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Un impianto sportivo polivalente sulle ceneri del crossodromo

Sta per essere ultimato lo studio di fattibilità sull’utilizzo dell’ex area in cui sorgeva la pista internazionale di motocross di Valmanera alle porte di Asti. Il progetto prevede un circuito riservato alle corse con le e-bike, il tennis, il paddle ed una pista riservata agli allenamenti per i cavalli che corrono al Palio di Asti.

A contare i tanti appassionati che ancora oggi scrivono sulla pagina web del “Valmanera Circuit” c’è da rimanere sbalorditi. A bocca aperta! Certo, perché la pista di motocross ”più bella del mondo” come amava definirla Dario Crosetti, scomparso lo scorso dicembre e proprietario del terreno dove sorgeva l’impianto sportivo, è ormai chiusa da ben nove anni. Ma le cose belle sono intramontabili. La passione per lo sport, l‘amore per l’ospitalità, ancora oggi sono ricordati con affetto. E in tanti, a distanza di anni, continuano ad informarsi sulla sua eventuale riapertura.

Un amore che è sempre rimasto nella mente e soprattutto nel cuore degli appassionati. “Guys but it’s a great place” è il commento di un amante dello sport motocrossistico che arriva da più lontano: dalla Nuova Zelanda. Ma pensare che nell’anfiteatro naturale di Valmanera, sui quasi duemila metri di pista e su un’estensione più o meno di ottantasettemila metri quadrati, le due ruote tassellate ritornino a calpestare il terreno argilloso e sabbioso di quella valle, è tempo perso.

Una pista nata all’inizio degli anni settanta e che aveva ereditato la storia da un manipolo di appassionati che avevano trasferito la loro passione prima a Bricco Giberto, sempre sulle rotonde colline appena fuori dalla città, e poi nella vallata che unisce i boschi di Valmanera con quelli di Callianetto, due frazioni del comune monferrino. Era il periodo che in Italia gli appassionati si identificavano nelle gesta spericolate dei campioni Emilio Ostorero, e Giuseppe Cavallero due pionieri della specialità.

Le moto di quel tempo erano le Husqvarna, CZ, Bultaco, Ossa, Maico. Le piste di riferimento in Piemonte erano Lombardore, Maggiora, l’America dei Boschi tra i saliscendi di Bra e Pocapaglia. Tempi eroici. E poco per volta con la passione e la volontà dei valmaneresi e della locale Pro Loco, dalle manifestazioni regionali, a quelle interregionali, nazionali, continentali la scalata alla vetta del mondo: venticinque anni fa, il 31 marzo del 1996, la prima gara valida per il Mondiale.

Una gara ancora oggi ricordata negli annali e conservata nelle teche degli archivi televisivi, grazie ad una memorabile diretta RAI di 35 minuti ad opera del telecronista Cesare Castellotti. La conferma con altre gare importanti. Come la Coupe de l’Avenir, il mondiale del ’98 quella dell’entusiasmante duello tra due grandi protagonisti: il belga Stefan Everts su Honda e il francese Sebastien Tortelli su Kawasaki. Una corsa ricca di sorpassi adrenalinici che tennero con il fiato sospeso gli oltre cinquemila appassionati paganti accorsi da ogni dove per assistere a questo appuntamento iridato.

Un trionfo! E ancora il mondiale riservato ai ragazzi e nel 2004  il mondiale Mx3 e sidecarcross. Poi lo stop e oramai dal 2012 il Crossodromo di Valmanera è chiuso per ragioni legate alla tutela ambientale dell’area.

E oggi, il padre-padrone del Moto Cross Club Asti Giampiero Crossetti – Gippy per tutti anche per il presidente della Federmoto nazionale – ha smesso i panni del Don Chisciotte delle due ruote, una volta compreso che il capitolo è chiuso, apre una nuova pagina. Onnipresente nel suo ristorante ipogeo “Dietro l’angolo” nel centro di Asti, Crosetti parla sempre volentieri della sua creatura anche se ci tiene e non poco, a mettere dei paletti: “Lasciamo perdere il motocross – è il suo esordio – e vediamo di fare qualcosa di utile per lo sport, la città ed il turismo”. Ragazzi fermate le rotative c’è la notizia: “Con un gruppo di professionisti – snocciola, regalando ossigeno alle sue tonsille Gippy – abbiamo avviato uno studio per progettare un impianto sportivo polivalente”.

E quindi? “Una parte del circuito – inizia la confessione – senza troppe modifiche verrebbe utilizzata per gare con le e-bike.  Nell’area che una volta era riservata al paddock si ricaverebbero alcuni campi da tennis e paddle“. Una svolta epocale quindi, ma le sorprese non sono finite: “Nella parte in piano, a ridosso del bosco – si prende una pausa prima di continuare, cecando lo sguardo di suo fratello Marco che sorride e annuisce – si costruirebbe una pista triangolare che rispetterebbe l’angolazione delle tre curve e le distanze dei rettilinei di Piazza Alfieri teatro ogni anno dello storico Palio. Una corsa dalla lunga tradizione che parte dal 1275 ed unica nel suo genere perché la pista è disegnata dagli angoli della piazza che sorge nel centro della città, un triangolo appunto. Quindi questo nuovo tracciato sarebbe ideale per gli allenamenti dei cavalli che a settembre partecipano alla Corsa del Palio”.

E senza far rumore, piano, piano a Valmanera ritorna l’attività agonistica. O no?

Nella foto : la partenza di una gara al crossodromo internazionale di Valmanera agli inizi degli anni 2000.

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