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La storia infinita di Lancia Ypsilon con 36 versioni speciali ora anche ibrida

Poche le Case automobilistiche che hanno insistito sul lancio di versioni speciali dei propri modelli. Tutto ebbe inizio nel 1985 al Salone di Ginevra quando l’Autobianchi presentò l’ultimo modello commercializzato con il suo marchio. La Y10 così si assunse il ruolo di piccola automobile d’elite che è stato della A112. La linea era caratterizzata da un andamento cuneiforme, esaltato dal taglio della coda con portellone a sviluppo verticale e da ampie superfici vetrate.

La prima Y10 Fire era equipaggiata con il quattro cilindri Fiat di 999 cc da 45 cv con cambio a 5 rapporti. Poi arrivarono le versioni Touring e Turbo, la Fire LX, la Fire 4WD. Lancia per il suo gioiellino Y10 ha avuto una mania ripetitiva. Nel 1987 aprì la serie la Y10 Fila bianca, nata dalla collaborazione con l’azienda di abbigliamento sportivo con carrozzeria bianca e decorazioni rosso-blù sulla fiancata, quindi la variante Fila nera che ne riproponeva l’allestimento in negativo.

Poi arrivò la Y10 Missoni, disponibile solo con carrozzeria blu Memphis metallizzato, con tessuti in velluto del celebre stilista per i sedili mentre gli altri rivestimenti nell’abitacolo erano in Alcantara marrone. Quindi la Y10 Appia dotata di serie di autoradio estraibile e vetri atermici, la Selectronic, la GT che sostituì la Turbo. Seguì la Y10 Martini contraddistinta dal rosso-azzurro-blu delle Lancia da competizione. Nel giugno del ’91 arrivò la Y10 Mia con colori metallizzati esclusivi per la carrozzeria, rivestimenti in Alcantara seguita a ruota dalla Y10 Avenue disponibile solo con catalizzatore, con il portellone non più nero ma in una nuance più scura ed ancora la Y10 Ego dalla ricchissima dotazione: vernice nero metallizzato, interni di pelle Frau, cerchi in lega, riscaldatore automatico, chiusura centralizzata, volante regolabile, alzacristalli elettrici e fendinebbia.

Quindi l’allestimento Elite con proiettori fendinebbia, contagiri e check control. Nel 95′ la Y si propose come un’auto dalla spiccata personalità e con una “palette” di ben 100 colori per la carrozzeria e dopo le versioni LS ed LE (quest’ultima sostituita dalla Elefantino Blu, contraddistinta dalla strumentazione a fondo chiaro: il simbolo dell’Elefantino con la proboscide alzata nacque nel 1953 per un’idea di Gianni Lancia che lo volle associare alle sue auto da corsa, quindi seguì l’Elefantino Rosso). Poi fu il turno delle versioni speciali DoDo e Unica, seguite nel 2002, dalla Vanity.

Svelata al salone di Ginevra nel marzo 2003 la Ypsilon proponeva nuovi standard di classe ed eleganza: fa anche proposta la versione Momo Design, che per la prima volta in una vettura di grande produzione utilizzava il nero opaco metallizzato per per portellone e tetto, abbinato a quattro tinte di carrozzeria specifiche. Seguirono le versioni Argento, Platino ed Oro. Ma il pieno di allestimenti culminò nel 2006 quando a Ginevra hanno avuto inizio le celebrazioni ufficiali per i 100 anni di attività del marchio.

Oltre a un calendario l’evento venne ricordato con la Collezione Centenario riservata a Ypsilon, Musa e Thesis. Al Motor Show di Bologna furono alzati i veli sulle Limited Edition con carrozzeria in tinta unita, un rosa cipria ed un azzurro pastello che richiamavano le atmosfere vintage degli oggetti degli Anni Sessanta e Settanta con interni bicromatici.

Nel 2007 la Nuova Ypsilon venne declinata anche nella versione Sport Momo Design che sfoggiava il nuovo logo Lancia e successivamente in quella Blue&Me equipaggiata di serie con l’innovativo dispositivo, sviluppato in collaborazione con la Microsoft, che consentiva di telefonare ed ascoltare musica in massima sicurezza: inoltre all’interno avevano la porta Usb situata nel cassetto portaoggetti. Anche la Musa era proposta nelle versioni Platino Plus, 100, Zero6, Diva e Sky (con lettore DVD e schermi inseriti nei poggiatesta). Dal 2004 al 2006 fu un susseguirsi di versioni speciali ma a Ginevra fu esposto la concept Ypsilon Sport realizzata con il Centro Design Zagato con volante Momo, 1.9 Multijet da 150 cv, 212 kmh, cambio a sei marce, gomme Pirelli PZero Nero.

In 35 anni sono oltre 3 milioni di esemplari di Y10 venduti, una storia di stile. Una Ypsilon, la seconda vettura più venduta in Italia, che si è aggiornata per il 2021. “Sin dal suo lancio nel 1985, la Ypsilon, allora era la Y10 ha cambiato il segmento delle piccole cittadine – ha commentato Luca Napolitano, Stellantis- Lancia Chief Executive Officier – quattro generazioni e 35 serie speciali. Nel 2020 sulla Ypsilon è arrivato il powertrain Mild Hybrid da 70 cv grazie al supporto di un generatore elettrico da 3,6 kW a sua volta collegato ad una batteria al litio da 11 Ah, una ibrida che abbatte consumi ed emissioni del 13% e che gode di agevolazioni fiscali. Il model year 2021 presenta una calandra inedita unita a fari DRL Led, interni in Alcantara, kit EcoChic: la Ypsilon Silver Hybrid 1.0 parte da 15.000 euro e grazie all’ecobonus statale può scendere fino a 11.000 euro in caso di rottamazione, con il finanziamento di FCA Bank si scende ancora a 9.500 euro”. Tavares, Ceo di Stellantis, ha in progetto di far rinascere Lancia, di accelerare su Alfa Romeo e di rivitalizzare Fiat iniziando dall’erede della Punto su meccanica condivisa con 208 e Corsa.

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