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AUTODAFÉ del 17 Aprile 2015

Pierluigi Bonora, responsabile della pagina motori del Giornale lamenta da tempo una scarsa partecipazione al dibattito dei colleghi nelle conferenze stampa. Si apre così una discussione con alcuni su quanto sia opportuno fare le domande alla fine delle conferenze stampa. Alcuni sostengono la non opportunità di condivisione delle risposte. Altri affermano che farle è solo un voler mettersi in mostra. Diversi fanno spallucce e non entrano nel merito. Non pochi non capiscono proprio il tema, soprattutto i novelli che vivono come fossero in una dimensione parallela. I più anziani ricordano il pippone infinito di Claudio Nobis quando comandava le pagine auto di Repubblica che poi inevitabilmente lo portava al tavolo numero 1 (quello occupato dai boss dalla casa ospitante) se alla conferenza stampa seguiva una cena. Molti ricordano la domanda noiosa dei numeri di Tommaso Tommasi che interessava solo lui e la sua rivista per concessionari e uomini marketing, ma che tanti copiavano sui loro taccuini soprattutto nelle presentazioni della Opel perché tanto piacevano queste domandone anche all’allora direttore delle relazioni esterne Luca Apollonj Ghetti. Tantissimi ricordano ancora la solita domanda tecnica di Bruno De Prato. A volte strampalata, a volte interessante, ma sempre non molto compresa anche da chi avrebbe poi dovuto rispondere. I più perfidi criticano il vocione di Bonora e la sua mania di far domande esclusive da scoop. Domanda si domanda no, i giornalisti dell’auto sono comunque concordi nel registrare che in generale alle domande si ottengono poche vere risposte. E anche su questo tema ci sono due scuole di pensiero: la prima che accusa gli uffici stampa di scarsa professionalità, la seconda che punta il dito contro il marketing. Alla fine sembra di essere tornati ai tempi dove il contradittorio pubblico non era ben accetto dai PR e per questo le domande non si fanno. Un bravo vecchio PR ci ha confessato che spesso chiede a qualche giornalista più “amico” di fare la prima domanda concordata (e magari anche la seconda e la terza) un po’ per rompere il ghiaccio, un po’ per affrontare argomenti poco imbarazzanti.

Questa settimana il design e il mobile l’hanno fatta da padrone. Gli eventi si sono sprecati e tutti hanno corso come formiche impazzite. Siamo passati in via Tortona e abbiamo visto gli spazi di Peugeot, Lexus e Hyundai. I francesi con un camioncino a distribuire cibo, i giapponesi a dare pastiglie per far sentire l’effetto pioggia (sono fuori di testa !), i coreani a scuotere fili che per fortuna muovevano l’aria perché non appena ci si accostava a un coreano l’aglio che si sentiva ti stordiva. Ci siamo spostati in altre zone di Milano a vedere lo spazio Jaguar, quello Ford… e abbiamo sentito tanti colleghi giornalisti lamentarsi perché non sapevano cosa scrivere. Aria fritta. Per poi subito rientrare nei ranghi affermando quasi a giustificarsi che erano presenti perché li ha mandati il “capo pagina” o i PR delle varie case dicendo: “…per favore, sai, un atto di presenza è proprio ben accetto”. Ma una volta non si andava dove c’era la notizia?

Domenica 5 aprile sprofondati sulla poltrona guardiamo il TG2 motori che inizia con un servizio sull’Audi alla scoperta “delle tecnologie che dalle corse sono state trasferite alle vetture di serie”, (sai che novità…). Segue un servizio sulla BMW X6 M. Quindi un altro sulla Jaguar XF 5 litri. Chiude con uno “specialino sulla Lamborghini Huracan”. Finita questa carellata di super car guardo dalla finestra e il traffico non è quello di Dubai dove le auto di lusso abbondano (!).  Si riflette anche su quanto ascoltato. Hanno detto che l’Audi A3 etron ha un motore a benzina e uno elettrico che permettono di percorrere con un litro e mezzo 100 chilometri, ma si sono dimenticati di sottolineare che è una ibrida plug in; la Jaguar F Type R è già in vendita da tempo, la novità è la trazione integrale… ma poche info su questo aspetto; sulla Lamborghini nata per correre ci si dimenticano la vera notizia: la vettura da pista non ha la trazione integrale come quella stradale.

Sergio Marchionne è come Nettuno. La sua forza è muovere così tanto le acque da riuscire a far emergere le criticità per poi spazzarle via al fine di generare una nuova era. Questo suo comportamento all’inizio sconcertava, oggi non più e i suoi detrattori si sono sciolti come ghiaccioli ai tropici. Mentre rimangono riserve su alcuni di quelli che lo circondano. Criticarlo oggi non ha più senso. Non solo perché ha assunto 1500 persone a Melfi e annunciato che i dipendenti parteciperanno con premi in denaro ai successi del gruppo. Ha portato, inoltre, la Maserati in alto, cosa che non era riuscita a nessuno prima di lui. Ricordiamo Citroen negli anni settanta, De Tomaso negli anni ottanta, Luca Cordero di Montezemolo nei primi anni 2000. Sergio Marchionne ha fatto centro con il Tridente arrivando pure a spostare la produzione e inventandosi due berline che strapiacciono in tutto il mondo, andando addirittura contro i veri mostri sacri: Audi, BMW e Mercedes. Non pago, ora scende anche nell’arena dei SUV di lusso sempre con il marchio del Tridente. L’accostamento a Nettuno è quindi calzante. A breve, manca oramai poco, si vedrà cosa combinerà con Alfa Romeo, dove i numeri sono più impegnativi. Poi c’è il capitolo degli accordi e da un agitatore di uomini come lui è lecito attendersi grandi sorprese.

4 commenti
  1. Mister X
    Mister X dice:

    allora ci dobbiamo aspettare delle storie piccanri che magari non troviamo sui giornali?
    speriamo

  2. Pier Francesco Caliari
    Pier Francesco Caliari dice:

    un benvenuto ad Angel Caido ! e per farlo sentire a suo agio farò qualche commento al suo pezzo.
    sono d’accordo con Pigi anche se talvolta i temi presentati in conferenza stampa spessissimo sono di una banalità invereconda e neanche degni della domanda di cortesia chiesta al giornalista amico! tra l’altro pratica direi postulatoria di ogni cs che si rispetti… ora sappiamo bene che oggi gli uffici stampa non hanno nessun potere (una volta era molto diverso) e non hanno più l’autonomia per decidere azioni di supporto al prodotto oltre alla conf. stampa che di solito serve per dare fiato e qualche foto ad AD e Dir MKTG i veri propietari della borsa !!!

    salone del mobile e fuori salone
    che dire se non : attenzione sono due cose diverse! non mischiamo l’acqua santa con la minerale. il salone del mobile è il più grande evento fieristico in Italia e riservato al B2B internazionale. il fuori salone è una bellissima kermesse dove cani, porci, nani, ballerine e chi più ne ha più ne metta ma sempre un gran polmone per l’economia milanese.
    certo è che le case automobilistiche oggi cercano arrampicandosi sugli specchi vetrine che vadano al di la del salone automobilistico…. ma qui tralascio avendone già parlato e fatto incazzare qualcuno…. ma va bene così!

    tg2 motori
    beh la prossima volta spero che parlino dello Shuttle e della BC della emirates.. intanto il pres è Luca Luca.

    infine il buon marpionne
    mi limito solo a dire che la Cubang (suv Maserati) era presente da Giugiaro già nel 2003 e anche molto prima. kubang ha passato molto marchi sul cofano anche dell’alfa… speriamo che ora si innamori di uno e lo sposi con amore. è bella e merita un palcoscenico. ma vetture che abbiano la firma di sm?

    baci e abbracci

  3. Autologia
    Autologia dice:

    Inizia oggi una nuova serie di appuntamenti con Angel Caído, un addetto ai lavori del mondo automotive. Attraverso i suoi interventi “trasparenti” ci farà vivere dall’interno, l’affascinante mondo del giornalismo automobilistico con tutti i suoi protagonisti, le sue storie appassionanti e le sue contradizioni.

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