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La rabbia di Hamilton

Sebastian Vettel da domenica prossima avrà un avversario in più: la rabbia di Lewis Hamilton.

Se nel Gran Premio d’Australia il pilota della Mercedes aveva subito un duro colpo al proprio “ego”, dopo il Gran Premio del Bahrein in lui alberga certamente la rabbia.

Si, perché tutti i calcoli e le strategie del team Mercedes erano mirati a scavalcare la Ferrari di Vettel: tecnicamente sembrava impossibile che le gomme montate potessero permettere al pilota tedesco di portarle integre al traguardo. Invece i calcoli della Ferrari e la maestria al volante di Vettel ha spiazzato tutti.

In più l’apporto di Bottas è stato nullo, non essendo riuscito a superare la Ferrari e ridurre così il suo punteggio, e per quel che conosciamo del carattere di Hamilton non siamo lontano dal vero supponendo in lui un sentimento di rabbia.

La rabbia. Ecco l’avversario in più per Vettel a partire dal prossimo Gran Premio. Perché Lewis, e tutta la Mercedes, erano arrivati a Melbourne, e poi in Bahrein,  convinti della propria superiorità tecnica ed umana.

I fatti poi li conoscete: in Australia la fortuna ci ha messo lo zampino con la safety car causata dalla Haas, e in Bahrein il colpo di bacchetta magica delle gomme che hanno resistito oltre l’impossibile, grazie alla sospensioni “gentili” della Ferrari ed al “manico” di Vettel , hanno permesso il secondo successo consecutivo della Rossa.

Attenzione!

La rabbia può determinare una gara d’attacco di Hamilton al limite del possibile, certo. Ma la rabbia è spesso cattiva consigliera e può portare a manovre azzardate o eccessive.

Volete un esempio: la gara MotoGP di Marc Marquez domenica sera in Argentina. Autore di acrobazie formidabili ha però ecceduto giocandosi un risultato potenziale.

Aspettiamo con curiosità il Gran Premio di Cina.

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