DallaraStradale

Dallara Stradale, una “barchetta” fatta come un’auto da corsa. (…l’ha comprata pure Marchionne!)

Il più poliedrico costruttore di auto da cosa a 80 anni si è fatto la “sua” vettura stradale: una spider da 400 cv con l’agilità di una monoposto. Tetto optional. L’ha comprata pure Marchionne!

Ecco la prima rivoluzionaria Dallara Stradale. Sembra una spider da corsa. Ha le linee essenziali di una “barchetta”. Colore giallo, forme estreme: non c’è tetto, né porte e nemmeno il parabrezza. “Ho voluto una barchetta perché era il tipo di automobili da corsa che vedevo da giovane e che hanno fatto la storia delle corse prototipi tanti anni fa” spiega l’ingegnere Gian Paolo Dallara.

Dallara è il mago delle auto da corsa italiane. Nella sua azienda, a Varano in provincia di Parma, nascono monoposto che monopolizzano intere categorie del motorsport: dalla Formula 2 alla Formula 3, dalla GP3 alla IndyCar e tante altre. Quando l’ingegner Dallara, per festeggiare i suoi 80 anni ha deciso di regalarsi finalmente un’automobile stradale che riprendesse l’esperienza e i progetti delle sue innumerevoli auto da corsa, se l’è costruita applicando gli stessi concetti di leggerezza ed estrema manovrabilità delle auto da corsa. E riprendendo le linee essenziali di una barchetta.

La Dallara Stradale è nata con la stessa cura e la medesima tecnologia delle auto da corsa. Ha un telaio monoscocca in carbonio, costruito con lo stesso sistema Pre-preg – tessuto di carbonio impregnato di resina e cotto in autoclave – che si usa per fare i telai F1. Sospensioni con bracci a doppi triangoli sovrapposti come le auto da corsa e rigorosamente due posti secchi. Motore 4 cilindri turbo da 400 cavalli, aerodinamica raffinatissima e peso ridottissimo: appena 855 chili con un rapporto peso/potenza di appena 2,1 kg/cv. Nella versione originale l’auto è una barchetta due posti senza nemmeno il parabrezza. Non ci sono nemmeno le porte: per entrare bisogna scavalcare una gamba alla volta la fiancata e sedersi dentro. “Ma è facile riuscirci perché abbiamo appositamente costruito una fiancata bassa per agevolare l’ingresso – spiega Dallara – e io sono la prova vivente, con l’agilità di un ottantenne, che è facile salire a bordo. Perché l’ho fatto più volte per guidarla”. Ma la Dallara Stradale, così estrema è anche facile da guidare grazie al peso contenuto e all’ottima dinamica di guida. “Sognavo un’auto – dice Dallara – che fosse versatile come una maximoto: utilizzarla per andarci a fare turismo alla domenica e se uno ne ha voglia, al ritorno fermarsi in un circuito e girare forte in pista. Poi rimettersi sulla strada di casa in tranquillità”.

La cura massima sulla Dallara Stradale riguarda l’aerodinamica. Dove Dallara ha riversato tutto il suo know how di tanti anni di monoposto. Pensate che a massima velocità sviluppa un carico verticale di 820 kg, triplo rispetto a quello di qualsiasi supercar stradale. La scelta più anomala fatta da Dallara riguarda il motore. Non è un propulsore potentissimo né di marchi esotici. “Non volevo un propulsore plurifrazionato perché la mia sportiva non ambisce ad essere una supercar – dice ancora Dallara – ma dev’essere un’auto agile, scattante ma anche maneggevole. Preferivo contenere al massimo il peso piuttosto che estremizzare la potenza aumentando i chili e le complicazioni”. Così Dallara ha optato per un 4 cilindri. Ovviamente in posizione posteriore, che eroga 400 cavalli e una coppia spropositata di quasi 500 Nm. Il motore è di derivazione Ford: si tratta del quattro cilindri ecoboost turbo da 2300 cc che equipaggia anche la Ford Mustang. Ma nel caso Dallara è stato ampiamente modificato con l’adozione di una turbina diversa, valvole più grandi e una elettronica su misure studiata dalla Bosch per arrivare a una erogazione di 400 cavalli contro i 317 della Mustang. Il cambio è manuale 6 marce di derivazione Ford ma modificato dalla ditta specializzata Automak.

Le prestazioni sono da record per un’auto così compatta: accelera da 0 a 100 km/h in 3”25, tocca la velocità massima di 280 km/h (che diventano 265 km/h con l’ampio alettone optional studiato per l’uso in pista), e una elasticità notevole grazie alla formidabile coppia del turbo e al peso leggero: appena 3”45 nella ripresa da 80 a 120 km/h. Ma quel che conta, secondo i collaudatori Marco Apicella (ex pilota F3000) e Loris Bicocchi (storico tester Lamborghini) è l’eccezionale dinamica di guida. In curva la Dallara Stradale raggiunge i 2g di aderenza, cosa inarrivabile per qualsiasi supercar stradale che si ferma a 1,4 g. Prestazioni da auto da corsa con gomme slick.

La Dallara Stradale viene costruita in serie limitata in un capannone adiacente al reparto corse Dallara. È un lavoro interamente manuale, simile all’assemblaggio artigianale di un’auto da corsa. Ne vengono realizzate dieci al mese, l’obiettivo è di farne 600 in cinque anni. Il prezzo non è inarrivabile come quello di una supercar milionaria anche se la tecnologia è analoga. Costa 155mila euro così nuda e “pura”. Ma chi vuole può renderla più confortevole e adatta all’uso di tutti i giorni aggiungendo parabrezza, tettuccio, porte, aria condizionata e paddle-shift per il cambio al volante. Il parabrezza e il clima costano 16.600 euro, il tettuccio 7.700 euro e le porte ad ali di gabbiano altri 7.300 euro. Si possono togliere e mettere con due viti in pochi minuti anche nel garage di casa. Così la Dallara Stradale da estrema diventa “stagionale”.

Per la sua estremizzazione, la Dallara Stradale ha incontrato subito il favore di clienti “speciali” che l’hanno acquistata a scatola chiusa senza nemmeno vederla prima: fra loro gli ex piloti Jean Alesi e Paolo Barilla, e persino… Sergio Marchionne! (auto.it)

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