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(…più di) Sette domande a Giuseppe Mayer, specialista del “digitale”

Giuseppe Mayer attualmente è Chief Digital Officer in una importante agenzia pubblicitaria italiana. Si occupa di “digitale” da più di 20 anni sia in ambito corporate, sia all’interno di contesti più innovativi e di startup.

Nel 2015 ha pubblicato il suo primo libro “Dallo Spot al Post” e nel 2017 è stato coautore del volume “Trasformazione Digitale” per EGEA.

Qualche settimana fa abbiamo intervistato Pepe Moder, altro specialista di “digital”, ecco leggendo Mayer bisognerebbe rileggere Moder, e mettere a confronto le risposte di due super specialisti digitali italiani .

Interessante operazione: http://autologia.net/sette-domande-a-pepe-moder/

1 – Auto e digitale cosa vuoi dire? Se ne parla tanto. Il mondo automotive sembra andare in quella direzione. Ma cosa vuol dire davvero per te? 

Credo che il primo punto da sottolineare è che nei prossimi anni, in qualunque industry ci si trovi a lavorare, le aziende che avranno successo saranno inevitabilmente aziende digitali. Non è questione di capire “se” il digitale impatterà questo o quel settore, ma del “quando” questo avverrà in modo irreversibile.

Nel caso dell’automotive ci sono già diversi segnali che portano a pensare che questa evoluzione sia molto più vicina di quanto ci si potesse aspettare; il digitale sta entrando in tutti gli aspetti chiave del mondo automotive, dalla produzione, alla comunicazione fino alla distribuzione e tutto questo con una sempre maggiore comprensione del dato come area centrale sulla quale impegnarsi per ricavare informazioni e creare nuovo valore sul prodotto e per i clienti.

Il digitale insomma sia avvia a diventare la piattaforma intorno alla quale girerà tutto il processo di ideazione, sviluppo e consumo del prodotto automobile; questa evoluzione porterà a conseguenze che per ora probabilmente non possiamo neanche immaginare. Certo il tema delle connected car è in questo senso molto caldo, ma in termini di visione rappresenta solo la tecnologia abilitante, le reali opportunità potremo conoscerle solo continuando a sperimentare e verificando, di volta in volta, le reazioni del mercato alle innovazioni di prodotto.

2 – Auto senza pilota … ci credi davvero ? Di questo passo rischieremo una F1 senza conducente ? 

Auto senza pilota, anche in contesti di gara, secondo me rappresentano un futuro neanche troppo lontano; tutto il mondo degli eSport è lì a raccontare come esista concretamente un mercato di “intrattenimento” che ha caratteristiche del tutto diverse da quanto siamo abituati a concepire.  Ovviamente nel caso della F1 il discorso è un po’ più complesso; qui il ruolo dei “personaggi”, dei piloti, è stato per molto tempo centrale nello sviluppo di tutto il circus e nel fare di queste gare delle vere sfide da gladiatori.
Credo insomma che ci sia spazio per entrambi i modelli di spettacolo, con e senza conducente, perchè rispondono a bisogni e a modelli di storytelling diversi; di sicuro la tecnologia e il digitale, in entrambi i casi, possono avere un ruolo centrale nello sviluppo dell’offerta.

3 – Ti piacerebbe essere trasportato da un’auto senza conducente, e  sedere  sul sedile del passeggero ? Oppure da un caro vecchio taxista?

Perché no! Per ragioni di famiglia e lavoro mi trovo spesso a fare lunghi viaggi e l’idea di poter avere una sorta di autista personale che mi consente durante questi spostamenti di fare qualcosa di più “produttivo” rispetto al semplice stare seduto e girare un volante è per me molto appetibile. Immagino che anche tra 10 o 20 anni ci saranno comunque persone che preferiranno il gusto della guida, del cambio manuale o del motore a scoppio, ma nel mio caso devo ammettere che poter contare sul silenzio di un’auto elettrica e sulla guida autonoma per concentrami durante i viaggi su cose più interessanti mi pare una prospettiva davvero allettante.

4 – Che sarebbe il mondo automotive  senza app ? Car sharing, uber, sistemi di sicurezza, suoni ed alert che scattano, cruscotti come alberi di natale,  tante altre intrusioni che chiamano innovazioni    

Il paradigma delle app è esattamente questo: un paradigma. Non è detto che già nei prossimi mesi non si sostituisca a questo modello quello delle interazioni vocali, più semplici e immediate rispetto all’app (senza contare che con la voce non devi togliere le mani dal volante). Credo insomma che ci troveremo molto presto a interagire con la nostra auto come faceva Michael Knight con la sua KIT nella serie TV anni ’80 SuperCar

5 – Meglio una consumer journey o una semplice journey ? 

Meglio studiare come si muove il nuovo cliente connesso; è fondamentale capire la complessità di questi percorsi per non ritrovarsi a semplificare in un verso (tutto digitale) o nell’altro (solo tradizionale). I nostri clienti sono per molti versi molto più avanti delle aziende che cercano di convincerli all’acquisto. Vivono al tempo stesso on e offline passando da un canale all’altro senza soluzione di continuità con aspettative di servizio sempre più alte.

Ecco che diventa allora fondamentale non solo disegnare i journey, ma soprattutto intercettare i momenti in questi percorsi che possono diventare veri e propri WOW moments nei quali impegnarsi per garantire ai nostri consumatori esperienze memorabili in grado di incidere nell’acquisto.

6 – Quanto pesa il digitale nell’acquisto di un’auto. 

Credo, in Italia, molto meno di quanto gli operatori digitali vogliono farci credere, ma molto di più di quanto i produttori sono disposti ad accettare; per decenni le dinamiche relazionali, il modello del concessionario, gli spot TV hanno dato vita ad un sistema di valori che era altamente prevedibile nei suoi risultati. Il digitale, anche in questo caso, ha scombinato i piani rendendo molto più frammentato il processo di acquisto e con continui passi avanti e indietro. Ma ancora, come è ovvio, ci sono strumenti ben più capaci del digitale nel creare un grande impatto in poco tempo.

7- La tua prima auto, un ricordo 

Una meravigliosa Panda bianca che usavo per raggiungere la mia fidanzatina dell’epoca che viveva fuori città. Ricordo anche rumori di ogni tipo provenire dall’impianto sterzante e dal motore, ma questa è un’altra storia.

8 – Guarda nella sfera di cristallo e immagina la mobilita di domani … mattina

Immagino una mobilità “personale” non nel senso di dedicata al singolo individuo, ma centrata su bisogni e necessità delle persone; un sistema capace di integrare trasporto pubblico e privato senza far percepire nessuno stacco e garantendo costantemente la minore spesa possibile in termini di costi e di tempo. Un sistema simile dovrà necessariamente contenere elementi (strade, automobili, passaggi) che siano costantemente connessi ed aggiornati tra di loro per garantire efficienza ed efficacia.

9 – Digitale dalla parte del guidatore e digitale dalla parte dei costruttori di auto, quali osservazioni, quali riflessioni ?

Il digitale non sta dalla parte di nessuno; neanche di se stesso 🙂 E’ un set di tecnologie che abilitano soluzioni in ambito produttivo, di comunicazione e distributivo. Punto. Quanto più le aziende sapranno integrarlo per offrire valore concreto ai loro clienti tanto più i clienti preferiranno queste aziende ai competitor. 

10 – Ma tutto ‘sto digitale non toglie il sapore dell’ imprevisto e la libertà al viaggio ? L’app meteo, app traffico, code e neve domate dalla tecnologia …essere sempre connessi al punto di guardare più lo schermo del navigatore della strada e dei paesaggi… ma viaggiare è ancora libertà o solo libertà vigilata ? 

Credo anche in questo caso tutto dipenda da come uno intende il viaggio; il piacere della guida, come ho detto, non credo che possa essere sostituito da tecnologie abilitanti come quelle citate dalla domanda. E tuttavia c’è una buona fetta di mercato che di fronte alla possibilità di “spendere” il tempo in modo più produttivo preferisce al viaggio alla guida il viaggio “guidato”. Non credo vada visto questo come una limitazione, ma semmai come un’opzione in più a disposizione di chi sarà di volta in volta alla guida, seppur virtuale, del mezzo.

11- La tua prossima auto come sarà alimentata ? Benzina, diesel, elettrico, ibrido ? 

Mi piacerebbe molto poter avere un’auto elettrica e connessa, ma temo sia difficile che la prossima macchina sia qualcosa di simile; per il momento quindi mi accontento di un auto elettrica che mi imponga, per i suoi stessi limiti, un suo uso più consapevole e limitato.

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