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Un “Automobilista” nel mondo delle due ruote

In Italia siamo pochi. Sto parlando di noi giornalisti che seguono sia il mondo dell’auto sia quello delle moto e degli scooter. Non è un vanto, forse – vista la quantità di prodotti sul mercato – non riusciamo ad essere sempre “sul pezzo” in questi due settori e ci perdiamo qualche cosa. Però abbiamo un pregio: sappiamo fare un paragoni su questi due emisferi così diversi. Altro vantaggio: con l’aumentare del numero delle persone che utilizzano gli scooter possiamo contare su un numero di utilizzatori crescente di moto e auto. In alcune città italiane, Roma e Milano in particolare, avere uno scooter o una moto semplifica molto la vita. Le case motociclistiche lo sanno e in questi anni hanno consolidato la loro posizione sul mercato, offrendo prodotti sempre più pratici. Andare all’EICMA, il salone internazionale del ciclo e del motociclo, con questa mentalità “ibrida” permette quindi di fare un bel paragone tra le dinamiche che interessano l’evoluzione delle automobili e delle moto.

Mettiamo subito le cose in chiaro: tra i produttori di moto non c’è tutta questa voglia di elettricità. Emergono in poche: tra le italiane ricordiamo la piemontese Tacita e l’emiliana Energica. Tra gli scooter invece gli elettroni circolano con facilità. C’è quindi un’inalterata richiesta di prestazioni legate ancora saldamente al tradizionale motore termico. Espressione massima di questa tendenza è la regina del salone: la Ducati Panigale V4. La Casa di Bologna ha sicuramente centrato l’obiettivo, giungendo a realizzare – a mio parere – la moto che in assoluto è più vicina al mondo della moto GP (1.103 cm3  e 214 CV). E qui il motociclista ironizza con l’automobilista: quale vettura può garantire le prestazioni di questa moto (che costa decisamente meno di una top car e occupa meno spazio). E questo è un punto non secondario.

Proseguendo nella visita si arriva ad un’altra considerazione: chi ha i grandi “classici” (come la BMW, con il GS) vive praticamente di rendita. La Yamaha stupisce con la prima moto a tre ruote del mondo, presentata da Valentino Rossi. E’ la Niken, equipaggiata con un propulsore a tre cilindri di 847 cm3. Un bestione che però lascia più perplessi che stupiti, soprattutto pensando alla sua complessità tecnica (e alle spese di manutenzione: ha ben 4 forcelle). Meglio puntare alla quadricilindrica di Borgo Panigale.

Interessante la proposta di attirare nuovi motociclisti proponendo la cilindrata di 300 cm3, strategia applicata da molte Case. Una sorta di downsizing, in realtà quasi sempre esistito nei mercati asiatici.

Ma è nel settore degli scooter che il mondo delle due ruote si fa elettrizzare come quello delle auto. La presentazione della Vespa elettrica ha aperto un varco non indifferente: il fatto che Piaggio si sia mossa (sebbene con una proposta un po’ timida che sotto certi aspetti lascia perplessi). Centrato l’obiettivo dal punto di vista mediatico rimangono i punti interrogativi: perché non farla più veloce (la velocità max è di 50 km/h)? Che senso ha non dotarla di una batteria estraibile, in modo che la stessa possa essere ricaricata a casa o in ufficio? Ma la domandona è: come mai Piaggio non ha ancora presentato un quadriciclo elettrico (come il Renault Twizy)?

Andando a spasso per gli stand si apprezza il coraggio di un’azienda italiana, la vicentina Askoll, capace di produrre uno scooter in grado di raggiungere i 70 km/h (con autonomia superiore ai 90 km) e dotato di batteria estraibile. Inevitabile la domanda da “automobilista”: avete pensato ad una vettura  elettrica? La risposta è sì: hanno fatto i prototipi ma stanno cercando investitori in grado di finanziare la produzione. E i cinesi hanno bussato più volte alla porta: possono mettere il denaro, ma vogliono comprare tutta l’azienda. La sensazione è che – anche nel settore scooter e mobilità – leggera il settore produttivo italiano stia perdendo dei bei treni. Ultima nota: in Cina, nella grandi città, ci sono tantissimi scooter elettrici.

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