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La conversione di Marchionne

La svolta di FCA si chiama ok all’auto elettrica. Ed è arrivata all’indomani dell’annuncio, da parte del Gruppo Volkswagen, di un mega piano di investimenti su questo tipo di alimentazione che porterà il colosso di Wolfsburg ad avere in gamma una trentina di modelli elettrici entro il 2025.

La maggior parte delle Case auto ha imboccato questa strada, mentre FCA, per voce del suo a.d. Sergio Marchionne, si è sempre dichiarata fredda, arrivando addirittura a invitare i propri clienti Usa a non acquistare la Fiat 500e perché produrla (un obbligo da parte di alcuni Stati federali, pena lo stop alle vendite dei prodotti del gruppo) comporta 14.000 dollari di perdite per ogni veicolo prodotto.

Ora, dicevamo, la svolta. C’è da chiedersi, a questo punto, se a convincere Marchionne a mettere in preventivo per i prossimi anni una city-car e una Maserati (Alfieri) elettriche, sia stata veramente la mossa della rivale Volkswagen, insieme al timore di perdere altro terreno su queste motorizzazioni “green”, oppure ragioni di tipo politico.

Ad esempio, la necessità del governo di dare il via, come si mormora da tempo, a un piano di sostegno legato ai motori elettrici. In proposito, la presidenza del Consiglio, attraverso Raffaele Tiscar, si è impegnata a discutere con gli attori della filiera un piano che potrebbe portare in questa direzione. Nei prossimi giorni, il 5 luglio, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, interverrà all’incontro con i media organizzato dall’Unrae e condotto dal presidente Massimo Nordio. Il tema riguarda la mobilità. E chissà se per quella occasione proprio Delrio possa dare qualche indicazione in tema di elettrico.

Insomma, al di là della necessità di non perdere il contatto con la realtà e l’attuale visione del mercato, seppur obtorto collo, quello di Marchionne potrebbe rappresentare un vero segnale, l’accensione del semaforo verde per un piano che porti allo sviluppo della mobilità elettrica anche in Italia, come è già stato fatto in altri Paesi.

Un via libera che ha come destinatario il governo.

 

1 commento
  1. Filippo Zanoni
    Filippo Zanoni dice:

    Finalmente! Ma la mobilità del futuro non è solo legata alle vetture elettriche: sarà anche car sharing, car pooling, forme integrate di spostamento (fino ad arrivare a comprare il “prodotto mobilità” e non più l’auto. All’estero qualcuno l’ha già capito.

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