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Incidenti su ferro e su gomma

La notizia dell’incidente ferroviario accaduto nei pressi di Milano e delle tre persone decedute è stata subito ripresa da tutte le testate. Un riferimento particolare è stato dedicato al fatto che le tre persone decedute prendevano quel treno tutte le mattine per recarsi al lavoro nel capoluogo lombardo. Per inquadrare i possibili motivi del deragliamento e per commentare il fatto, sono stati intervistati tecnici, sindacalisti, rappresentanti di associazioni ambientaliste e di pendolari.  Accanto alle indagini della magistratura, è molto probabile che si avvii anche un’inchiesta da parte del ministero delle Infrastrutture.

Da non poche parti è stato espresso il timore che nel comparto ferroviario il contenimento del personale e le economie nella manutenzione, ad esempio con l’impiego di un vagone computerizzato anziché con il controllo fisico di un addetto, comportino un abbassamento del “tradizionale” livello di sicurezza.

Per evitare facili e quasi sempre erronee semplificazioni, mi pare utile fornire gli ordini di grandezza della incidentalità ferroviaria nell’ultimo decennio, periodo  di cui possediamo statistiche ufficiali.

Dal 2006 al 2015, i decessi complessivi imputabili a incidenti ferroviari sono stati 724: di questi, i passeggeri veri e propri sono stati meno di 100; circa 150 sono state le persone decedute per mancato rispetto della segnaletica al passaggio a livello e le rimanenti, cioè la maggior parte, per “materiale rotabile in movimento”, soprattutto a causa di attraversamento incauto o vietato dei binari.  Nel 2015, l’ultimo anno disponibile, i passeggeri trasportati deceduti a causa di un incidente sono stati due e 58 le morti di persone investite da un convoglio ferroviario. In tutto, 60.

Appare fin banale un confronto con i decessi verificatesi a causa di incidenti stradali nello stesso periodo: dal 2006 al 2015, le persone decedute in strada sono state più di 54.000, 54.390 per l’esattezza. Insomma, con un conteggio approssimativo, ogni 1.000 morti in strada se ne sono verificati 13 sui binari.

Il fatto è che un incidente ferroviario è raro e quando accade comporta conseguenze di notevole rilievo. L’opinione pubblica rimane impressionata dalla notizia delle tre morti sui binari vicino a Milano e non ricorda che in quello stesso giorno, statisticamente, sono decedute otto persone in incidenti stradali.

Accade lo stesso con l’aereo che qualche volta precipita: cento persone decedute in un solo incidente è una notizia che fa il giro del mondo ed è più che comprensibile, ma si dimentica di dire che il trasporto aereo è il più sicuro di tutti, compreso quello ferroviario.  E si dimentica di dire che 100 decessi accadono nelle strade del nostro Paese in nemmeno due settimane, in Europa in due giorni…

Semmai sarebbe da pretendere che nel trasporto su gomma venissero introdotti in modo obbligatorio quei raffinati sistemi tecnologici che impediscono scorrettezze e distrazioni per chi guida sul ferro o nel volo, ed ugualmente ci sarebbe la necessità di realizzare costanti e severi controlli,  tanto severi quanto importante è la vita di ciascuno di noi.

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