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L’auto che vola esiste davvero

Le auto che volano sono improvvisamente diventate di moda, come la guida autonoma e le full-electric in ogni salsa. Fanno spettacolo, attirano curiosità. La gente ci crede poco e anche molti pragmatici addetti ai lavori. Così si sprecano i sorrisetti ironici e le intemerate contro la “truffa mediatica” di chi vende all’opinione pubblica prodotti improbabili.

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Ma se progetti come la Pop.Up di Italdesign e Airbus (4 droni che agganciano un modulo per liberarlo dal traffico) sono palesemente showcar ad effetto proiettate in un futuro senza data, esiste invece qualcosa di più concreto. Come la AeroMobil che ci è stata illustrata da Roberto Piatti, il Ceo di Torino Design che ne ha firmato lo stile degli esterni e degli interni.

Qui siamo in un terreno reale, si parla di un mezzo che è una “vera” automobile (a due posti, anche decisamente sportiva: 160 km l’ora) che diventa un “vero” piccolo aereo (in questo caso la velocità sale a 360 km l’ora). E pare che funzioni, anche se non l’abbiamo provata. L’unico deterrente, insomma, in questo caso è il prezzo che supera di poco il milione di euro. Le prenotazioni sono aperte,  entro un anno partirà la produzione del primo lotto di 50 esemplari realizzati dall’azienda slovacca  che ha dato il nome all’auto con le ali.

La versione definitiva è stata presentata  a giugno al “Salon International de l’aéronautique et de l’espace” di Le Bourget, Parigi, dove era esposta accanto al Concorde. Il capo e co-fondatore della AeroMobil, Juraj Vaculik, ha nel mirino soprattutto i tanti americani che per spostarsi utilizzano abitualmente Piper o altri piccoli aerei da turismo.

L’auto con le ali è lunga 5,9 metri, larga 2,2 e alta 1,5. Per guidarla occorre, oltre alla normale patente automobilistica, il brevetto da pilota. Ha una struttura in carbonio e compositi che consente di ridurre il peso totale a meno di mille chili (altrimenti non volerebbe). L’apertura alare è di 8,8 metri, ma le ali sono retrattili e quando AeroMobil viaggia su strada si allargano le carreggiate anteriori che grazie a un sofisticato sistema di sospensioni fanno emergere le ruote dalla carrozzeria   per garantire una tenuta adeguata.  Il motore, di origine automobilistica, sviluppa 300 Cv e in volo l’autonomia dichiarata è di 900 km (bastano 90 litri di benzina per percorrerne 750). Per il decollo occorrono  600 metri, quindi sono utilizzabili anche piccole piste di alianti, perfino un grande prato.

L’abitacolo è un mix tra auto e  aereo, con il volante multifunzioni che diventa una cloche e, naturalmente, la doppia strumentazione studiata da Garmin, che si commuta in base al tipo di impiego. C’è perfino un gigantesco paracadute che ha lo scopo di salvaguardare in caso di emergenza pilota e passeggero, ma anche l’intero veicolo.

Alla faccia dei sorrisetti, l’auto che vola esiste davvero, anche se non è e non sarà mai roba per tutti.

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