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Sette domande a Paolo Buffardi

Paolo Buffardi,  ingegnere, torinese, una vita in Lancia (dal 1977) , con incursioni varie nel variegato mondo Fiat , non ancora FCA .

Appassionato driver di auto storiche, logicamente Lancia, come un’ HF del 1970.
Competente, serio, una voce esperta nel mondo dell’auto, qualche tempo fa ha presenziato al museo dell’automobile per la serata lancia, tra gli ospiti speaker della serata dedicata ai 40 anni di Delta. Serata di cui si può leggere l’interessante cronaca di Piero Bianco su queste pagine digitali . 

http://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/

1- La tua prima auto 

La mia prima auto fu una FIAT 500 che acquistai nel 1969, appena patentato. Era rigorosamente blu, come si usava presso i giovani all’epoca. Era usata, perché i soldi erano pochi. Con essa però feci un bellissimo viaggio di vacanza, il primo con la mia fidanzata che poi divenne mia moglie. Partimmo da Torino e toccammo la Costiera Amalfitana, poi la Calabria compresa Sila e costa Ionica, poi risalimmo fino a Venezia, e ancora facemmo un giro sulle Dolomiti, e lasciata lì la mia fidanzata presso i suoi genitori, rientrai felicemente a Torino.  A quei tempi non sentivi la necessità del condizionatore, del navigatore, dei vetri elettrici e di tutte quelle dotazioni che oggi riteniamo indispensabili.

2 – L’auto che ricordi più volentieri, di quelle che hai sviluppato

Fra le auto che ho sviluppato quella che ricordo più volentieri è la FULVIETTA, il concept che presentammo al Salone di Francoforte nel 2003. Riscosse un successo assolutamente eccezionale, ma purtroppo le pessime condizioni economico finanziarie della Fiat in quegli anni, impedirono che questo bel progetto trovasse una realizzazione produttiva. http://autologia.net/lancia-fulvia-il-sogno-ritrovato/

3 – Un aneddoto che vuoi ricordare, quando sviluppavi un prototipo o un accaduto di fabbrica.

Di aneddoti ne avrei molti, e alcuni anche riferiti proprio alla Fulvietta. Potrei proprio ricordare come nacque. Il mio capo dell’epoca, dopo una visita presso il carrozziere Zagato, mi chiese di esaminare la possibilità di realizzare una nuova vettura simile alla famosa Flaminia Zagato, presentata nel 1958.

Dopo una valutazione con i tecnici capimmo subito che non era possibile per svariati motivi. Non volevo però frustrare gli entusiasmi del mio capo con una risposta negativa, che poteva anche apparire come una mia cattiva volontà.

Con un collega della Progettazione ed uno dello Stile, scoprimmo però che era possibile rifare una Lancia Fulvia Coupè moderna basata sul telaio della Fiat Barchetta e …ecco nascere la Fulvietta Concept

Oggi ne parlo sempre quando tengo i miei corsi di Sviluppo Prodotto agli studenti dell’Università o in FCA

4 – Un viaggio  che rifaresti, con chi 

Un viaggio che rifarei immediatamente, se solo fosse possibile, è quello che feci nel 2008 in Libia. Fu un viaggio fantastico in cui, dopo aver visitato Tripoli ed il magnifico sito archeologico di Leptis Magna, ci spostammo a Sebha e di lì partimmo con i fuoristrada per il deserto del Sahara, dove facemmo un ampio giro che ci consentì di vedere vari tipi di deserto e numerosi siti di antichissimi graffiti preistorici. Purtroppo ora sono luoghi molto pericolosi.

5 – Un pilota di ieri o di oggi che vorresti invitare a cena

Mi piacerebbe avere ospite a cena Jim Clark. Per me era un mito ai tempi in cui ero ragazzino e giocavo con la pista elettrica Scalectrix

6 – Trazione anteriore o posteriore ?

Trazione anteriore…. senza dubbio! Infatti corro con una Lancia Fulvia HF 1600, a trazione anteriore

7 – Dicci qualcosa dell’ elettrico – cosa ne pensi davvero?  In questo mare di parole sull’elettrico …

Dell’elettrico so qualche cosa, non molto, ma vorrei dire pochissimo: sarà molto probabilmente il futuro dell’auto, ma di auto che per me saranno solo mezzi di trasporto…a me piacciono quelle che hanno un bel motore a 6 o 8 o 12 cilindri e fanno un bel rumore, anzi un bel rumoraccio, un bel rombo. Per me le vere automobili sono quelle degli anni dal ’50 all’ 80 del secolo scorso.

Quelle che erano tutte diverse da una Marca all’altra, quelle che avevano personalità, che avevano soluzioni meccaniche e stilistiche proprie per ciascuna marca. Oggi sono tutte molto simili per non dire uguali, non oso pensare quando saranno elettriche !

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