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Basta un tweet

Come trasformare in un momento divertente una conferenza stampa noiosa e un po’ ingessata. Basta un tweet, uno di quelli che Donald Trump presidente eletto degli Stati Uniti usa per bastonare o incensare nemici e rivali. È accaduto verso la fine della conferenza stampa dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, al salone di Detroit.
Fino a quel momento il dialogo si era trascinato stancamente su temi come indebitamento, elettrico, prospettive finanziarie del gruppo, investimenti nelle fabbriche. Insomma cose che con le automobili vere e proprie c’entravano marginalmente. Finché a un certo punto al telefonino di uno dei giornalisti presenti non lampeggia il display. E appare il tweet di Donald Trump che recita: “Grazie Fiat!”. Un messaggino e passa la paura di provvedimenti anti-Fiat da parte del neo-presidente americano.

Spieghiamo meglio per chi non conosce gli antefatti. Da un paio di settimane Trump si era messo a criticare via twitter le grandi multinazionali americane che investono denaro per aprire nuove fabbriche all’estero invece che portare lavoro negli USA. Trump è un protezionista convinto e sta cercando anche in maniera decisa, prepotente e pure rozza, di difendere gli interessi americani e i posti di lavoro in America. Già pochi giorni fa aveva bastonato la Ford – sempre via twitter – perché voleva aprire una fabbrica di auto in Messico, dove il costo del lavoro è più basso. Trump via twitter aveva minacciato la Ford dicendo più o meno: se aprite la fabbrica là, invece che in USA, vi alzo le tasse sulle auto prodotte in Messico del 35%. E Ford si era affrettata a fare retromarcia spaventata dalla prospettiva di vedersi tassare le sue automobili. Ma i tweet irriverenti di Trump avrebbero potuto prendere di mira chiunque. Perciò nel giorno dell’apertura del salone di Detroit aleggiava inquieta l’ombra di eventuali minacce di Trump anche contro FCA, che costruisce da tempo in Messico le Fiat 500 che vende in Usa. Invece Marchionne, con un mossa furba, alla vigilia del salone ha annunciato la conferma del piano di investimento di 1 miliardo di dollari per potenziare le fabbriche Jeep in Ohio e Michigan. Non era una grossa novità: erano investimenti decisi circa due anni fa per potenziare la linea Jeep che ha molto successo. Ma Marchionne lo ha furbamente ricordato alla vigilia del salone forse proprio per togliere a Trump ogni pretesto per polemizzare con lui, come aveva invece fatto con Ford.

Così mentre Marchionne anche un po’ noiosamente parlava in conferenza stampa di strategie, investimenti, bilanci e auto nuove da costruire, sullo schermo di un telefonino è apparso non uno ma due tweet di Trump. Il primo diceva: “Finalmente accade! Fiat-Chrysler ha annunciato un piano per investire UN MILIARDO di $ nelle fabbriche di Ohio e Michigan e creare 2000 posti di lavoro”. E il secondo ringraziava Fiat per la scelta. Chi l’ha ricevuto si è affrettato a passarlo a Marchionne dicendogli: dottore, Trump la ringrazia! Marchionne ha sgranato gli occhi per la sorpresa. Ha afferrato il telefonino che gli veniva passato e ha letto una, due, tre volte il display per accertarsi che fosse vero.
Poi concluso che il tweet era reale e visto che tutti gli chiedevano un commento, non poteva esimersi dal ringraziare Trump. “Che devo dire? Ringrazio Trump. Ma quell’investimento nelle due fabbriche Jeep è un atto dovuto per il paese (intende gli USA, ndr). L’annuncio di ieri dell’investimento faceva parte di programmi stabiliti nel 2014. Specialmente la Wrangler, delle tante Jeep, si farà sempre in America e non altrove perché è un’auto dalle caratteristiche tipicamente americane. Non si può spostarla altrove. Solo che la capacità produttive delle nostre fabbriche era limitata: pensate che nel 2009 ne facevamo 60mila, e lo scorso anno siamo arrivati a costruirne 260mila. E le fabbriche che avevamo non bastavano più. Bisognava potenziare ed è quello che abbiamo fatto decidendo quell’investimento”.

Come dire che Trump non c’entra niente nella decisione, ma l’annuncio dell’investimento viene utile per smorzare le polemiche e evitare tasse aggiuntive.

1 commento
  1. Autologia
    Autologia dice:

    Con questo post un altro giornalista eccezionale , Alberto Sabbatini, entra a far parte della grande squadra degli Autori di Autologia.
    BENVENUTO ALBERTO !!!

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