L’esilio dorato di Automotoretrò

Fra le tante cose del mondo automobilistico che Torino ha perso in questi anni c’è anche una dei saloni per auto d’epoca più quotati e popolari, Automotoretrò, che lo scorso anno è stato costretto in tutta fretta a trovare una nuova sede, dopo che il raddoppio del canone richiesto per gli spazi espositivi torinesi aveva imposto o il trasferimento o la chiusura definitiva della rassegna.

L’alternativa trovata si è però dimostrata forse addirittura più valida rispetto alla tradizionale programmazione torinese: il matrimonio con Mercanteinfiera, che tutti gli anni a Parma raccoglie decine di migliaia di appassionati dell’antiquariato e del modernariato, ha infatti permesso di allargare la fascia di pubblico e di avvicinare alle auto d’epoca anche i meno esperti e non addetti ai lavori.

Lo spettacolo offerto nel padiglione riservato ad Automotoretrò è stato poi di quelli che non possono conquistare, con molte delle Lancia stradali e da corsa del passato esposte assieme ad alcune delle più belle Maserati di ieri e di oggi e a un’ampia rassegna di modelli americani di varie epoche, ma in particolare degli anni Quaranta.

Le auto da collezione poste in vendita dai privati e dai rivenditori hanno completato come sempre lo spettacolo, ma, rispetto ad altri saloni di auto d’epoca, in gran parte si è trattato di modelli più “umani”, alla portata di tutti o quasi, capaci quindi di far sognare ma, volendo, anche di soddisfare qualche desiderio recondito.

Il prossimo anno Automotoretrò tornerà a Parma, probabilmente sempre in occasione di Mercanteinfiera, e sarebbe un peccato se non continuasse il connubio con gli altri gioielli del passato in questo “esilio dorato”.

 

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