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Sette domande a Carola Barbero

Carola Barbero insegna filosofia del linguaggio all’Università’ di Torino. E’ scrittrice e autrice di saggi filosofici . In libreria “Attesa” (Mursia editore) e “ l’Arte di nuotare ” (Melangolo editore)

1 – Alla parola automobile, cosa viene in mente ad una filosofa del linguaggio ?
Veicolo dotato di ruote e motore che può spostarsi e trasportare passeggeri.


2 – La sua prima auto. Un ricordo, un aneddoto
Una Y10 viola. Era bellissima. La usai per la prima volta per uscire con un’amica. Poi al ritorno, durante le manovre di parcheggio, ruppi un fanale posteriore e mio padre commentò l’accaduto dicendo “…li fanno così delicati i fanali”. Lo trovai un commento confortante.

3 – Recentemente ha scritto un libro: “Attesa “.  Ecco,  c’è l’attesa di un auto in particolare, nella sua memoria ?
Non di una in particolare, ma di tutte le auto sulle quali c’è qualcuno che sto aspettando.

4 – Un viaggio in auto che non dimentica,  e che rifarebbe .
Una tirata tutta d’un fiato Torino-Parigi per andare a vedere Sylvie Guillem che ballava ne “il lago dei cigni” all’Opèra.

5 – Inviterebbe mai un pilota a cena ?  Di ieri o di oggi ?
Magari sì. Inviterei Niki Lauda per chiedergli che cosa significa (come disse dopo il grave incidente che lo sfigurò) che le automobili si guidano soprattutto “con il sedere”. E anche per farmi autografare la copia di Topolino che conservo ancora e che leggevo da bambina, che si intitola “Zio Paperone e l’avventura in Formula 1” in cui Lauda viene chiamato “Niki Bagnacauda” (il solo nome, quando ero piccola, mi faceva ridere in maniera incontrollata, sarà per l’abbinamento austriaco-piemontese?).

6 – C’è un auto dei suoi sogni ? O se preferisce  sogna mai automobili ? 
C’è la mia auto del cuore ed è un Maggiolone Volkswagen. Sogno automobili nei periodi difficili e sono sempre automobili che mi portano lontano: hanno il tettuccio apribile per le giornate di sole e il tetto chiuso per quando piove e fa freddo.

7 – Meglio il rumore di un’auto, o il silenzio di un’auto magari elettrica ? 
Decisamente meglio il rumore delle auto, le senti arrivare, ti prepari. Le auto elettriche sono troppo silenziose e sembrano sempre arrivare all’improvviso. Preferisco essere preparata all’arrivo delle cose.

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