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Povera Alfa Romeo se chi è in prima linea la maltratta così

Hai voglia di rinnovare la gamma, mettere si su strada modelli all’altezza della miglior concorrenza e investirci sopra dei gran soldi per tenere in vita stabilimenti che parevano avviati all’oblio e dar lavoro agli operai che nemmeno avevano più speranze, se poi il frutto di tutto va in mano a venditori che pare vogliano fare di tutto per svilire gli sforzi fatti più in alto.

La vittima in questo caso è l’Alfa Romeo, marca che sta compiendo sforzi sovrumani per ritornare come merita sulla scena internazionale, ma il discorso si potrebbe traslare anche ad altri costruttori perché, alla fine di tutto, l’anello debole rimane il contatto tra la rete dei concessionari e i potenziali clienti.

Un perfetto esempio di malasanità commerciale ha visto coinvolto un mio conoscente sabato 17 giugno in una concessionaria del varesotto, peraltro direttamente invitato a presentarsi e con l’appuntamento già fissato.
Era interessato, come tanti di questi tempi, alla nuova Stelvio. Si informa, è curioso oltre che attratto, ma percepisce ben poco calore da chi dovrebbe essere lì per vendere. Gli racconta che è felice proprietario di una Range Rover Evoque e che intenderebbe darla dentro in permuta, peraltro sottolineando l’alto valore residuo di cui gode questo modello.

Stupito, riceve come risposta che siccome l’auto si vende bene ci pensi lui a vendersela direttamente; di conseguenza non gli prepara né un preventivo e nemmeno dà una valutazione dell’usato.
Successivamente il mio conoscente chiede delucidazioni sugli allestimenti. Appositamente domanda se la Stelvio lì esposta sia al top di gamma, conscio del fatto che si trattava di una entry level. Solo allora il venditore si ricorda di specificare che esistono altri allestimenti molto più ricchi, ma non presenti.
Fin lì, comunque, ancora nessun preventivo.

Il conoscente si sposta quindi su Giulia. Entusiasta della posizione di guida, prende in considerazione l’ipotesi di tornare ad una berlina. Il venditore non si prodiga di fornire alcuna informazione. Interrogato su che versione fosse quella esposta il venditore, scocciato più che mai, cita unicamente il propulsore. Ancora non c’è traccia di preventivi.

Infine chiede una prova su strada, visto che era stato invitato a presentarsi in concessionaria per quello. Gli viene detto che non è possibile perché l’unica Stelvio a disposizione è in officina, in attesa di un test drive pomeridiano.

Facile intuire la fine della storia. Chi era interessato alla Stelvio, aveva voglia e, beato lui, i quattrini per cambiare la sua Evoque, adesso un’Alfa Romeo non l’avrà più nei suoi programmi (e ci vado leggero…), con quale ingiusto danno per la marca è facilmente immaginabile. (quattroruote.it.blog)

4 commenti
  1. dario
    dario dice:

    Ho avuto la stessa esperienza negativa, certo ad Arese sono attrezzati, ma non è pensabile che tutti vadano li. Purtroppo anni di demotivazione e mancanza di prodotti non si risolvono in un attimo. È con rammarico , e ammettendo casi che si distinguono, che non si può negare il divario con le case tedesche : c’è molto da lavorare sulla rete vendita.

  2. giammarco
    giammarco dice:

    Sento di dover invitare il cliente da me per cambiargli la su Evoque e rimetterlo finalmente in un AUTO.

  3. Piero Gervasoni
    Piero Gervasoni dice:

    Questo venditore andrebbe messo a vendere cocomeri sulla spiaggia. Tuttavia questo venditore non è Alfa Romeo. Per avere un trattamento consono all’iall’impegno che il Brand sta facendo ultimamente basta andare ad Arese…..nel Motor Village dentro la sede storica di Alfa Romeo , dove le auto per i test drive sono sempre disponibili…..e i venditori gente con le ☺☺

  4. GiroItalia
    GiroItalia dice:

    Parliamo di Stelvio ma potremmo parlare di un cellulare o una stampante.
    Purtroppo l’attenzione al cliente e’ pessima in Italia. Concessionaria, Mega Sotre di elettrodomestici o negozietto di cellulari

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