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Cosa mi sono portato da Ginevra

Il Salone dell’automobile di Ginevra è importante perché si vedono tante nuove automobili, ma anche perché si incontrano quelli che le pensano, quelli che le realizzano e quelli che le vendono ed anche quelli che comandano tutto questo esercito. In 48h si incontrano almeno cento persone affrontando diversi temi. Molti sono generali dell’industria dell’auto, altri tenenti, altri soldati semplici e ascoltandoli tutti si scoprono i loro pensieri e su cosa si stanno impegnando.

Emerge chiaramente parlando con i generali la preoccupazione di comunicare le azioni alle truppe, perché oggi le aziende sono grandi e iper strutturate e i comandi quando arrivano a chi li deve eseguire il più delle volte non vengono eseguiti alla lettera, anche perché nei soldati c’è molta frustrazione. Si sa che si deve risolvere questo problema ma non come. Le aziende cinesi sono agevolate da truppe più motivate rispetto a quelle occidentali e si muovono con maggior rapidità, ma il problema principe è la mole di lavoro e regole che la nostra generazione deve seguire, che non ha mai avuto uguali e che comporta strutture faraoniche, ma anche letargiche dove basta un ingranaggio avariato per creare disastri. Molti generali si vedono sempre più in grattacieli di cristallo, bellissimi, ma dove basta un sassolino di un monello a far crollare tutto. Il caso VW sui Diesel è emblematico.

Molti sono convinti che le automobili elettriche conquisteranno nel medio breve periodo una penetrazione superiore al 10% perché soprattutto in Cina ogni Casa dovrà immatricolare un po’ di vetture elettriche per evitare sanzioni pecuniarie, ma anche perché in molte città anche europee ci potrebbero essere sempre più restrizioni nelle aree del centro per i veicoli a combustione. Non lo dicono, ma traspare nei ragionamenti quando si approfondisce che non sarà la tecnologia a imporre il sistema di alimentazione più efficiente e pulito, ma la politica che non ha conoscenza approfondita. E questo lascia perplessi. Il tema last miles è molto ma molto sentito e ci sono grandi team impegnati su questo argomento in tutti i centri di ricerca. Nei prossimi 30 giorni ci sarà il salone di Seul, quello di NY e quello cinese dove si vedranno diverse proposte su questo tema.

Chi nella ricerca della perfezione è da sempre impegnato, in particolar modo Audi, è conscio che la facilità d’uso è sempre più apprezzata e richiesta, così opera in questa direzione. Tutte le nuove generazione Audi introdurranno soluzioni per semplificare il rapporto uomo/macchina a partire dalla prossima generazione dell’A8 che presto si vedrà. La tendenza è di togliere pulsanti e mettere tutto touch. Molti costruttori però stanno pensando anche di usare più schermi diversi così da dare a ognuno un suo ruolo, ma ci sono anche pochissimi che vogliono reintrodurre un po’ di pulsanti, perché ritenuti più pratici e meno pericolosi dei touch, che richiedono di spostare la vista dalla strada al display per mirare con il dito la funzione che si vuole dare. Per capirci, pensate a quando si utilizzavano i vecchi telefoni portatili che non erano touch: senza guardarli si componeva il numero, oggi con gli smarthphone è impossibile farlo e questo è l’esempio su cui si è discusso e sul quale tanti hanno convenuto che la tecnologia touch non è stata un grande passo in avanti per l’auto alla voce “sicurezza” e anche per questo c’è l’esigenza della semplificazione.

Tanto ha fatto parlare l’affaire Gruppo PSA – Opel anche perché l’importante centro GM in Italia sulla ricerca dei motori di Torino non è stato inserito nel pacchetto e tra l’altro ha cambiato la missione aggiungendo quella di centro ricerche sulla mobilità che apre nuove prospettive. Tavares, il numero 1 del gruppo Peugeot e Citroen, è molto stimato, ma la riduzione delle piattaforme e i tagli fatti, gli hanno legato le mani sui prodotti e adesso con Opel si potrebbe trovare un po’ nell’angolo quindi c’è tantissima curiosità sulle sue prossime mosse.

Il mercato nel settore del lusso e delle supercar va fortissimo. Mercedes a riguardo ha mostrato ancora una volta di dare a AMG un ruolo decisamente più importante e non a caso ha presentato una concept che potrebbe presto andare in produzione per dare un’alternativa a chi compra oggi Porsche Panamera. Panamera che nel frattempo si è sdoppiata perché si offre con una carrozzeria più pratica, station wagon, a dimostrazione proprio che sull’estremo lusso tanti si possono permettere di più di quello che una volta si poteva pensare. Insomma comandano mercati come gli USA, la Cina… mercati dove i portafogli sono iper gonfi molto di più di quelli di chi vive in Europa. L’esempio della replica Aston Martin DB5 ha molto fatto parlare perché pagare 500 mila euro per una Jaguar XK travestita è sembrato eccessivo e un no sense. Si ricorda che questa vettura ha base Jaguar XKR e forme della carrozzeria simili alle vecchie Aston di James Bond con panchetta che si apre posteriormente per fare un pic nic o appoggiarsi quando si deve pescare o guardare il mare. Bella bellissima, il tema è interessante perché con quella cifra si compra una DB original e non una copia seppur ben fatta o delle grandi auto con meccaniche ben più sofisticate come Porsche, Ferrari, Lamborghini….ma chi ha tanti soldi si può prendere tutto e per questo vale la pena di farla esistere.
E Marchionne ? Beh, Marchionne bisogna leggerlo sempre “fra le righe” Quando risponde alle domande dei giornalisti il più delle volte sta mandando messaggi a qualcun’altro. A chi ? Beh, chi sa, sa…
http://autologia.net/nel-marchionne-pensiero-ginevrino-la-panda-emigra-vw-non-lontana-lancia-esiste/

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