obsolescenzaprogrammata

Ma le auto sono esenti dall’obsolescenza programmata?

Si chiama “obsolescenza programmata” e dopo troppi anni finalmente molti Governi stanno correndo ai ripari sulla scia della Francia che ha già una legge al riguardo dal 2015 e una risoluzione del Parlamento Europeo che sprona gli altri paesi a fare altrettanto.
Si tratta di troppi prodotti sul mercato la cui vita si accorcia all’improvviso costringendo il possessore a un nuovo acquisto. Una storia che parte da lontanissimo, già da un secolo fa quando i colossi elettrici del cartello Phoebus si impegnarono a costruire lampadine che non funzionassero per più di mille ore: meno della metà dalla resistenza minima già sperimentata. Poi mezzo secolo fa fu la Dupont a imporre ai suoi chimici di indebolire il nylon delle calze da signora, a beneficio di smagliature e vendite. E’ quindi toccato alle macchine fotocopiatrici, alle lavatrici, ai frigoriferi, all’iPod della Apple che non aveva disponibili le batterie di ricambio obbligando chi già ne aveva uno a ricomperarne uno nuovo.
Storie di cui sì è già parlato tanto e che hanno anche visto diverse azioni collettive dei consumatori contro i fabbricanti. Soltanto delle automobili non si è mai parlato, ma siamo proprio sicuri che il nostro mondo sia esente da comportamenti sospetti?
Su diversi forum americani qualcosa comincia a girare: chi si lamenta che alcune parti durino volutamente poco per alimentare il giro dei ricambi (plastiche, supporti delle levette dei comandi al volante, navigatori satellitari che non si aggiornano…) ma sono ancora congetture di piccolo cabotaggio e che non toccano mai il cosiddetto ferro, cioè la vera sostanza del veicolo.
Ad oggi si dice soltanto che le auto invecchiano troppo in fretta, ma questo perché sulle vetture più nuove arrivano sempre innovazioni importanti sulla sicurezza alla guida, sul confort di bordo, sull’infotainment, non certo perché le vetture diventano fragili o, peggio ancora, inutilizzabili come invece le lavatrici o i cordless da casa. Ma l’obsolescenza programmata sulle auto non c’è perché per principio nessun costruttore lo vuole, oppure soltanto perché potrebbe rivelarsi pericolosa per gli occupanti di un veicolo improvvisamente in panne, e questo sarebbe un rischio che danneggerebbe drammaticamente l’immagine? (quattroruote.it)

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