nazionali in cui ringraziava Ferdinand Piech per l’amicizia a lungo dimostrata nei suoi confronti. Giorgetto Giugiaro non è più un ragazzino, ma è sempre un genio nello stile dell’automobile. Chi scrive queste note, lo conosce da decenni, lo ha seguito da quando bazzicava dalle parti della Bertone e della Fiat; l’ha visto crescere, disegnare la Golf e decine, centinaia di nuovi modelli ognuno caratterizzato da quella personalità che soltanto lui sapeva dare. Un genio in cui l’età non ha scalfito la voglia di innovare, di guardare il futuro e di interpretarlo. Ma c’è anche un’altra storia parallela, o quasi. Quella di Walter de Silva, lo stilista che ha disegnato l’ultima Alfa Romeo, la Giulietta tuttora sul mercato, che si è inventato le Audi del nuovo Millennio, che ha rivisitato la Golf senza snaturarla, che ha ridato forza ai vari marchi del gruppo Volkswagen con i suoi suggerimenti e invenzioni. Anche lui pensionato, anche come presidente dell’Italdesign.

I DEBUTTI PIU’ INTERESSANTI NEI PRIMI SEI MESI DEL 2016


Il mese di dicembre del 2015 che ci siamo lasciati alle spalle ha visto il debutto di molti nuovi modelli, alcuni dei quali sono stati subito commercializzati mentre altri lo saranno nelle prime settimane del 2016. Possiamo citare l’Audi A4 (berlina) e A4 Avant (station wagon), la Mercedes GLC, erede della GLK, la BMW Serie 7, la Ferrari 488 Spider, la Porsche 911com motore tre litri biturbo e la Boxster con il 4 cilindri la Lamborghini Aventador LP 750-4, l’Opel Astra e la Fiat Tipo. Prima della primavera debutteranno la Toyota Prius e la Jaguar XF. Nei mesi successivi assisteremo al debutto della Renault Talisman che sostituirà la Laguna, della Fiat 124 Spider realizzata in collaborazione con la Mazda (nasce sul pianale della MX-5), del SUV ibrido Lexus RX 450h, ma anche dell’inedita Audi Q1, il primo SUV compatto della Casa di Ingolstadt, della Jaguar F-Pace, anche in questo caso si tratta del primo SUV del costruttore britannico.  Di grande interesse anche la Land Rover Evoque Convertibile. Nel mese di febbraio farà la sua comparsa anche la nuova generazione della Kia Sportage, cui farà seguito la nuova Volkswagen Tiguan, che utilizzerà la piattaforma Mqb. Nel corso del 2016 assisteremo anche al debutto del nuovo pick-up Fullback della Fiat Professional, che sfrutta l’esperienza Mitsubishi in questo settore, presentandosi in diverse configurazioni: Simple Cab, Extended Cab, Double Cab Chassis oltre a tre livelli di allestimento.

LA TECNOLOGIA HA ALL’ORIZZONTE IL ROTATIVO

In molti affermano che l’innovazione tecnologica sia presente nelle aziende più giovani. I nuovi studi, su cinquanta industrie ritenute come le più innovative, condotti dal Boston Consulting Group contraddice questa affermazione. Da questa indagine risulta infatti che se l’Apple è da tutti riconosciuta come la società più innovativa del mondo, seguita da Google, i costruttori di automobili con in testa la Tesla Motors diretta dal miliardario Elon Musk occupa la terza posizione, in quanto ha detronizzato nel corso del 2014 la Samsung che ora occupa la quinta posizione in classifica. In questa classifica la Toyota è al sesto posto, la BMW al settimo, la Daimler-Benz al decimo posto, mentre il Gruppo Volkswagen occupa il trentacinquesimo posto. Una cosa è certa: l’industria mondiale dell’automobile è impegnata su tutti i fronti per offrire all’automobilista un prodotto meno inquinante, più sicuro, più amico dell’uomo con il quale condividere momenti di piacevole guida in piena sicurezza. In primo piano la Toyota e il suo brand  Lexus che nel corso del 2016 metteranno in circolazione modelli come la nuova generazione della Prius, per quanto riguarda il brand Toyota, basata su un’inedita architettura e la FCV Plus per Lexus con powertrain elettrico alimentato all’idrogeno. Idrogeno che troviamo anche nella Mirai, un modello già commercializzato non solo in Giappone ma anche nel Nord Europa dove esistono già le colonnine di rifornimento. Il tema più avvincente però è quello del motore rotativo, un’idea geniale di Felix Wankel e che ha equipaggiato, nel secolo scorso, le NSU RO 80 dal 1967 al 1977. Merito della Mazda che ha portato nuovamente alla ribalta il motore rotativo di Wankel presentando una concept che fa presagire la sua messa in produzione: la Rx-Vision; un motore rotativo piccolo il suo, ma al quale è stato posto rimedio ai “difetti” dei quali soffriva il Wankel: consumo eccessivo di olio e di carburante, nonché mancanza di coppia ai bassi regimi. In tempi più immediati sarà però l’accoppiata motore a scoppio e motore elettrico a equipaggiare le nostre automobili, in attesa che i prezzi dell’elettrico puro scendano e le prestazioni salgano per la vettura ideale dell’anno Duemila…(tratto da CortinaAuto)

1 commento
  1. Gian Marco Barzan
    Gian Marco Barzan dice:

    Articolo molto interessante, Direttore. Un solo piccolo appunto: il design dell’attuale Giulietta non è opera di De Silva, bensì di Marco Maccolini (Centro Stile Alfa Romeo) con la supervisione di Lorenzo Ramaciotti. L’ultima Alfa di De Silva, infatti, è la 147 presentata al Salone di Torino nel giugno 2000. Un caro saluto. Gian Marco Barzan

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